Fabio Menino Hofmann

Nebbie, storie, memorie. Lo sguardo sul Monferrato di Fabio Menino Hofmann e le suggestioni di Umberto Eco ad Alessandria

Il paesaggio smette di essere semplice topografia nel momento preciso in cui la mente umana lo attraversa, convertendolo in architettura della memoria.

Non si tratta di una fredda sequenza di coordinate geografiche, bensì di uno spazio emotivo che trattiene le tracce dell’esistenza, conservando i ricordi e restituendoli sotto forma di rivelazione. Nel passaggio celebre de La misteriosa fiamma della regina Loana, Umberto Eco descrive l’ingresso nel Monferrato come uno svelamento:

Evidentemente eravamo penetrati nel Monferrato facendo una impercettibile e continua salita, le alture ci avevano circondato senza che me ne accorgersi, e già entravo in un altro mondo, in una festa di vigneti ancora giovani. Erano, visti a distanza, cocuzzoli di varia altezza, alcuni che appena spuntavano tra dossi più bassi, altri più ripidi, molti sovrastati da costruzioni, chiese o grandi casali, e sorte di castelli, che vi si arroccavano con invadenza sproporzionata e, anziché completarli con dolcezza, gli davano una spinta verso il cielo».

L’uomo non abita meramente la superficie del mondo; la trasforma e la carica di senso, lasciando che la pietra dialoghi con il cielo. È proprio in questo scarto tra la natura e l’opera umana che il paesaggio diventa collante emotivo, un legame indissolubile capace di saldare l’identità dell’individuo alla terra. Se la scrittura di Eco evoca la terra natia attraverso la densità dei simboli e la ricchezza del linguaggio, l’immagine fotografica offre una controparte visiva capace di agguantare l’istantanea di quell’emozione.

Tra parola e fotografia non sussiste un rapporto di pura subordinazione, ma un’alleanza poetica. La parola narra il tempo che scorre e la stratificazione dei ricordi; l’immagine ferma l’istante, mettendo a nudo la struttura profonda dei luoghi. Quando la fotografia ritrae i casali isolati, i profili delle colline e la trama dei filari, non fa che dare forma visibile alle risonanze che la parola scritta ha impresso nella mente del lettore. Questo intreccio tra memoria letteraria e visione fotografica trova la sua forma nell’esposizione allestita a Palatium Vetus ad Alessandria, aperta fino all’8 novembre 2026.

Promossa dalla Fondazione Cassa di Risparmio di Alessandria nel decennale della scomparsa dell’intellettuale alessandrino, la mostra: “Nebbie, storie, memorie. Lo sguardo sul Monferrato di Fabio Menino Hofmann e le suggestioni di Umberto”, traduce in percorso visivo il legame viscerale tra l’autore e la sua terra. Curata da Stefano Salis, giornalista del Sole 24 Ore, da un’idea di Pietro Mercogliano, la rassegna raccoglie oltre quaranta fotografie di Fabio Menino Hofmann.

Gli scatti esplorano la campagna monferrina con un occhio capace di cogliere il silenzio dei casali e la sospensione rarefatta generata dalla nebbia. In questo racconto per immagini, la nebbia svolge un ruolo compositivo e concettuale ben preciso. Sulla campagna essa agisce esattamente come la polvere che si deposita sugli oggetti chiusi in una soffitta: vela le superfici, smussa gli spigoli e opacizza i contorni del presente. Non si tratta di una scelta nostalgica o estetizzante, ma di un filtro funzionale alla memoria. Sottraendo nitidezza al paesaggio, la nebbia costringe l’osservatore ad arrestare la visione immediata e a compiere un lavoro di ricostruzione.

Come accade per un ricordo impolverato dal tempo, l’immagine non viene consegnata definita, ma richiede di essere “spolverata” dall’immaginazione e dall’introspezione per far emergere ciò che giace al di sotto. Le immagini fotografiche dialogano con citazioni testuali e oggetti simbolici legati a “La misteriosa fiamma della regina Loana”, l’opera più autobiografica di Eco.

Un percorso corale in cui lo sguardo visivo e la memoria letteraria si completano a vicenda, rivelando come la terra natia rimanga, per sempre, la radice prima di ogni immaginario.

INFO

Nebbie, storie, memorie.
Lo sguardo sul Monferrato di Fabio Menino Hofmann e le suggestioni di Umberto Eco
31 agosto – 8 novembre 2026
Palatium Vetus, piazza della Libertà 28 – Alessandria
INGRESSO LIBERO E GRATUITO
Visite a ingresso libero su prenotazione

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