Lee Ufan e l’Avanguardia coreana alla Dep Art Gallery di Milan

In giorni particolarmente difficili per la città di Milano, la galleria Dep Art svolge regolarmente la sua attività e si propone ora più che mai come spazio culturale al servizio dei cittadini.E’ confermata dunque l’apertura della mostra dedicata ai cinque artisti coreani che, dalla fine degli anni ‘50 del Novecento, hanno ridefinito e plasmato l’orizzonte dell’arte contemporanea in Corea. Un nucleo di opere da cui emerge la complessa dinamica tra rinnovamento e tradizione che ha lambito quel Paese in un quarantennio di profondi turbamenti e agitazioni politiche e sociali.

Tra meditazione e materia, pensiero e visione, la mostra “Il Gesto dell’Oriente. Cinque voci dell’Avanguardia coreana”, alla Dep Art Gallery di Milano dal 3 marzo al 9 maggio 2020, mette in luce la ricerca di cinque artisti che, dalla fine degli anni ‘50 del Novecento, hanno ridefinito e plasmato l’orizzonte dell’arte contemporanea in Corea: Chun Kwang Young, Park Seobo, Lee Bae, Lee Ufan, Kim Tschang-Yeul.
 
Dal nucleo di circa quindici opere, di medio e grande formato, selezionate dal curatore Gianluca Ranzi, emerge la complessa dinamica tra rinnovamento e tradizione che ha lambito quel paese in un quarantennio di profondi turbamenti e agitazioni politiche e sociali.
 
Kim Tschang-Yeul (nato nel 1929) è, con Lee Ufan, Park Seobo una delle figure chiave del rinnovamento che l’arte coreana intraprende tra gli anni ’50 e ’60. A contatto con esperienze quali l’Informale europeo e l’Espressionismo Astratto, Kim Tschang-Yeul matura quella personalissima cifra stilistica fatta di costellazioni pittoriche di gocce d’acqua rese con iperrealistica precisione su sfondi neutri o ricoperti di ideogrammi. Tra astrazione e figurazione la pittura diviene qui un mantra meditativo che attenua l’ego a favore di uno spazio spirituale e persino terapeutico. 
Sta invece al gruppo Dansaekhwa, nato all’inizio degli anni ’70 e oggi oggetto di retrospettive nei maggiori musei internazionali, sviluppare la tendenza a un minimalismo monocromo che esalta la fisicità della pittura. Ne fa parte Park Seobo (1931) che recupera l’uso tradizionale della carta Hanji per opere dall’astrazione lineare e rigorosa da cui è espunto l’ego dell’artista a favore di un vuoto meditativo e oggettivo scandito dalle verticali a rilievo e dal gioco delle loro ombre.
Fa parte del gruppo Dansaekhwa anche Lee Ufan (1936), l’artista oggi più noto internazionalmente anche per la sua partecipazione come artista-teorico del gruppo giapponese Mono-Ha. Egli mette a punto una pittura riduzionista fatta di linee e pennellate fluide, memori della tradizione calligrafica, che nella sua opera danno luogo a risonanze e corrispondenze, dialoghi tra pieno e vuoto che interrogano non solo lo spazio dell’opera ma anche l’ambiente circostante.
Chun Kwang Young (1944) fa collidere pittura e scultura in superfici animate da miriadi di pacchettini di carta Mulberry tinta col tè o altri pigmenti naturali, un ricordo d’infanzia legato all’uso coreano di impacchettare con la carta di giornale erbe medicinali e spezie. Come recita il titolo di questi quadri, essi sono “aggregazioni” di armonia e conflitto, di natura e cultura, di ordine e caos. 
Lee Bae (1956) lavora invece con silenti composizioni che declinano elegantemente tutte le possibilità cromatiche del nero, ottenuto attraverso sottilissimi strati di carboncino o di lamelle di legno combusto. La combustione e l’effetto del fuoco alludono qui alla metamorfosi di tutte le cose e alla considerazione, comune a tutti gli artisti in mostra, dello spazio pittorico come un evento soggetto all’azione del tempo e quindi aperto anche alla quarta dimensione.

Completa la mostra un catalogo bilingue, italiano ed inglese, con un testo critico di Gianluca Ranzi.

Il Gesto dell’Oriente. Cinque voci dell’Avanguardia coreana
Artisti Chun Kwang Young, Park Seobo, Lee Bae, Lee Ufan, Kim Tschang-Yeul
A cura di Gianluca Ranzi
 04, Via Comelico 40, 20135 Milano
Date 4 marzo – 9 maggio 2020
Orari da martedì a sabato ore 10.30 – 19; chiuso domenica e lunedì.
Ingresso libero
Info al pubblico Dep Art Gallery | tel. +39 0236535620 | art@depart.it | www.depart.it
Catalogo bilingue (italiano ed inglese), con testo critico di Gianluca Ranzi
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