Intervista – WOC: Dinamicità, musica e collettività…lo spirito del Kappa FuturFestival

Il Kappa FuturFestival, che si svolge ogni anno a Torino è uno dei festival di musica elettronica più grandi al mondo.

Un appuntamento che attira ogni anno (questa è l’undicesima edizione) decine di migliaia di persone al Parco Dora di Torino.

Un Festival che va oltre alla musica e si contamina e fonde con le arti visive. Tra le collaborazioni artistiche quella con il visual artist WOC (Flavio Rossi).

L’artista ha realizzato per il KFF un’opera esclusiva – riprodotta su 111 poster disponibili in edizione limitata – dal titolo “The Futur is in Torino”.

Un dipinto a spray su carta, di dimensione 100×70 cm, che racchiude importanti concetti su più livelli: una scena che assume un aspetto paradisiaco rappresentando l’eredità post industriale, la musica elettronica, il caos dell’umanità e la cultura urbana. Per lui, il KFF e il Parco Dora rappresentano un momento ed un luogo iconici per la storia di Torino. Il poster, in edizione limitata, è in vendita sul sito ufficiale

L’INTERVISTA

  • Kappa FuturFestival è uno dei festival italiani più innovativi e iconici che fonde diverse anime artistiche e da sempre presta attenzione oltre che alla musica anche all’arte. Quale sarà la tua sfida creativa?

La mia sfida creativa sarà quella di rappresentare a pieno lo spirito di Kappa FuturFestival. Dinamicità, musica e collettività sono gli aspetti che mi hanno ispirato.

  • Tu hai una classica formazione artistica: liceo e Accademia di Belle Arti poi ti sei spostato verso la visul art mantenendo però sempre un retrogusto e un approccio classico. Come nasce e come si evolve la tua arte?

Ho sempre amato dipingere, sin da bambino. Durante il liceo ho approfondito le tecniche tradizionali di disegno e pittura. Pratica molto spesso annoiante ma fondamentale. Il percorso accademico mi è servito a maturare un linguaggio personale capace di evolversi e adattarsi alle diverse dinamiche professionali.

  • Una tua fonte di ispirazione sono internet, foto di cronaca, personaggi iconici e immagini storiche, immagini, simboli, stilemi e personaggi che rielabori e ricontestualizzi. Come nasce la selezione di queste immagini?

Seguo un flusso autonomo di ispirazione che mi permette di trarre ispirazione da materiale che seleziono naturalmente tramite smartphone e PC. La selezione dell’immagine adatta è un aspetto fondamentale. Non mi impongo mai dei paletti, spesso seguo il flusso di Internet.

  • Cosa ne pensi dell’intelligenza artificiale applicata all’arte? Può la tecnicità superare la creatività?

Penso che l’intelligenza artificiale applicata all’arte sia uno strumento utile e stimolante. Come tutte le tecnologie va studiata, elaborata ed applicata. È un’ottima formula a servizio della creatività. Non credo che l’intelligenza artificiale supererà mai quella umana, ma penso che la stupidità umana superi di gran lunga quella artificiale.

  • Pensi che un artista debba prendere posizione ed esprimere le proprie idee attraverso il proprio lavoro?

Penso che un artista debba raccontare una storia. La propria o quella di qualcun altro.

  • La musica che ruolo ha rispetto la tua arte? E la musica elettronica? Ti piacerebbe essere protagonista di un dj set al Kappa FuturFestival?

La musica è parte fondamentale nel mio lavoro, sia come ispirazione che come contenuto. Mi piace ascoltare la musica di svariati generi, tra cui anche quella elettronica. Per performare al KFF però devo studiare ancora un po’.

  • Potresti elencare i tuoi cinque artisti preferiti di tutti i tempi?

Kanye West, Albrecht Dürer, Van Gogh, Gerhard Richter, Caravaggio

  • Ricordi la prima mostra che ha illuminato la tua visione artistica? E l’ultimo?

Una delle mostre che mi affascinò (e inquietò) di più fu una retrospettiva su Chagall che vidi a Torino molti anni fa. Avevo 8 o 9 anni. L’ultima mostra più bella è stata quella di Takashi Murakami alla fondazione Louis Vuitton a Parigi nel 2018.

  • C’è un desiderio artistico che non hai ancora soddisfatto?

Sì ma non posso dirlo sennò non si avvera

  • Quando è stata l’ultima volta che hai fatto qualcosa per la prima volta? E soprattutto, cosa hai fatto?

Qualche settimana fa ho mangiato le melanzane per la prima volta.

  • Cosa c’è nel tuo studio? Hai dipinti, sculture, piante, tecnologia?

Nel mio studio ci sono molti colori spray, poche opere in archivio, tanta musica e poco spazio.

  • Se fossi il direttore di una rivista d’arte, chi vorresti che comparisse in copertina? E perché?

Dedicherei una copertina a Kurt Cobain, un disegnatore molto sottovalutato.

L’ARTISTA

 WOC (Flavio Rossi) nato nel 1995 a Torino, vive attualmente nella sua città natale, nella quale non solo si è diplomato all’Accademia Albertina di Belle Arti, ma dove continua a perseguire e a mostrare attivamente il suo lavoro.

È co-founder e direttore del brand Italia 90 e vanta collaborazioni con brand di moda come Off-White di Virgil Abloh e con Universal Music & Sony Music (nello specifico con artisti come Mecna e Myss Keta) Il suo approccio è trasversale e trascende i confini tra discipline e linguaggi visivi, e utilizza quasi esclusivamente la tecnica dello spray painting.

Il suo lavoro si concentra sull’immagine e sulle diverse forme che può assumere. Studiando contenuti web, foto di cronaca, personaggi iconici e immagini storiche, WOC esplora gli infiniti valori simbolici ed estetici che l’immagine ha acquisito nell’era contemporanea, selezionando, rielaborando e ricontestualizzando contenuti visivi provenienti da Internet.

INFO

Kappa FuturFestival
5, 6 e 7 luglio 2024 al Parco Dora di Torino

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