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SHORTS_INSPIRATION: AGOSTINO BONALUMI: Il Teatro delle Forze

Da Mazzoleni Torino fino a febbraio 2024 è aperta al pubblico la mostra “Agostino Bonalumi: Il Teatro delle Forze”.

Una grande retrospettiva dedicata al maestro lombardo realizzata nel decimo anno della scomparsa.
Attraverso una ricca selezione di opere plastiche di grandi dimensioni, l’esposizione presenta anche una serie di documenti originali e bozzetti grafici grazie alla collaborazione con l’Archivio Bonalumi di Milano, la Fondazione Cini di Venezia e a prestiti dell’Archivio Storico del Teatro dell’Opera di Roma e della Fondazione Egri per la Danza di Torino.

LE OPERE

La mostra, curata da Marco Scotini, intende focalizzarsi su una delle stagioni più felici dell’attività creativa di Bonalumi (dalla fine degli anni Sessanta fino agli anni Settanta), a partire tuttavia da due lavori meno indagati della sua intera produzione artistica che necessitano di un approccio multidisciplinare per essere esplorati nella loro complessità. Al centro della mostra Agostino Bonalumi: il Teatro delle Forze saranno infatti le scenografie e i costumi concepiti per il balletto Partita, ideato e coreografato da Susanna Egri con musica di Goffredo Petrassi, e per l’azione coreografica Rot di Domenico Guaccero e Amedeo Amodio, andate in scena rispettivamente al Teatro Romano di Verona nel 1970 e al Teatro dell’Opera di Roma nel 1973.

IL TITOLO DELLA MOSTRA

In questo senso il titolo della mostra torinese fa diretto riferimento alla macchina teatrale come suo oggetto – da un lato, così come – dall’altro – allude alle forze plastiche che ogni lavoro di Bonalumi esibisce e formalizza.
Un vero e proprio teatro di forze è all’opera nei monocromi plastici di Bonalumi.
Teatro è solo e sempre lì dove c’è una cosa e il suo opposto, due entità (o due maschere) in conflitto.

Per questo, all’inizio degli anni Settanta, i due spazi scenici di Partita e di Rot diventano i luoghi per eccellenza della ricerca plastico-dinamica di Bonalumi. Proprio perché vi incontriamo anche forze acustiche, forze coreografiche, luministiche che entrano in un rapporto di mutua dipendenza e simultaneità con quelle plastiche e cromatiche delle sculture dell’artista. Ma questi grandi spazi scenici sono anche un osservatorio privilegiato per valutare lo spostamento di Bonalumi dalla pittura-oggetto all’ambiente plastico, così come sono stati definiti dalla letteratura critica sull’autore.

Per questo la mostra Agostino Bonalumi: Il Teatro delle Forze intende sottolineare il ruolo centrale di questo coinvolgimento dell’artista con la macchina teatrale vera e propria. A corredo delle grandi opere in esposizione, saranno presentate in appositi display i bozzetti di scene e costumi e le foto originali delle due rappresentazioni.

Una forza che dall’interno dell’opera
preme estroflettendo la superficie.

A. Bonalumi

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Osservando le opere di Agostino Bonalumi emerge una definizione scenica che allude alle forze acustiche ed illuministiche che si fondono a quelle plastiche e cromatiche.

Il video concept che è stato ideato ha la volontà di racchiudere l’essenza delle opere di Bonalumi. Una forma plasmata da una coreografia teatrale che pone al centro forze dinamiche.
Il fruitore è invitato a soffermarsi sul magnetismo della superficie, delle forme e del ritmo.

GALLERY

L’ARTISTA

Agostino Bonalumi nasce il 10 luglio 1935 a Vimercate, Milano. Compie studi di disegno tecnico e
meccanico. Pittore autodidatta, inizia a esporre giovanissimo. Nel 1958 nasce il gruppo Bonalumi,
Castellani e Manzoni con una mostra alla Galleria Pater di Milano, alla quale seguiranno altre mostre a
Roma, Milano e Losanna. Nel 1961 alla Galleria Kasper di Losanna è tra i fondatori del gruppo Nuova
Scuola Europea. Arturo Schwarz acquista le sue opere e nel 1965 presenta una mostra personale di
Bonalumi nella sua galleria di Milano, con presentazione in catalogo di Gillo Dorfles. Nel 1966 inizia un
lungo periodo di collaborazione con la Galleria del Naviglio di Milano che lo rappresenterà in esclusiva,
pubblicando nel 1973, per le Edizioni del Naviglio, un’ampia monografia a cura di Gillo Dorfles.
Nel 1966 è invitato alla Biennale di Venezia con un gruppo di opere, e nel 1970 con una sala personale.
Segue un periodo di studi e di lavoro nei paesi dell’Africa mediterranea e negli Stati Uniti dove si
presenterà con una personale alla galleria Bonino di New York. Nel 1967 è invitato alla Biennale di São
Paulo e nel 1968 alla Biennale dei Giovani di Parigi. Nel 1980 a cura della Regione Lombardia è allestita, a
Palazzo Te di Mantova, un’ampia rassegna che illustra l’intero arco della sua opera. Nel 2002
l’Accademia Nazionale di San Luca di Roma celebra con una personale il conferimento ad Agostino
Bonalumi del Premio Presidente della Repubblica 2001 alla carriera. Nel 2003 l’Institut Mathildenhöhe di
Darmstadt presenta Agostino Bonalumi. Malerei in der dritten dimension.
Ha realizzato opere di pittura-ambientale quali, nel 1967, Blu abitabile per la mostra Lo spazio
dell’immagine, a Foligno; nel 1968 Grande Nero, per una mostra personale al Museum am Ostwall di
Dortmund; nel 1979, nell’ambito della mostra Pittura Ambiente a Palazzo Reale di Milano l’opera Dal
giallo al bianco e dal bianco al giallo, dove l’ambiente considerato attività dell’uomo, è analizzato come
attività primaria e cioè psicologica, come anche in Ambiente Bianco; Spazio trattenuto e spazio invaso,
realizzato nel 2002 per la Fondazione Guggenheim di Venezia. Si è occupato di scenografia realizzando
nel 1970 per il Teatro Romano di Verona scene e costumi per il balletto Partita, coreografia di Susanna
Egri e musica di Goffredo Petrassi; e nel 1972 per il Teatro dell’Opera di Roma le scene e i costumi di Rot,
musica di Domenico Guaccero, coreografia di Amedeo Amodio.
Nonostante una malattia con cui convive ormai da tempo, Bonalumi, prosegue e lavora con assiduità
sviluppando la sua ricerca fino agli esiti degli ultimi anni. Porta anche a compimento la realizzazione di
un ciclo di sculture in bronzo su progetti risalenti alla fine degli anni ’60. Bruxelles, Mosca, New York e
Singapore sono alcune delle capitali mondiali che ospitano sue personali nell’ultimo periodo di attività.
Nell’estate del 2013 collabora con entusiasmo alla realizzazione di una sua importante mostra a Londra
di cui, purtroppo, non arriverà a vederne l’apertura. Agostino Bonalumi muore a Monza il 18 settembre

WEB & SOCIAL

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Produzione by

HESTETIKA ART Next Generation

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