COVERstory – DAVID REIMONDO: alla ricerca della teoria del colore

Cromofonetica, è un neologismo coniato da David Reimondo per descrivere la sua ricerca legata a una nuova e personale teoria del colore.

Studi neuropsichiatrici e ricerche archeologiche hanno svelato, in anni recenti, non solo che nel momento della nascita siamo in grado di associare un senso a simboli primordiali (le forme stilizzate di un volto, ad esempio: due punti e una retta disposti in un ovale), ma che l’uomo è stato pictor, prima di sapiens: i Neanderthal usavano già colori e pittogrammi, a dimostrare che forme e colori sono alla base delle comunicazioni pre-verbali.

Il lavoro di Reimondo si incentra sull’essere umano. Se con il costante approfondimento sul corpus di opere Etimografia – altro suo neologismo– l’artista compie un complesso esercizio di de-addestramento culturale verso una tabula rasa linguistica che lo ha condotto a inventare un nuovo sistema segnico e fonetico, con la Cromofonetica “il livello di arbitrarietà del segno fa uno scatto improvviso”: la lingua rinasce in una nuova grammatica fonetica che, grazie all’uso di sillabe connesse al colore, esprime in modo intuitivo e primordiale questa nuova teoria dei colori e l’interazione fra gli stessi.

In nessuna lingua i colori secondari e terziari vengono denominati con un termine che porti con sé i colori primari di cui sono formati; “verde”, non è l’unione fonetica di “blu” e “giallo”, ma una parola a sé stante, in italiano come in qualsiasi altra lingua, mentre trova una istintiva corrispondenza tra forma e sostanza nel lavoro
di David Reimondo.

LA COVER

L’INTERVISTA

  • Cromofonetica è la tua seconda mostra da Mazzoleni e arriva dopo Etimografie. Cosa rappresentano questi neologismi e come si rappresentano nella tua visione artistica?

A dire la verità questi neologismi nascono quando devo inserire i primi appunti di un’idea in un folder sul mio computer. Così come per i titoli delle singole opere. Dunque, in molti casi, il titolo dell’opera nasce prima della sua realizzazione fisica.

  • Da dove nasce questa tua continua ricerca e fusione verso il pensiero, la parola, l’alfabeto, i grafemi, i fonemi, i colori e i suoni?

Ho studiato cinema e quando ho iniziato a lavorare come artista mi sono immaginato una sceneggiatura in cinque capitoli: l’anima, le cellule, il corpo, il pensiero e l’interazione. Questi punti sintetizzano la mia l’idea dell’uomo. Ho appena iniziato ad affrontare l’ultimo capitolo, presente nella mostra ora a Torino.

  • Quale è il suono e il colore che più ti affascina in questo momento e perché?

Mi affascina molto il sussurrare: viviamo in un mondo chiassoso e molto rumoroso e dunque mi conforta il sussurrio. Non credo sia corretto mettere etichette ai colori; essi sono liberi e non vanno imprigionati con abbinamenti che li costringono.

  • C’è un colore che rappresenta di più questo periodo travagliato?

Non voglio dunque legare un colore ad un periodo.

  • Dove pensi si possa spingere la tua prossima ricerca nell’essere umano?

Sto ora indagando il mio quinto capitolo, cioè l’interazione tra le persone. Ho costruito dei corpi, nei capitoli precedenti ed ora li metto in relazione tra di loro.

  • Ti ricordate quale sia stata la prima mostra che ha illuminato la tua visione artistica? E L’ultima?

Non ricordo la prima mostra in particolare ma ancora al liceo, fece in me scattare qualcosa l’Achrome con i panini di Piero Manzoni, scelto per una ricerca. L’ultima è sicuramente la mostra di Pino Pascali ora alla Fondazione Prada.

  • Quali sono i tuoi artisti preferiti e che colore rappresenterebbero?

Alcuni artisti mi piacciono molto anche se sono lontani dalle mie ricerche, ad esempio Joseph Beuys. Altri invece li sento più vicini a me, come Alighiero Boeti.

  • Hai un desiderio artistico che non hai ancora realizzato?

Moltissimi… Uno in particolare, difficile da realizzare: proiettare un’ombra cinese sulla luna.

  • Cosa ne pensi dell’intelligenza artificiale applicata all’arte? Il tecnicismo può superare la creatività?

Già utilizzo nei miei lavori l’IA, ma la per me rimane un mezzo, che deve sempre avere il primo impulso dalla creatività umana.

  • Quando è stata l’ultima volta che hai fatto una cosa per la prima volta? E soprattutto cosa hai fatto?

Stanotte ho dormito per la prima volta in una casetta tipica veneziana, ospite della signora Maria Candida. Questo mi ha dato molta gioia, in una città piena di turisti.

  • Se fossi un direttore/a di un magazine d’arte chi vorresti mettere in copertina? E perché?

Una copertina bianca, su cui ricominciare da zero

L’ARTISTA

David Reimondo è nato a Genova nel 1973. Vive e lavora a Milano.
Dopo le prime esperienze genovesi nella video documentazione, a metà anni ’90 studia a Roma diplomandosi in regia cinematografica iniziando a lavorare sui set cinematografici e di videoclip musicali.

LA GALLERY

LA MOSTRA

DAVID REIMONDO. Cromofonetica
Mazzoleni,  Torino
Dal 21 marzo 2024 – 31 maggio 2024
Mazzoleni, Piazza Solferino, 2 – 10121 Torino

WEB & SOCIAL 

http://www.davidreimondo.it/
https://www.instagram.com/davidreimondo/

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