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Biennale Arte 2024. Speciale Padiglioni: CILE

Cosmonación il titolo del Padiglione del Cile alla Biennale 2024 è un invito a riflettere sui concetti di nazione, esilio, migrazione e diaspora.

Il progetto di Valeria Montti Colque connette il pubblico con dibattiti contemporanei che riguardano interrogativi quali “Chi sono?” e “Dove sono?”, nell’intricato processo di “territorializzazione dell’esistenza” (Kusikidi, 2020) di individui che hanno identità diverse. Il termine “cosmonazione” è preso in prestito dall’antropologo Michel S. Laguerre, il quale afferma che le comunità diasporiche non interrompono le relazioni con i loro luoghi d’origine, ma rimangono legate alle loro terre ancestrali in vari modi, per esempio attraverso pratiche spirituali. In questo modo, abitano una nazione estesa e multilocalizzata, una “cosmonazione” che unisce in sé territori geograficamente distanti.

Cosmonación mette in discussione il concetto di rappresentazione nazionale – Montti Colque è la prima artista cilena, nata all’estero, a rappresentare il Cile alla Biennale di Venezia – e propone di entrare in uno spazio cosmonazionale dove il visitatore troverà “un insieme di zone interconnesse” (Laguerre, 2015). Questi luoghi e identità diverse sono collegati attraverso “Mamita Montaña” (Madre Montagna), il fulcro del padiglione. Si tratta di un’installazione di natura cumulativa, alta più di cinque metri, composta da tappeti decorati con vari metodi, tra cui collage, acquerelli, disegni su carta, tessuti stampati, piccoli pezzi di ceramica e fotografie. L’installazione è coronata da una testa in ceramica. “Mamita montaña” rappresenta un rifugio simbolico per gli esiliati e i rifugiati, ossia gli abitanti di una “comunità immaginata” (Anderson), una nazione fuori dalla nazione, di cui fa parte ogni membro della diaspora. Intorno a questa grande scultura, il padiglione cileno “Cosmonación” presenterà altre nuove opere di Montii Colque: una processione di figure in ceramica che rappresentano divinità o esseri mitologici. Inoltre, pezzi tessili e proiezioni video creeranno un ambiente immersivo che permetterà ai visitatori di ritrovarsi in un luogo di confine simbolico dove le culture si incontrano, si fondono, si dissolvono e ritornano.

“La proposta artistica di Valeria Montti Colque evoca uno spazio al tempo stesso rituale e politico, capace di collegare l’immensità di una foresta o di una montagna alla forza di una comunità straniera nel mezzo di una città”. Andrea Pacheco González (Curatrice)

Valeria Montti Colque è nata a Stoccolma, in Svezia, nel 1978, due anni dopo la fuga dei suoi genitori dalla dittatura militare cilena. Nelle sue opere, l’artista ci invita ad avvicinarci a un territorio in cui si mescolano elementi visivi, simbolici e materiali di tutte le nazioni che “abita”. Il suo lavoro è il risultato di una connessione esistenziale con altre comunità, lontane e vicine, come quella degli Aymara (grazie ai suoi legami familiari con la cosmovisione andina) o dei discendenti di popoli africani. Le sue azioni, disegni, murales, sculture e installazioni, abbondano di esseri non identificabili, corpi-collage, soggettività meticce che si materializzano in oggetti animati che attraversano paesaggi colorati, in costante transito, sempre in viaggio. La creazione di questo mondo artistico è il risultato di una pratica fondamentalmente collaborativa a cui partecipano attivamente altri artisti, familiari e amici.

L’ARTISTA

Valeria Montti Colque è un’artista cileno-svedese che sperimenta attraverso una vasta gamma di mezzi espressivi e supporti artistici. Si è laureata al Royal Art Institute di Stoccolma e ha esposto il suo lavoro in Svezia, Cile, Norvegia, Spagna, Bolivia e Germania. Nel 2022, la regione di Stoccolma le ha commissionato due opere d’arte per le stazioni dei trasporti pubblici della città, ampliando ulteriormente la sua pratica per gli spazi pubblici. Una delle sue installazioni, Apu Mama Höjden, è stata acquisita dal Museo d’Arte Moderna di Stoccolma, entrando a far parte della sua collezione. Ha partecipato alla terza edizione della Biennale del Cairo, Something Else, Off, organizzata dall’attivista culturale Moataz Nasr e dal curatore Simon Njami. Nel 2020 ha presentato una mostra personale al Museo della Solidarietà Salvador Allende a Santiago del Cile. Nel 2016 ha collaborato con la storica dell’arte e scrittrice Macarena Dusant alla realizzazione di una monografia d’artista intitolata La Jardinera (Dokument Press). Nel giugno 2024, Valeria Montti Colque presenterà un nuovo progetto di installazione e performance in uno spazio pubblico, commissionato dalla Public Art Agency Sweden per la Biennale OpenArt di Örebro.

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Padiglione CILE
COSMONACIÓN

Sito web ufficiale della Biennale Arte 2024: www.labiennale.org
Hashtag ufficiali: #BiennaleArte2024 #StranieriOvunque #ForeignersEverywhere

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