Marco Fusinato THE ONLY TRUE ANARCHY IS THAT OF POWER_PAC Milano_foto Nico Covre

Marco Fusinato “THE ONLY TRUE ANARCHY IS THAT OF POWER” al Pac di Milano

Il PAC Padiglione d’Arte Contemporanea ospita la prima retrospettiva monografica in ambito europeo dedicata a Marco Fusinato, figura di spicco nel panorama artistico internazionale.

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Sotto la direzione curatoriale di Diego Sileo, il progetto espositivo, “THE ONLY TRUE ANARCHY IS THAT OF POWER” visitabile fino al 7/06/2026, trascende i canoni tradizionali della rassegna antologica per strutturarsi come un dispositivo esperienziale di natura immersiva. L’esposizione si propone di decostruire e riassemblare i meccanismi della percezione fenomenologica, adottando la convergenza disciplinare non come mero accostamento di media, ma come prisma analitico attraverso cui osservare la tensione tra segno visivo e stimolo sensoriale.

Il progetto segna un momento cruciale nel percorso di Fusinato, sancendo il suo ritorno in Italia dopo il successo ottenuto alla 59ª Biennale di Venezia, dove ha rappresentato l’Australia con il monumentale progetto DESASTRES.

La mostra al PAC, promossa dal Comune di Milano e realizzata con Silvana Editoriale, prosegue quel dialogo serrato tra politica, estetica e suono che ha reso l’artista una delle figure più radicali del panorama contemporaneo. Il corpus di opere presentato riflette la natura “processuale” del lavoro di Fusinato. Per l’artista, la creazione non si esaurisce nel singolo oggetto, ma vive in una successione di iterazioni interconnesse. L’iter espositivo concepito per gli spazi del PAC si focalizza sulla disamina di tre nuclei progettuali, in corso, che indagano il tema del rumore; non inteso come assenza di armonia, ma come materiale plastico e politico. Attraverso l’uso della chitarra elettrica e di imponenti sistemi di amplificazione di massa, l’artista genera frequenze che superano la dimensione uditiva per farsi impatto fisico. In questo contesto, il PAC si trasforma in una camera di risonanza dove lo spettatore è chiamato a confrontarsi con l’idea di “caos organizzato”. Il lavoro di Fusinato opera nello spazio di tensione tra la precisione concettuale dell’arte visiva e l’energia viscerale della musica estrema, costringendo il pubblico a mettere in discussione i propri limiti sensoriali.

DESASTRES

Il progetto si ripresenta negli spazi del PAC in una configurazione inedita che ne espande la portata monumentale, articolandosi in un dispositivo duale dove la componente performativa e quella installativa convergono in un’unica esperienza sensoriale. L’opera si fonda sulla tensione dialettica tra l’improvvisazione sonora e un flusso visivo aleatorio, un ecosistema in cui l’artista non agisce come operatore esterno, ma si pone come elemento organico e integrante della struttura stessa. Attraverso l’uso della chitarra elettrica e di complessi sistemi di amplificazione, l’artista genera blocchi di rumore improvvisato che saturano il volume architettonico, mentre parallelamente una sequenza frenetica di immagini scorre a una velocità tale da annullare il contenuto figurativo. Ciò che resta è puro movimento, un’astrazione retinica che, fondendosi con l’impatto sonoro, mira a indurre nello spettatore uno stato di alterazione percettiva. Questo incontro tra stimolo uditivo e visivo rimane volutamente aperto, privo di una sintassi univoca, consegnando al pubblico la responsabilità di una libera interpretazione fenomenologica. L’opera, lungi dall’essere statica, vive di un’attivazione quotidiana: al termine di ogni giornata, l’artista interviene fisicamente, trasformando lo spazio in un teatro di energia pura. A questa dimensione effimera e temporale si affianca una rigorosa serie di trenta dipinti serigrafici, commissionati appositamente per l’occasione. Se la performance è il regno del caos e del flusso, i dipinti ne rappresentano la cristallizzazione materica. Caratterizzate da un formato uniforme, queste opere sono il risultato di una produzione manuale che sfida la natura algoritmica dei loro titoli: ogni pezzo, infatti, è denominato con i tag e le estensioni .jpg originali dei file digitali.

MASS BLACK IMPLOSION

Il progetto Mass Black Implosion, avviato da Marco Fusinato nel 2007, rappresenta una riflessione contemporanea sulla relazione tra segno grafico, gesto performativo e struttura sonora. In questa serie, l’artista interviene su riproduzioni in scala 1:1 di partiture d’avanguardia (Iannis Xenakis, Roman Haubenstock-Ramati, etc..). Il metodo è di una precisione chirurgica e maniacale: ogni singola nota presente sulla pagina viene collegata, tramite una linea retta tracciata a mano, verso un unico punto di fuga arbitrario.
Il titolo stesso suggerisce la natura dell’operazione: una “implosione di massa”. La partitura, che nasce come istruzione per la dispersione del suono nel tempo e nello spazio, viene collassata in un istante unico e densissimo. La musica non scorre più in senso orizzontale o narrativo, ma precipita verso un centro gravitazionale nero, trasformando l’ordine compositivo in un evento caotico e totalizzante.

VINILI/RECORDS

L’allestimento della Project Room offre una panoramica analitica sulla produzione discografica solista di Marco Fusinato (dal 2009 a oggi), configurandosi come un’indagine sistematica sulla semiotica del supporto e sulla collisione iconografica. L’oggetto scelto, il vinile LP da 12 pollici, viene spogliato di ogni funzione informativa ancillare: l’assenza totale di testo — titolo, nome dell’autore o crediti — trasforma la copertina in un puro spazio visuale, un campo di forze dove l’immagine regna sovrana in bianco e nero. La struttura formale di ogni pubblicazione si basa su una dicotomia visiva rigorosa che mette in dialogo temporalità e contesti radicalmente opposti:
Il Fronte (L’Aura e la Storia): L’utilizzo di immagini tratte dalla storia dell’arte eleva il vinile a oggetto monumentale. Queste figure, decontestualizzate dalla loro cornice museale, portano con sé il peso del canone estetico occidentale, agendo come soglie solenni verso il contenuto sonoro.
Il Retro (La Cronaca e il Consumo): Sul verso, l’artista attinge al “rumore visivo” della modernità: fotogiornalismo, pubblicità, archivi di riviste. È il regno del contingente, della propaganda e della documentazione sociale.
Il cuore del progetto risiede nella “collisione” tra queste due facce. Fusinato crea un cortocircuito tra l’alto e il basso, tra l’eterno e l’effimero. Questa tensione specchia perfettamente la sua ricerca musicale: un noise radicale che si nutre di saturazione e feedback, dove il suono è una massa fisica che scardina le strutture armoniche tradizionali. Come la musica di Fusinato non concede spazio alla melodia rassicurante, così le copertine rifiutano la narrazione didascalica. Il legame tra l’immagine d’arte (spesso carica di pathos o violenza simbolica) e l’immagine d’archivio (spesso legata a dinamiche di potere o controllo) genera una terza via di senso: un’estetica della resistenza e della densità.

L’ARTISTA

Marco Fusinato è un artista contemporaneo e musicista noise il cui lavoro assume la forma di installazioni, riproduzioni fotografiche, performance e registrazioni. Ha rappresentato l’Australia alla 59ª Esposizione Internazionale d’Arte della Biennale di Venezia (2022), dove ha presentato DESASTRES. Il suo lavoro è stato inoltre presentato in numerose altre esposizioni di rilievo, tra cui All the World’s Futures, 56ª Esposizione Internazionale d’Arte della Biennale di Venezia (2015); The Imminence of Poetics, 30ª Biennale di San Paolo (2012); e SUPERPOSITION: Art of Equilibrium and Engagement, 21ª Biennale di Sydney (2018). Il suo lavoro è stato incluso in Soundings: A Contemporary Score, la prima mostra interamente dedicata al suono al Museum of Modern Art di New York (2013). Più recentemente, la sua opera è stata commissionata per essere esposta in occasione di (In)visible Presence, mostra inaugurale di Dib Bangkok, il primo museo tailandese di arte contemporanea (2026).

Fusinato si esibisce regolarmente nell’ambito della scena underground della musica sperimentale, principalmente come solista, e ha pubblicato numerose registrazioni in formato vinile. DESASTRES, presentato per la prima volta nel Padiglione Australia alla Biennale di Venezia nel 2022, è stato successivamente eseguito a Berlin Atonal (2023), Rewire Den Haag (2024), Now or Never a Melbourne (2024) e Unsound Krakow (2024). La sua serie in corso di performance di noise per chitarra di lunga durata, Spectral Arrows — descritta come una monumentale scultura sonora — è stata presentata per la prima volta al Glasgow International Festival of Contemporary Art nel 2012 e, insieme alle performance soliste di Fusinato, continua a essere eseguita in gallerie, musei, teatri e festival in tutto il mondo.

EXHIBITION VIEW

INFO

Marco Fusinato
THE ONLY TRUE ANARCHY IS THAT OF POWER

A cura di Diego Sileo

31.3-7.6 2026
PAC Padiglione d’Arte Contemporanea
via Palestro 14 – Milano
pacmilano.it

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