Leonardo Gambini “Transparency Changes” alla Galleria Monopoli di Milano

La Galleria Monopoli di Milano ospita sino al 5 luglio, “Transparency Changes”, personale dell’artista visuale e urban artist Leonardo Gambini (1994).

La mostra curata da Alberto Barranco di Valdivieso, comprende una selezione degli ultimi lavori della serie Segni del Tempo, realizzati in diversi formati, che costituiscono una summa delle sperimentazioni dell’artista anconetano.

Gambini esprime con questi lavori una sua personale declinazione dell’arte L&S con un linguaggio dagli assunti diversi da quelli che sono i “canoni” base del movimento. Infatti egli trova non solo nella immaterialità della luce ma anche nella fisicità dell’oggetto stesso il valore dell’articolazione cromatico-luminosa.
Il progetto delle le teche si chiama Segni del Tempo; il Tempo segna la vita biologica, i sentimenti, i ricordi, la forma delle cose e del Mondo.

Leonardo Gambini, traendo ispirazione dalle sue esperienze accademiche e di vita, in pochi anni ha costruito un riconoscibile linguaggio artistico usando la luce e le sue proprietà spaziali. Luce come istruzione primaria di una ricerca dalle molteplici sfaccettature, concettuali e liriche, e allo stesso tempo ha saputo conservare la cosciente sincerità di un segno incisivo nella street art.

I lavori di Gambini, costruiti usando il sistema di filtrazione della luce, soprattutto naturale, e sviluppando l’intrinseca plasticità dell’oggetto, rappresentano molto di più che uno schermo filtrante o una lente quadrangolare, perché la teca assume un valore espressivo autonomo con una propria sintassi leggibile, dove gli inserti di colore funzionano come “ingranaggi” di una macchina ottica che si attiva con la luce e che assorbe il tempo e lo determina nel fluire della luce naturale.

L’esposizione presenta una serie di teche di dimensioni medie, che accompagnano il visitatore verso la parte più raccolta della galleria, dall’impatto cromatico e dalla tessitura formale intensa, come le teche SdT.3917 Verde e Gialla e la squillante SdT.3117 Rosso Giallo Blu, e poi tre stallattiti che per la loro estrema sottigliezza (6 cm di larghezza x 100 cm di altezza) concentrano la tessitura orizzontale sulla lunghezza imprimendo una vibrazione fortissima all’intero sistema, esempio di quella tensione ritmico-luminosa che è strumento di sensazione nei lavori di Gambini.

Infine, nella parte della galleria al fondo della sala ad imbuto, una specie di “cappelletta” con un lucernario, abbiamo posizionato 9 piccoli Segni del Tempo cubici, a gruppi di tre, ognuno con una dialettica cromatica assai minimale ma concentrata sulle piccole dimensioni (20 x 20 x 9 cm), questi lavori tutti sulla stessa linea di orizzonte, alla stessa distanza, formano un testo minimalista, quasi musicale, che scandisce il loro tempo e il tempo dell’ambiente e, in qualche modo, seppur siano singole opere, insieme costituiscono un sistema narrativo.
Quello che sorprende in Leonardo Gambini è l’impegno e la determinazione nel conseguire risultati di qualità nelle sue diverse ricerche, e ciò fin dalla prima giovinezza. Il coraggio di credere nella “verità della luce” è il suo leitmotiv, il tema di credere che la vita possa essere gioiosa se lo si vuole veramente; specchio di una positività che ne muove gli intenti, come artista e come persona, nonostante le difficoltà e le asperità della vita. Allora una frase dell’artista James Turrell sembra adattarsi perfettamente agli ideali che muovono la ricerca di Gambini:

la luce sa quando tu la guardi”.

La luce va sentita, va cercata, va capita, e non vi è un altro modo per illuminarci la via, anche quando intorno a noi c’è il buio.

INFO

Leonardo Gambini
Transparency Changes
a cura di Alberto Barranco di Valdivieso
Fino al 5 luglio 2023
Galleria Monopoli di Milano

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