Bayria Eyewear omaggia la scuola di Piazza del Popolo: l’arte di Schifano, Festa e Angeli

Bayria Eyewear presenta la Caffè Rosati series, una serie di occhiali ispirata all’ uso del colore puro, all’immediatezza e ai rimandi alla Pop Art, con cui gli artisti capitolini rivoluzionarono la Roma degli anni ’60.

Bayria Eyewear, brand pugliese nato nel 2018, ha sempre portato nelle proprie collezioni l’arte pittorica, architettonica e cinematografica, studiandone i riferimenti culturali, traendo ispirazione da forme e accostamenti materici e trasferendo negli occhiali lo spirito dell’epoca di riferimento. Nella collezione FW 2022/2023, il brand ha deciso di mutuare dalle opere degli artisti di Piazza del Popolo l’immediatezza comunicativa, insieme ai rimandi alla pop art e all’uso espressivo del colore puro.

L’innovazione di cui Franco Angeli, Mario Schifano e Tano Festa si fecero portatori, senza esserne minimamente consapevoli, ha segnato infatti una svolta culturale nell’arte italiana ed europea.

Gli artisti di Piazza del Popolo, cosi chiamati grazie al luogo in cui si riunivano – il Caffè Rosati in piazza del Popolo a Roma, oltre alla Galleria La Tartaruga di Plinio De Martiis – , avevano poco più di vent’anni quando iniziarono a influenzare l’arte italiana creando l’omonima scuola. Questo gruppo di pittori rivoluzionò il panorama artistico degli anni ‘60 e ‘70, strizzando l’occhio alla pop art americana, ispirandosi al Dadaismo e alla metafisica, ma attingendo dalla secolare arte italiana e soprattutto dal contesto culturale in cui vivevano.
Erano gli anni delle importanti produzioni cinematografiche a Cinecittà e della Dolce Vita Romana.

LE ISPIRAZIONI

Mario Schifano fu senza dubbio lo sperimentatore più ardito: cinema, fotografia e pittura furono per lui mezzi per rappresentare un’arte “mobile” in grado di catturare l’infinito flusso di immagini offerto dall’attualità. Per Schifano la superficie pittorica era considerata uno “schermo” su cui si rispecchia il mondo moderno, dai ricordi futuristi alla propaganda politica.
Franco Angeli invece realizzò un altro tipo di schermo, attraverso successive passate di colore e strati di garza, sotto i quali poneva le immagini e i simboli del potere e della violenza.
Tano Festa, invece, presentava persiane, specchi e ante di armadi come dipinti monocromi.

I concetti di riferimento sono il mito, la società di massa, la città metropolitana e soprattutto, il dialogo tra generi artistici e linguaggi, il medesimo che sin dall’inizio della sua storia ha cercato di traslare Bayria Eyewear nel mondo dell’occhialeria.

Nella nuova serie di occhiali, infatti, troviamo un utilizzo inedito delle lastre di acetato, di colori diversi e sovrapposte tra di loro.

Ponendo due lastre di colore diverso l’una sull’altra, artigiani specializzati intagliano il frontale, creando differenti spessori da un pezzo monolitico, oppure lasciando alcune parti a rilievo, esaltate dal color block. Le forme, tipicamente anni ‘60, grandi e squadrate, riportano alla mente la realtà filtrata dal tubo catodico dell’arte di Schifano: la televisione divenne per l’artista un primario punto di riferimento visivo. Allo stesso modo, troviamo il colore come grande protagonista, forte e in contrapposizione netta con quello della lastra sottostante, capace di veicolare una forte identità, in linea con la cultura Pop.

Protagonisti il nero, totale o accostato a rosa antico o havana rosè, il bordeaux e il corno, insieme a colori tenui ed eleganti, come il carta da zucchero trasparente, il tabacco e il tartarugato. Le lenti colorate in viola, bordeaux, verde e celeste degradè completano il look ricercato di questa collezione.

I forti effetti materici, come la tridimensionalità data dagli intagli negli oculari o quella creata dal ponte asimmetrico presente in alcuni modelli, rigorosamente realizzati a mano, si ispirano alle geometrie e al simbolismo dell’arte di Angeli.
La nuova collezione Bayria è immediata e spregiudicata. L’azienda sperimenta ogni volta nuove tecniche manifatturiere e, come gli artisti del Caffè Rosati, si innesta in un clima di novità in cui nuovi linguaggi si intersecano e diventano forme d’arte, in questo caso quella dell’artigianato made in Italy, ricca di dettagli, di elevata qualità e immediatamente riconoscibile.

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