Art Basel apre il suo primo capitolo nella regione MENASA e lo fa scegliendo Doha come laboratorio simbolico e operativo di una nuova geografia del contemporaneo.

Art Basel Qatar si svolge fino al 7 febbraio tra gli spazi di Msheireb Downtown Doha, segnando un passaggio strategico non solo per il brand fieristico, ma per l’intero ecosistema del mercato e della produzione artistica internazionale.
L’edizione inaugurale riunisce 87 espositori internazionali e presenta il lavoro di 84 artisti, oltre la metà dei quali provenienti dall’area MENASA. Un dato che non ha il sapore dell’inclusione simbolica, ma piuttosto quello di una dichiarazione d’intenti: spostare il baricentro del discorso, riconoscendo alla regione un ruolo strutturale nella ridefinizione delle narrazioni globali dell’arte contemporanea.
La fiera si articola tra M7 e il Doha Design District, adottando un formato curatoriale che rinuncia alla logica tradizionale dello stand per privilegiare presentazioni monografiche. Una scelta che favorisce un’esperienza più porosa e concentrata, restituendo centralità al lavoro degli artisti e al tempo dell’osservazione, in netta controtendenza rispetto alla frenesia commerciale che spesso caratterizza le grandi fiere internazionali.
Sotto la direzione artistica congiunta di Vincenzo de Bellis, Chief Artistic Officer e Global Director of Fairs di Art Basel, e Wael Shawky, Artistic Director di questa prima edizione, la fiera è attraversata dal tema Becoming. Non uno slogan, ma un dispositivo concettuale che allude a un processo aperto, a una forma in divenire che cresce nel dialogo con il contesto culturale, sociale e geopolitico che la ospita. Art Basel Qatar si presenta così come una piattaforma evolutiva più che come un evento concluso, un organismo pensato per stratificarsi nel tempo.
Alla vigilia del primo VIP Preview Day, Art Basel e Visit Qatar, Lead Partner della fiera, hanno celebrato l’apertura con la presentazione di SONG, nuova opera site-responsive di Jenny Holzer, decimo progetto del programma Special Projects. Installata presso il Museum of Islamic Art (MIA) di Doha, l’opera ha attivato l’architettura del museo attraverso due proiezioni simultanee sulla facciata principale e nel cortile interno, accompagnate da una performance coreografata di oltre 700 droni che hanno inciso il cielo notturno in una partitura luminosa di rara precisione simbolica. Un gesto che salda linguaggio politico, tecnologia e spazio pubblico, riaffermando il ruolo dell’arte come atto critico e rituale collettivo.
Con Art Basel Qatar, la fiera non esporta semplicemente un format, ma accetta la sfida di ripensarsi. Doha diventa così un terreno di sperimentazione dove mercato, curatela e diplomazia culturale si intrecciano, aprendo una fase nuova nel racconto globale dell’arte contemporanea. Una fase che, coerentemente con il suo titolo, è ancora tutta da diventare.







