#studiovisitonline: VALERIO VENERUSO

Stiamo tornando alla normalità e proseguono anche in questa nuova fase dell’emergenza pandemica gli Studio Visit on line dove, in maniera virtuale, entriamo nei luoghi all’interno dei quali gli artisti realizzano le loro idee creative e chiacchieriamo un po’ con loro della loro arte, delle varie opere, della loro quotidianità ritrovata e scopriamo quali sono le loro capsule di sopravvivenza alla riapertura e al ritorno alla normalità.

L’appuntamento di oggi è con: VALERIO VENERUSO

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ABOUT VALERIO VENERUSO

Valerio Veneruso è un esploratore visivo che porta avanti produzioni artistiche e progetti curatoriali partecipando, dal 2006, a diverse esposizioni sia in Italia che all’estero.
Nato a Napoli nel 1984 si forma dapprima presso l’Accademia di Belle Arti e, successivamente, si sposta a Venezia per frequentare l’Università IUAV dove, nel 2012, si laurea in Arti Visive.
È inoltre fondatore, insieme a Davide Spillari, del progetto editoriale BANANE FANZINE e co-curatore delle prime due edizioni del festival di arti interattive Toolkit Festival (Venezia, 2011 – 2012).

Collabora con riviste e blog quali Artribune, Kabul Magazine, NOT e DROGA.
Attualmente vive e lavora tra Torino e il web.

Mostre personali: RUBEDODOOM – Per tutti e per nessuno (Metodo Milano, Milano, a cura di Maurizio Bongiovanni, 2020), Tomorrow never knows (Project Space A plus A, Palazzo Malipiero, Venezia, a cura di Aurora Fonda e Sandro Pignotti, in collaborazione con il collettivo Utter, 2015) e Camera vitrea (La Fenice Gallery, Venezia, a cura di Cecilia Tirelli, 2013)

Tra le ultime mostre collettive alle quali ha partecipato: Airswap&Massama: A BOOK (Pinacoteca Carlo Contini, Oristano, a cura di Arianna Callegaro, 2019), Multipli e Unici (Edicola Radetzky, Milano, a cura di REPLICA, 2019), VI Biennale di Incisione e Grafica Contemporanea (Galleria Civica dei Musei di Bassano del Grappa, 2019), Settima edizione del Premio Francesco Fabbri per le Arti Contemporanee (Villa Brandolini, Pieve di Soligo, a cura di Carlo Sala, 2018), Teorie e tecniche dell’appuntamento (Anonima Kunsthalle, Varese – a cura di Lisa Andreani, 2018).

Tra le principali esperienze curatoriali: le mostre collettive Le conseguenze dell’errore (TRA Treviso Ricerca Arte, 2019) e L’occhio tagliato (Casa Capra, Schio, 2018), il workshop L’occhio tagliato – il potere della manipolazione dell’immagine nell’era contemporanea (Circolo cinematografico The Last Tycoon, Padova, 2016), il ciclo di incontri TorchioTalks – Dialoghi tra arte grafica e arte contemporanea e la relativa esposizione collettiva TorchioFolks (atelier Palazzo Carminati della Fondazione Bevilacqua La Masa di Venezia, 2015/2016).

Partendo da una grande attrazione sia nei confronti dell’atto del vedere, che della possibilità di documentare e
collezionare testimonianze di esistenze, il mio principale interesse si rivolge verso tutto ciò che scorre davanti ai nostri occhi, verso tutto ciò che non può essere visto e verso tutto ciò che può solo essere spiato.
Un media come Internet rappresenta pertanto l’emblema perfetto di questa condizione.

Attraverso modalità che spaziano dalla grafica al video, passando per la realizzazione di ambienti immersivi e di libri d’artista, cerco dunque di focalizzare tutta l’attenzione sulla capacità, da parte delle nuove tecnologie, di abbattere sempre più i confini tra sfera pubblica e privata alla ricerca di una qualche forma di realtà che spesso riesco a ritrovare in elementi estetici come la bassa risoluzione o il glitch.
Convinto inoltre che l’opera di un artista debba essere la rivelazione dell’artista stesso, tendo sovente a coinvolgere lo spettatore mettendolo nella condizione di poter osservare le cose con il mio personale sguardo, introducendolo all’interno della mia vita privata nella speranza di innescare un reciproco dialogo di empatia capace di fare dell’arte esperienza comune.
Creare connessioni tra il singolo individuo e la percezione delle diverse realtà che ci circondano credo sia l’obiettivo ultimo della mia ricerca.

WEB & SOCIAL

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