Pininfarina Architecture presenta il design di Aldea Uh May, l’insediamento urbano a Tulum in Messico

L’integrazione tra natura e tecnologia – dove tecnologia è intesa come evoluzione necessaria e intrinseca nella natura umana – ha guidato il design di Pininfarina Architecture per il progetto di Aldea Uh May, situata nell’anello esterno di Tulum in Messico.

Un archetipo di ritorno alle origini, in cui il benessere psicofisico si riscopre priorità posizionandosi al centro del progetto e dove la tecnologia non è invasiva ma si incorpora alla natura come strumento di crescita sostenibile.

Aldea Uh May si posiziona in prossimità del centro culturale di Tulum, una regione che da sempre si evolve in armonia con il contesto naturale esistente, rivelandosi come un paradiso nel mare caraibico conosciuto per la biodiversità, i cenote (le grotte sacre), e i riflessi delle acque turchesi. Il nuovo design – progettato da Pininfarina Architecture e guidato dal gruppo immobiliare Aldea Uh May s.r.l. – valorizza il paesaggio naturale locale, avvalendosi dei principi di crescita sostenibile e tecnologia integrata alla natura indomita e selvaggia della foresta tropicale circostante.

“In linea con il quadro degli Obiettivi di Sviluppo Sostenibile delle Nazioni Unite – adottati nel 2015 come invito universale all’azione per porre fine alla povertà, proteggere il pianeta e garantire che entro il 2030 tutte le persone godano di pace e prosperità – la nostra visione per Aldea Uh May è un prototipo urbano inclusivo e sicuro, che creerà una nuova comunità all’interno di un ambiente di riflessione e meditazione”, afferma Samuele Sordi, Chief Architect.

Aldea Uh May si fonda sulla spiritualità, la storia e la celebrazione della cultura locale, concependo un design orientato sul benessere dell’individuo. Tecnologia, innovazione e desiderio di progresso fanno quindi parte dell’eredità tramandata dal popolo Maya, la cui conoscenza avanzata della matematica ha permesso la creazione di intere città e agglomerati urbani in completa armonia con la natura circostante, disegnate per permettere osservazioni e studi astronomici. Le loro equazioni furono infatti utili a progettare le tradizionali Strutture Spirituali e a costruire le loro conoscenze mediche ed ecologiche.

Con oltre ventiduemila metri quadri di costruito, su una superficie territoriale di 20 ettari, nella comunità immaginata da Pininfarina Architecture il design si concentra sull’accoglienza, sugli spazi pubblici e sociali dedicati all’intrattenimento e sulle ispirazioni che offre il paesaggio circostante. Il masterplan di Aldea Uh May prende forma attorno ai paradigmi di autoorganizzazione presenti in natura, stabilendo una comunità consapevole dal punto di vista sociale e ambientale, in cui l’esperienza della condivisione assume un significato inedito. L’innovazione dell’intervento consiste nel partire con una strategia dal basso, sfruttando un nuovo modello di sviluppo sostenibile bottom-up: partire dai cittadini per costruire la città, partire dall’individuo per comporre la comunità.

I servizi e i comfort ideati da Pininfarina Architecture prevedono un uso misto che integri residenziale, commerciale e ricreativo. La grande entrata diventa uno spazio poroso che crea continuità tra la giungla e l’insediamento urbano, conducendo a giardini botanici con piante aromatiche ed erbe medicinali, centri benessere e spa dedicati alla salute e alla cura della persona e centri multifunzionali adibiti a esperienze fisiche e sensoriali, che possano adattarsi in modo flessibile a ospitare eventi e promuovere artisti locali. La nuova intuizione di Pininfarina Architecture per Aldea Uh May è stata quella di renderla una destinazione ispirata a uno stile di vita consapevole, dove tecnologia e natura non solo coesistono, ma collaborano nel creare un mondo inedito da scoprire, in sinergia con lo spirito selvaggio della foresta tropicale. Una destinazione dedicata alla ricalibrazione del proprio benessere fisico e mentale.

HESTETIKA ART Next Generation

Altre storie
ARTISSIMA 2022 | Annunciate le gallerie e gli artisti partecipanti alla ventinovesima edizione della fiera