“LIFE” di OLAFUR ELIASSON alla Fondazione Beyeler di Basilea

Per la mostra Life Olafur Eliasson alla Fondazione Beyeler ha concepito un Artist Statement.

Il micro sito che accompagna l’esposizione , https://life.fondationbeyeler.ch/en/, riunisce tutti i materiali che hanno ispirato la mostra e continuano ad arricchirsi .

Se non potete recarvi personalmente alla Fondation Beyeler, avete la possibilità di visitarla su https://www.olafureliasson.net/life/ , ad ogni ora del giorno e della notte, per vedere alternarsi in diretta i punti di vista umani e non umani.

Ecco cosa scrive l’artista rispetto alla mostra.

Da qualche anno mi sforzo sempre più di considerare la vita non da una prospettiva antropocentrica ma secondo un approccio più ampiamente biocentrico. Mi sono ritrovato a trasformare nomi in verbi – quando cammino attraverso la mia esposizione cerco per esempio di alberare – in modo da cogliere delle prospettive che trascendano ciò che noi umani siamo normalmente in grado di immaginare.
La vita degli esseri umani, come di tutti i mammiferi, dipende dall’inspirare ed espirare ossigeno. Sulla scorta degli antropologi Natasha Myers e Timothy Choy, sarei portato a dire che la vita è anche co-spirare – giocando con l’eImologia della parola (“respirare con”) e in base alla definizione data dai vocabolari. Noi cospiriamo con l’albero, con gli altri e con il pianeta.

Quando riconosciamo che le nostre vite sono inestricabilmente intessute con l’ambiente circostante nonché con sistemi e strutture che travalicano il nostro contesto immediato, impariamo, credo, che siamo tutti vulnerabili e che non abbiamo affatto il controllo su ogni cosa. Agiamo e interagiamo in situazioni definite dall’insicurezza e dall’esito incerto.
Per dirla con l’antropologa Anna L. Tsing: La precarietà pareva essere un tempo il destino esclusivo dei meno abbienti. Ora sembra che tutte le nostre vite siano precarie – anche se al momento siamo economicamente ben messi.
Life, la mia opera d’arte, e la FondaIon Beyeler dialogano fittamente con il parco circostante, con il paesaggio urbano e con il pianeta e prendono vita da qualunque cosa o persona vi convenga.
Da quando ho iniziato la mia praIca d’arIsta agli inizi degli anni 1990 sono sempre stato molto attento al problema della percezione, interessandomi anche al contesto cognitivo e culturale che la plasma.

Life si anima grazie al vostro venirle attivamente incontro, grazie alla vostra percezione. Ho deliberatamente scelto di non fornire un testo didattico esplicativo che accompagni l’opera d’arte in quanto esso potrebbe condizionare la vostra percezione di visitatori influenzando anche l’interpretazione della mostra. Per me è
importante che non si condivida una prospettiva univoca su Life. Certi miei pensieri sulla realizzazione dell’opera e sulla sua esistenza futura, come pure le mie fonti d’ispirazione sono espressi in questa sede.
Ma al contempo sono aperto al contributo che i visitatori stessi daranno al mio lavoro e ne accolgo volentieri aspettative, ricordi, pensieri ed emozioni.

Life presenta un modello per un paesaggio futuro. È ospitale.
Un paio di anni fa quando con Sam Keller, Direttore della Fondation Beyeler, si discuteva per la prima volta della mostra ho pensato perché non invitare tutti all’evento? Invitiamo il pianeta – piante e specie varie.
Invece di aprire semplicemente una porta ho deciso di rimuovere tutti gli ostacoli strutturali che si frapponevano tra il dentro e il fuori dell’edificio e sono molto grato alla Fondation Beyeler e all’architetto Renzo Piano, che ha costruito il museo, per avermi consentito di far togliere con cura e attenzione la facciata di vetro dell’edificio.

Il museo e io rinunciamo per così dire al controllo sulla mia opera consegnandola ai visitatori umani e non umani, alle piante, ai microrganismi, al tempo atmosferico, al clima – molti dei fattori che i musei generalmente cercano di tenere fuori. Al contrario, noi cerchiamo di accogliere tutti e tutto.

L’ARTISTA

L’artista danese-islandese Olafur Eliasson (nato nel 1967) lavora con la scultura, la pittura, la fotografia, il film, le
installazioni e i media digitali. La sua concezione dell’arte è guidata dall’interesse per i meccanismi percettivi, il movimento, l’esperienza corporea, il sen/mento del sé e quello comunitario. Trascendendo i limi/ del museo o della galleria, le sue procedure coinvolgono il pubblico attraverso progetti architettonici, interventi nello spazio civico, inizia/ve di educazione artistica e azioni politiche in favore del clima. Eliasson è internazionalmente noto per installazioni che mettono alla prova il modo in cui percepiamo e contribuiamo a creare l’ambiente circostante.

INFO

Life 
Olafur Eliasson
Fondation Beyeler


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