“Flâneurs e naviganti” a Gare82 di Brescia

Fino al 15 gennaio alla Galleria Gare82 di Brescia è visitabile la mostra “Flâneurs e naviganti”. Quattro artisti impegnati a interrogarsi su cosa sia il tempo. Una osservazione dei loro diversi processi creativi e della loro definizione del tempo.

IL PROGETTO

Per tutto il Novecento si susseguono riflessioni, teorie e studi che s’interrogano su cosa sia il tempo: cercano di definire qualcosa che, forse, nemmeno esiste e per questo va chiuso in una forma per poter essere controllato e vivere in maniera ordinata e funzionale. O almeno averne l’illusione. Il tempo fugge al controllo e l’ultimo secolo è caratterizzato da una costante e progressiva accelerazione spinta dal progresso e dallo sviluppo inarrestabile della tecnologia.

In una realtà che fa della velocità una virtù, quel che risulta è una cultura dell’adesso in cui tutto è affidato all’esperienza del momento. Il tempo è puntillistico, frammentato in una moltitudine di particelle scollegate tra loro. Quella che Bauman definisce “società liquida” è un’umanità pervasa da individualità ed egoismo, l’istante è assolutizzato nella rincorsa del tutto e subito, un dinamismo frenetico guidato dal timore che il “poi” non esista: non c’è tempo per guardare al domani e, senza una visione proiettata al futuro, l’incertezza rimane l’unica certezza.

In questo vortice di alienazione diventa necessario tornare al pensiero meditativo e consapevole, a un’osservazione e gesto lenti che siano in sinergia, uno scambio ritmico tra introspezione ed espressione.
È qui che l’arte ci viene in aiuto: così come il flâneur di Baudelaire vaga senza fretta osservando in maniera critica i comportamenti di una folla che popola la metropoli parigina di fine Ottocento, così l’artista vive nella liquidità facendola propria con uno sguardo lento e libero, cogliendo nella complessità nuove prospettive e offrendo la realtà da altri punti di vista.
Al fruitore l’onere e l’onore di fermarsi e godere del contenuto vitale (tempo) che l’artista sta donando: l’opera porta con sé l’energia che è stata spesa durante la sua creazione, le riflessioni e i flussi di coscienza che si innescano quando i movimenti si fanno ripetitivi, le pause e le attese nel rispetto di un ritmo dettato tanto dall’artista quanto dal materiale che sta plasmando.

LA MOSTRA

La mostra Flâneurs e naviganti intende proporre un’occasione per rallentare ed entrare nel processo creativo di quattro artisti molto diversi tra loro ma le cui riflessioni convergono lucide verso la condizione post moderna e le cui tecniche, che si muovono nel campo della figurazione, richiedono esecuzioni con tempi precisi.

GLI ARTISTI

La ricerca di Silvia Beltrami (Roma, 1974) indaga in maniera esemplare proprio il concetto di società liquida di Bauman caratterizzata dalla frantumazione e dal consumismo, in cui è in atto un continuo spaesamento nell’assenza di sicurezze e solidità. Attraverso la complessa composizione prospettica, l’artista conferisce all’immagine una profondità vertiginosa con un duplice movimento centrifugo e centripeto. Le figure, composte da minuscoli pezzi di carta mediante la tecnica del collage, sono frammentate e sradicate. A supporto dei soggetti sceglie la tecnica dello strappo d’affresco: non la solidità di un vero muro ma l’incertezza, la volatilità della pellicola pittorica.

Anche in Valeria Vaccaro (Torino, 1988) è esplicita l’intenzione di porre l’attenzione sull’incertezza della nostra contemporaneità: attraverso un gioco di contrasti, la sua scultura crea un cortocircuito tra aspettativa e realtà. Il marmo, materiale scultoreo per eccellenza, assume sembianze lignee, più umili, grazie a una lavorazione impeccabile. L’artista però va oltre l’inganno ottico: da sempre affascinata dagli effetti della combustione sui materiali, la sua ricerca approfondisce il significato simbolico, alchemico e primordiale del fuoco. Forza creatrice e non distruttrice, questo elemento è in grado di plasmare e purificare la materia eternandola ed elevandola a livello superiore, mettendo in atto una vera e propria metamorfosi. Attraverso il fuoco l’artista elimina il pregiudizio per guidarci verso una purezza del pensiero.

La frammentazione della figura compare sotto altra luce nelle opere di Valentina Biasetti (Parma, 1979). Il vuoto è il focus costante della sua ricerca: partendo dall’immagine fotografica questa viene “pulita” fino a raggiungerne l’ossatura. La sua matita è un bisturi che le permette di tagliare la superficie e arrivare all’essenza.
Nella serie “Liaison” introduce per la prima volta l’elemento naturale dell’acqua: i corpi sono immersi a metà e l’immagine si spezza tra la metà immersa, avvolta e protetta dalla propria interiorità, e la metà emersa che si riflette sull’acqua frammentandosi. L’acqua è nera come la grafite e le increspature delle onde sono segni posti uno accanto all’altro in un automatismo, un flusso di coscienza in cui entra un sottofondo ritmico quasi ipnotico che accompagna il momento creativo. Nella società fluida, abbandonarsi all’elemento acquatico diventa condizione necessaria di creazione artistica.

La metamorfosi ritorna invece nelle sculture di Simone Benedetto (Torino, 1985) che si muovono su archetipi apparentemente semplici quali il gioco, l’infanzia e la scoperta del proprio essere. L’artista sembra immedesimarsi nella scultura che prende forma pezzetto di argilla dopo pezzetto, il gesto è attento e ogni pressione è calibrata. Se si osserva l’artista al lavoro sembra che più che dare forma stia dando vita all’opera.
La serie “Animal Soul” presenta opere dalla fisionomia immediatamente leggibile che simboleggiano una trasformazione che è soprattutto psicologica, legata allo sviluppo della personalità e della libera espressione dell’indole tipico dell’infanzia. Il pensiero puro è rappresentato da giovani esseri umani ancora in stretto contatto col proprio io. È loro il vero sentire senza pregiudizio, esattamente nel proprio tempo.

Forse la frase di Dostoevskij “La bellezza salverà il mondo” non è poi così utopistica: evoca la forza contaminatrice della bellezza stessa capace di produrre e diffondere bellezza al proprio intorno, solo che ci si fermi ad osservarla e ascoltarla. Così come la lentezza. Parafrasando: la lentezza salverà il mondo.
(Federica Picco)

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INFO

Flâneurs e naviganti
Silvia Beltrami | Simone Benedetto | Valentina Biasetti | Valeria Vaccaro
GARE 82 via Villa Glori 5, Brescia
Fino al 15 gennaio
Orari: lunedì – venerdì, 15.00 – 18.00
www.gare82.net

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