Duane-Hanson-Bodybuilder-1989-detail

DUANE HANSON Mirrored Fiction da GAGOSIAN Roma

Da Gagosian Roma inaugura “Mirrored Fiction”, una mostra di sculture di Duane Hanson, presentate in dialogo con il lavoro di altri artisti, tra cui Felix Gonzalez-Torres, Andreas Gursky e Jeff Koons, attraverso diversi mezzi espressivi.

Mirrored Fiction invita a un dialogo con il Realismo e le sue ripercussioni contemporanee: come il “reale” viene messo in scena, osservato, consumato e distribuito attraverso il corpo, le immagini e lo spazio sociale. Sebbene ogni artista affronti questo tema da posizioni distinte, ognuno di essi mostra un interesse comune per la forma, la rappresentazione e i materiali della quotidianità.

La mostra è incentrata sulle sculture iperrealistiche in bronzo dipinto di Duane Hanson raffiguranti americani comuni. Realizzate inizialmente nel contesto di un nuovo interesse per la figurazione suscitato dall’emergere della Pop Art, questi monumenti alla quotidianità sfidano il confine tra realtà e rappresentazione. Di solito associate alla riflessione sulla visibilità sociale, il lavoro e la personificazione, le sculture di Hanson fungono sia da soggetto che da testimone dell’esperienza dello spettatore. A volte poco lusinghiere ma comunque tenere nella loro immediatezza osservativa, sono familiari ma commoventi, spesso anche in sintonia con temi sociopolitici contemporanei.

Nell’opera Window Washer (1984), un giovane con i pantaloncini macchiati, le scarpe da ginnastica e una camicia sbottonata a maniche corte brandisce un tergivetro; ha un secchio di plastica ai suoi piedi. L’opera fa parte di un’installazione al centro dello spazio ovale della galleria; Politik II (Politica II) (2020) di Andreas Gursky è allestita sulla parete dietro di essa. In questa immagine panoramica un gruppo di tredici politici tedeschi, tra cui Angela Merkel, è disposto come le figure dell’Ultima Cena (c. 1495–98) di Leonardo Da Vinci. Si intravede sullo sfondo il dipinto di Ed Ruscha Five Past Eleven (1989), in cui al quadrante di un orologio si sovrappone un palo di bambù. L’accoppiamento inaspettato rielabora l’interesse di Hanson per le classi sociali e l’esplorazione di Gursky dei sistemi umani che le definiscono.

Donkey di Jeff Koons, dalla serie Easyfun (1999), è una lastra di acciaio inossidabile lucidato a specchio; ha la forma stilizzata della testa di un animale dei cartoni animati. L’opera amplia il piano visivo della galleria, evidenziando il desiderio, l’auto-riconoscimento e il consumismo autoreferenziale. L’immagine apparentemente spensierata suggerisce il punto di vista di un bambino, mentre la sua superficie riflettente allude ad un processo nascente di scoperta del sé (e forse anche, secondo lo psicoanalista Jacques Lacan, di autoalienazione). L’opera risponde anche ad un impulso esplicitamente narcisistico: a Roma è appesa di fronte a Bodybuilder (1989–90) di Hanson, una f igura abbronzata e sotto sforzo, in pantaloncini a torso nudo, con un asciugamano apparentemente sudato appeso al braccio.

INFO

MIRRORED FICTION
DUANE HANSON
11 febbraio–11 aprile 2026
Gagosian Roma
via Francesco Crispi 16
gagosian.com

HESTETIKA ART Next Generation

Iscriviti
alla newsletter di Hestetika
[mc4wp_form id="21360"]