COVERstory: NATALIE CURTIS – L’attesa del momento giusto

Luoghi nell’oscurità, persone sfumate sullo sfondo senza luce, boschi e immagini della natura effimere, oniriche, che appaiono e scompaiono, piene di suggestioni e pathos.

Il mondo fotografico di Natalie Curtis, fotografa concettuale mancuniana, vaga in questi luoghi non luoghi, pieni di fascino e mistero. Una continua ricerca dell’attimo, dl momento giusto, che illumina la creatività e sorprenda.

Per la sua ultima mostra «Because I Want Nothing’», in programma alla Moon Grove di Manchester, Natalia prende spunto dal testo di “Musica Leggerissima” di Colapesce Dimartino.
Un incrocio bizzarro che però porta ad un inaspettato filo rosso che lega la fotografa con l’Italia.

Proprio a Natalie e alle sue atmosfere fotografiche abbiamo dedicato la cover digitale di questo mese.
Ecco la nostra intervista.

LA COVER

L’INTERVISTA

Le tue fotografie sono scorci della tua vita. Immagini oscure, effimere e spesso eteree, dove i personaggi sono sempre sullo sfondo, in ombra, non ben definiti. Ci racconti come nasce il tuo processo creativo?

Spesso mi creo una lista mentale di cose che voglio fare: forse visitare un luogo o fare un viaggio.
A volte rimango comunque sorpresa da qualcosa a cui non avevo pensato affatto.
Quando scatto è necessario aspettare molto il momento giusto ed essere pronti a cogliere l’attimo che ti sorprende. Una volta scattato è importante decidere come trattare e concretizzare ciò che hai
catturato. Molto spesso mi piace mettere da parte il lavoro e lasciarlo sedimentare. Spesso passa molto tempo tra la realizzazione di un progetto fotografare e la decisione di cosa farne. Ho sempre più progetti in movimento.

Nella tua ultima mostra a Manchester «Because I Want Nothing’» il titolo è ispirato dalla canzone del duo italiano Colapesce Dimartino «Musica leggerissima». Come ha conosciuto questo brano e per quale motivo l’hai scelto?

Ho conosciuto la canzone tramite il mio ragazzo. È italiano e, mentre sto imparando la lingua, lui
mi suggerisce musica e radio da ascoltare.
Era nella mia mente perché la sentivo suonare nel 2021, l’anno in cui sono state realizzate le foto, quindi nel considerare le idee per il titolo, ho guardato la traduzione del testo su Google e “Because I Want Nothing” ovvero “Perché ho voglia di niente” si è adattata perfettamente quello che stavo cercando di trasmettere.

I tuoi lavori si concentrano sullo spostamento tra luoghi e non luoghi. Di quali dettagli specifici un luogo che cerchi di rappresentare?

Soprattutto cerco di rappresentare l’atmosfera di un luogo, il suo stato d’animo e anche la luce, o la mancanza di luce, qualunque cosa stia o non stia facendo.

Prediligi la stampa in formati piccoli, quasi come icone e reliquie. Come nasce questa scelta stilistica?

Adoro l’intimità che si prova guardando le opere più piccole, le rende preziose. Poi il fatto che devi avvicinarti per meglio vederle e questo mi piace molto.

Stiamo vivendo in un periodo di generale disillusione. Le guerre e le emergenze climatiche e sociali stanno smontando le illusioni e la visioni di riuscire a creare un mondo migliore. L’arte e più in generale la cultura può ancora contribuire ad un cambio di rotta o è tutto solo una grande utopia?

Non sono sicuro di potere in qualche modo contribuire al cambiamento. Ma penso che l’arte e la cultura possano essere un importante tregua dalle sventure del mondo.

L’arte e la cultura in genere secondo te deve avere un ruolo politico? E se si quale?

Non penso che l’arte e la cultura debbano fare nulla.

Quale è la tua opinione sull’Intelligenza Artificiale e può essere una risorsa o un rischio per l’arte e la cultura?

Non penso di essere abbastanza informato per dare un’opinione. Tuttavia immagino che potrebbe essere sia una risorsa sia un rischio.

Ci puoi dire le cinque parole chiave che definiscono la tua arte?

Faccio fatica a definire il mio lavoro, ma sicuramente ci sono due elementi sempre presenti nella mia opera: essere tranquillo e meditativo.

Chi sono i tuoi riferimenti artistici preferiti?

I miei preferiti in assoluto sono Daido Moriyama e Duane Michals.

L’ultima mostra che hai visitato?

Di recente mi sono recata al British Museum. di Londra, hanno una vasta collezione di stampe e disegni; c’è quasi sempre qualcosa in mostra e così ogni volta vado a Londra passo a darci un’occchiata.
Mi è piaciuto particolarmente il lavoro di Carl-Heinz Wegert e anche di Ed Ruscha con le sue mappe immaginarie “Los Francisco San Angeles”.

Ecco una lista da vedere

• Gesture and line: four post-war German and Austrian artists
https://www.britishmuseum.org/exhibitions/gesture-and-line-four-post-war-german-andaustrian-
artists

• Superb line: prints and drawings from Genoa 1500-1800
https://www.britishmuseum.org/exhibitions/superb-line-prints-and-drawingsgenoa-
1500-1800
• The genius of nature: botanical drawings by Jacques Le Moyne de Morgues
https://www.britishmuseum.org/exhibitions/genius-nature-botanical-drawings-jacques-lemoyne-
de-morgues

• Ed Ruscha: roads and insects
https://www.britishmuseum.org/exhibitions/ed-ruscha-roads-and-insects

Hai mai pensato di fare una mostra in Italia?

Ovviamente! Sto facendo del mio meglio affinché ciò accada nel prossimo futuro.

Se una collezionista? Se si di che cosa?

Nell’ultimo anno circa, ho visto le opere di due artisti e avrei voluto portarmeli a casa con me e sono Mary Herbert e Katelyn Eichwald.

Se fossi una direttrice di un magazine d’arte a chi o a che cosa dedicheresti la copertina?

Il panorama fotografico italiano. Sembra che ci sia molta attività e molto da fare ed esplorare.

Scegliamo una tua foto per la copertina digitale del nuovo numero di Hestetika e spiegaci perché hai scelto questa particolare immagine?

L’immagine di copertina è Return I. 
La mostra è un mix di paesaggi e persone; mi piace che quest’opera, in particolare, li contenga entrambi, e sono ancora incuriosito da questa scena.

L’ARTISTA

Natalie Curtis è nata a Macclesfield, nel Regno Unito nel 1979. figlia di Ian Curtis, indimenticabile frontman dei Joy Division, si è laureata al programma di fotografia della Manchester School of Art.
È una collaboratrice di lunga data del noto locale artistico/discoteca The White Hotel. Lavorando nell’ambito della ritrattistica e del paesaggio, la sua pratica spesso riguarda il punto in cui mito e documento si incontrano.
Il suo lavoro presenta un’estetica sia oscura che luminosa, lavorando sia a colori che in bianco e nero.
Ha esposto in diverse gallerie in Uk e anche in giro per l’Europa.

LA MOSTRA

Natalie Curtis
‘Because I Want Nothing’
Fino al 23 dicembre
7 Moon Grove
Manchester – United Kingdom
https://www.moongrove.org/

GALLERY

WEB & SOCIAL 

https://www.16apr79.com/
https://www.instagram.com/16apr79/

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