Triennale Milano ridisegna il racconto del design nazionale e inaugura il nuovo percorso espositivo del Museo del Design Italiano, affidato alla cura di Marco Sammicheli e Marilia Pederbelli, con progetto di allestimento di Roberto Giusti.
Un aggiornamento sostanziale, più che un semplice riallestimento, che rilegge la collezione permanente come un organismo vivo, capace di mettere in tensione oggetti, contesti e mutamenti sociali.
Il percorso si articola attraverso oltre 400 tra oggetti, progetti e documenti, prodotti tra la fine degli anni Venti e l’inizio dei Duemila. Il design italiano viene così restituito non come sequenza di icone isolate, ma come campo di forze attraversato da trasformazioni politiche, industriali e culturali. Una timeline, scandita per decenni lungo la parete iniziale, intreccia la storia del Paese con quella delle imprese e dei sistemi produttivi, dal secondo dopoguerra al boom economico, dal 1968 all’austerity, fino all’avvento del postmoderno e della società mediatica.
Il nuovo allestimento insiste sul legame tra design, industria e innovazione, come evidenzia Marco Sammicheli. Il racconto si sviluppa attraverso modalità interattive, ludiche e didattiche, mettendo in dialogo le acquisizioni più recenti con le grandi stagioni della progettazione italiana. Ne emerge una narrazione stratificata, attenta alle nuove necessità produttive e ai cambiamenti della società, senza rinunciare a uno sguardo critico sul passato.
Il percorso è arricchito da cinque approfondimenti tematici trasversali, concepiti come installazioni interattive site-specific insieme a Mammafotogramma. Decorazione, riviste di settore, persona, autoprogettazione e leggerezza diventano dispositivi critici per riflettere su estetica, metodi e linguaggi del progetto. Dall’arazzo tattile dedicato alla decorazione all’algoritmo generativo sull’autoprogettazione, fino al confronto fisico con il peso della Superleggera di Gio Ponti, il visitatore è chiamato a un’esperienza diretta e partecipata.
Sul piano collezionistico, il museo registra un ampliamento significativo, sia quantitativo sia disciplinare. Accanto a maestri come Ettore Sottsass, Carlo Mollino, Piero Bottoni e Antonia Campi, trovano spazio figure contemporanee come Antonio Citterio, Patricia Urquiola e Andrea Vallicelli. Si estendono inoltre gli ambiti di ricerca, dal trasporto alla nautica, dalla moda alla grafica e all’illustrazione, con acquisizioni che includono, tra gli altri, Cinzia Ruggeri, Giusi Ferrè, Giorgio Forattini, Saul Steinberg e Armando Testa.
Il nuovo Museo del Design Italiano si presenta così come una piattaforma critica più che celebrativa, capace di restituire la complessità di una storia ancora in corso. Un museo che non archivia, ma interroga.
INFO
Museo del Design Italiano
Diretto da: Marco Sammicheli
A cura di: Marco Sammicheli e Marilia Pederbelli
Progetto di allestimento: Roberto Giusti, Triennale Milano
Installazioni site specific: Mammafotogramma
Dal 7 febbraio 2026
Triennale Milano
Viale Emilio Alemagna 6, 20121 Milano.




