Marina Abramović Royal Academy di Londra.

Marina Abramović alla Royal Academy di Londra

Apre il 23 settembre alla Royal Academy of Arts di Londra la prima grande retrospettiva nel Regno Unito sul lavoro dell’artista serba acclamata a livello internazionale Marina Abramović .

In una carriera di oltre cinque decenni, Abramović ha proiettato la performance art dai suoi inizi sperimentali fino al mainstream.

La mostra, organizzata in stretta collaborazione con l’artista, offre una panoramica della sua straordinaria poetica attraverso fotografie, video, oggetti e installazioni. La mostra presenterà, inoltre, quattro delle performance più importanti di Marina Abramović, che saranno replicate dal vivo nelle gallerie.

Formatasi inizialmente come pittrice presso l’Accademia di Belle Arti di Belgrado, Abramović si è rivolta alla performance nei primi anni ‘70 stabilendo i tratti distintivi della sua poetica: azioni quotidiane ritualizzate attraverso la ripetizione e la resistenza. L’artista è una pioniera nell’uso del corpo vivo e ha costantemente testato i limiti della propria tolleranza fisica e mentale. Abramović ha continuato a navigare in uno spazio tra il personale e il sociale, il concettuale e l’esistenziale, il fisico e lo spirituale. Dal 1975 al 1988, Abramović ha collaborato con il suo partner di allora, l’artista tedesco Ulay, esplorando le dualità maschili e femminili. Ritornata alla performance solista nel 1989, l’artista ha di nuovo superato i suoi limiti con la creazione di oggetti performativi, performance davanti alla telecamera e partecipazione del pubblico.

LA MOSTRA

La mostra apre con Public Participation, una sezione che presenta due lavori in cui Abramović si è notoriamente impegnata direttamente con il suo pubblico: dalla radicale interazione fisica di Rhythm 0, 1975, alla calma immobilità di The Artist is Present, 2010. Rappresentati a distanza di 45 anni, i due lavori incapsulano lo sviluppo della sua poetica. The Communist Body, in seguito, metterà in primo piano le origini di Abramović nell’ex Jugoslavia e mostrerà come gli ideali comunisti, vissuti sia socialmente che personalmente, abbiano influenzato la poetica dell’artista.

I lavori qui presentati includeranno Rhythm 5, 1974 (Londra, Lisson Gallery) e The Hero, 2001.
L’artista ha definito la mente balcanica come “barocca”, in riferimento a ciò che lei descrive come drammatici estremi di espressione ed emozione. Sarà incluso nella mostra anche Balkan Baroque, 1997, un lavoro legato alle guerre balcaniche degli anni ‘90.

Body Limits riunirà le principali performance del primo periodo di Abramović, presentate attraverso video e fotografie. Se alcune evidenziano l’uso del suo corpo e la sua resistenza fisica, altre rappresentano una ricerca volta alla liberazione trasformativa. In primo piano in questa sezione ci sarà il lavoro di Abramović con Ulay, un’intensa esplorazione delle relazioni umane, oltre alle repliche di Imponderabilia, 1977. La sezione successiva, Absence of the Body, si concentrerà sulla fine della relazione tra Abramović e Ulay e presenterà The Lovers, The Great Wall Walk, 1988, una separazione ritualizzata in cui gli artisti hanno camminato per novanta giorni attraverso la Grande Muraglia cinese da estremità opposte, incontrandosi brevemente prima di intraprendere strade diverse. Durante il Great Wall Walk, Abramović è rimasta affascinata dalla mitologia connessa alla Muraglia, costruita lungo le linee energetiche della terra, e dallo studio della medicina cinese e
tibetana. Quest’esperienza ha dato vita a una serie di Oggetti Transitori, esposti in Energy from Nature, con i quali Abramović ha cercato di dare forma ai flussi di energia della natura. Le superfici degli oggetti sono levigate dall’uso, a testimonianza del passaggio dei corpi nel tempo.

In Coming and Going Abramović identifica l’effimero della performance art con la natura transitoria
delle nostre stesse vite. I lavori qui presentati includeranno le repliche delle performance Nude with
Skeleton, 2002, ispirata alla pratica dei monaci tibetani di dormire accanto ai morti, e Good and Evil, 2020, che fa riferimento al linguaggio delle icone slave. Fare arte è uno stile di vita per Abramović, e, usando il proprio corpo come mezzo, l’artista ha letteralmente vissuto la sua vita attraverso il suo lavoro.

Abramović si è interessata – attraverso le sue esperienze con culture diverse – a come le imprese di resistenza corporale agiscano come mezzi per raggiungere un atto di fede mentale, una trascendenza che va oltre i limiti fisici del singolo. Le gallerie finali si concentrano sull’esperienza trasformativa della performance art e sull’equiparazione di questa con diverse tradizioni spirituali. I lavori qui presentati saranno sempre più statici e daranno forma alla spiritualità femminile, come Bed for Aphrodite e Her Lovers, 1990, e le repliche della performance Luminosity, 1997.

Abramović ha detto:

La chiamo conoscenza liquida. Quando il corpo è esausto raggiungi un punto in cui il corpo non esiste più. La tua connessione con una conoscenza universale è così acuta, c’è uno stato di luminosità”.

La mostra si concluderà con le repliche di The House with Ocean View, 2002, eseguita per la prima volta nel 2002. In questa performance Abramović ha vissuto ininterrottamente per dodici giorni in una “casa” di soli tre ambienti, nella Sean Kelly Gallery di New York. Abramović digiunava bevendo solo acqua, mentre ritualizzava le azioni quotidiane ridotte all’essenziale. Il pubblico è stato invitato a testimoniare tutto ciò a condizione di non parlare, ma di stabilire un dialogo energetico con l’artista. Tenutosi un anno dopo l’11 settembre, questo lavoro ha creato una veglia collettiva.

INFO

Marina Abramović
Gallerie Principali
23 Settembre 2023 – 01 Gennaio 2024

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