Manuele Cerutti -QUEM GENUIT ADORAVIT veduta di mostra / exhibition view Collezione Maramotti, Reggio Emilia Ph. Roberto Marossi

Manuele Cerutti “QUEM GENUIT ADORAVIT” alla Fondazione Maramotti di Reggio Emilia

Manuele Cerutti, pittore torinese, presenta presso la Pattern Room della Collezione Maramotti di Reggio Emilia “QUEM GENUIT ADORAVIT”, nuovo corpus di dipinti e opere su carta specificamente sviluppato in una dimensione progettuale originale.

Partendo da esperienze autobiografiche semplici quanto intense โ€“ la propria paternitร  e i primi anni di vita del figlio โ€“ Cerutti si รจ focalizzato sulla creazione di unโ€™entitร  destinata ad assumere, inaspettatamente, sembianze infantili: una creazione inconsapevole, quasi involontaria, che attinge largamente al vissuto vegetativo delle piante e, nella tradizione alchemica, dei minerali.

Per anni lโ€™artista ha infuso forma pittorica e presenza performativa a oggetti comuni โ€“ a volte mutili o frammentari, sempre privati della loro funzione primaria โ€“ che popolano il suo studio: una vecchia caffettiera, tubi e bastoni ritorti, scarti di plastica, ossi di pollo, sgabelli, palette, secchi e vasi multiformi divengono protagonisti di nature vive in cui i dettagli del quotidiano, attraverso nuove composizioni, si fanno interpreti di un tempo sospeso, originario, a tratti sacrale.
Tema iconografico ricorrente della nuova mostra รจ un telo per pacciamatura di plastica nera annodato intorno alla gamba dellโ€™attante umano raffigurato nelle opere. Naturale estensione del suo corpo, questo involucro rimanda alla tecnica della margotta, che consente di ottenere nuove piante inducendo la nascita di radici a partire da un punto del fusto o di un ramo della pianta madre.

Questo metodo di riproduzione agamica, che avviene cioรจ mediante separazione di una parte qualsiasi del corpo dell’individuo genitore, si lega per consonanza allโ€™esplorazione allegorica e mitologica dellโ€™artista sulla partenogenesi, un tipo di riproduzione in cui la cellula-uovo รจ slegata dallโ€™atto fecondativo.
Sullo sfondo della memoria di nascite straordinarie, al limite mostruose, nella mitologia antica, lโ€™individuo al centro del racconto-per-immagini di Cerutti porta su di sรฉ le sembianze dellโ€™artista che, sottoposte a un costante processo di verifica e di moltiplicazione, debordano in soggetto universale.

Il soggetto di queste opere รจ afflitto da unโ€™inestinguibile ferita alla gamba: una parte di sรฉ che delicatamente avvolge con il telo, una ferita feconda di cui si prende costante cura, unโ€™inaspettata materia germinativa che si dร  come insorgenza di altre vite e direzioni. Questa figura archetipica sfugge alla definizione di eroe contemporaneo. Essa incarna piuttosto una difformitร  rispetto al canone, unโ€™interruzione dello sviluppo lineare, suggerendo un sentimento di inadeguatezza e di fragilitร . Elemento fuori equilibrio โ€“ spesso inserito e sospeso in rappresentazioni tanto articolate e dettagliate da apparire reali โ€“, egli tenta, attraverso una serie di azioni, di assimilare la forma di conoscenza del bambino, riconoscendo nel movimento e nel procedere asimmetrico una via di possibilitร .

Il territorio in cui si muove, oltre lโ€™interno dello studio, รจ il paesaggio ai margini di Torino, quei luoghi familiari allโ€™artista percorsi dallโ€™entropia in cui la cittร  inizia a ibridarsi con la campagna, dove i fiumi scorrono sotto ai cavalcavia, le rovine industriali si mischiano alle terre incolte e un sottopasso di cemento puรฒ magicamente trasformarsi in un monumentale portale atterrato da un racconto di fantascienza.
Ma il territorio di esplorazione รจ per Cerutti, in primo luogo, la pittura stessa, che egli definisce โ€œimpronta continua del fareโ€.

Che sia il soggetto a convocare la propria nitida apparizione sulla tela o il processo pittorico, con i suoi strati, le velature e le cancellazioni, a dare passo e sostegno alla composizione, la ininterrotta ricerca nel linguaggio pittorico riecheggia nellโ€™andare del protagonista di queste opere, tra partecipazione e distacco, meriti e colpe, tentativi di recupero e rinunce: verso lโ€™emergere di un attaccamento inesprimibile (a cui fa riferimento il titolo della mostra, โ€œAdorรฒ colui che generรฒโ€), รจ possibile inciampare nello stupore, creando nuove relazioni con il proprio stare nel mondo.

IL LIBRO

In occasione della mostra sarร  realizzato un libro con contributi del sociologo Gian Antonio Gilli, del poeta e scrittore Valerio Magrelli e di Elena Volpato, curatrice e conservatrice presso la GAM – Galleria Civica d’Arte Moderna e Contemporanea di Torino.

L’ARTISTA

Manuele Cerutti nasce nel 1976 a Torino, dove vive e lavora.
Si รจ diplomato in Pittura allโ€™Accademia Albertina di Belle Arti di Torino.
Nel 2022 รจ stato borsista presso la American Academy in Rome.
Tra le sue piรน recenti mostre personali: Studio Museo Casorati, Pavarolo (Torino) (2020); Mun Ange arte contemporanea, Crissolo (Cuneo) (2019); Guido Costa Projects, Torino; Rรฉgence 67, Bruxelles (2018);
Wilhelm Hack Museum, Ludwigshafen am Rhein (2017); Istituto Italiano di Cultura, Londra (2016). Il suo lavoro รจ stato esposto in numerose esposizioni collettive presso istituzioni, tra cui: Castello di Rivoli โ€“ Museo
dโ€™Arte Contemporanea, Rivoli (Torino); La Triennale, Milano (2023); Accademia di Romania, Roma (2022); Palazzo Re Rebaudengo, Guarene dโ€™Alba (Torino) (2021); Galleria Civica, Trento (2020); MAC โ€“ Museo
dโ€™Arte Contemporanea, Lissone (2018); Pinacoteca Albertina, Torino; Reiter, Lipsia; Museo della Permanente, Milano (2017); Kunstverein Mรผnsterland, Coesfeld (2016); Auf AEG, Norimberga (2015).

INSTALLATION VIEW

  • Manuele Cerutti

INFO

Manuele Cerutti
QUEM GENUIT ADORAVIT
Dal 10 marzo al 28 luglio 2024
Collezione Maramotti
Via Fratelli Cervi 66
Reggio Emilia (RE)
www.collezionemaramotti.org

HESTETIKA ART Next Generation

Iscriviti
alla newsletter di Hestetika