Stanley Whitney, Bertacca 2, 2019, olio su lino, 182.9 × 182.9 cm © Stanley Whitney. Foto: Giorgio Benni

Gagosian riapre al pubblico e, insieme a La Fondazione, propone un continuum espositivo che copre l’intero arco della giornata.

24 ore pensate come un omaggio a Roma e ai suoi abitanti, ma anche un invito a lasciarsi travolgere dall’energia dell’arte. In questa fase di rinascita e ripartenza Gagosian e La Fondazione si affiancano proponendo per i prossimi mesi, a partire da martedì 2 giugno, un continuum d’arte a coprire l’intero arco delle 24 ore.

Le due istituzioni, grazie alla decisione di condividere una comune intenzione, animeranno per tutta la giornata e la notte via Francesco Crispi dai civici 16 e 18, grazie all’alternanza dell’apertura dei reciproci progetti espositivi, celebrando l’arte contemporanea e il desiderio di ritornare a fruirne in libertà e sicurezza.

A dare il via martedì 2 giugno alle 18.00 La Fondazione che presenterà ogni settimana un artista diverso, appartenente alla generazione nata a cavallo tra anni Ottanta e Novanta del Novecento. Un progetto unboxing tutto da scoprire svelato ogni venerdì precedente sul canale Instagram @LaFondazione_Roma.

Dalle 11.00 di mercoledì 3 giugno raccoglie il testimone Gagosian, dove sarà possibile visitare uno speciale allestimento dedicato alla scoperta dell’opera di Stanley Whitney sino alle 18.00.

Allo spegnersi delle luci di Gagosian al civico 16, si illumina il video de La Fondazione al civico 18, alternandosi in un ciclo continuo di contenuti e arte.

L’opera di Whitney trae ispirazione da una vasta gamma di fonti, come il free jazz, l’architettura italiana antica, la tradizione americana delle trapunte quilt, l’archeologia etrusca e l’astrazione del XX Secolo. L’esperienza in Italia, dove ha vissuto per 5 anni negli anni ’90 e dove ancora oggi possiede uno studio nei pressi di Parma, lo ha portato alla definizione della sua struttura compositiva a griglia su cui si stagliano i “botta e risposta” cromatici che ne caratterizzano l’opera.
Le tonalità calde e terrose del paesaggio emiliano in particolare costituiscono una costante fonte di arricchimento per la sua tavolozza.

Stanley Whitney è nato nel 1946 a Philadelphia, e vive e lavora tra New York e Parma, Italia. I suoi
lavori sono inclusi, tra le altre, nelle seguenti collezioni: Metropolitan Museum of Art, New York;
Solomon R. Guggenheim Museum, New York; Whitney Museum of American Art, New York;
Philadelphia Museum of Art; Albright-Knox Art Gallery, Buffalo, NY; High Museum of Art, Atlanta;
National Gallery of Canada, Ottawa; e Nelson-Atkins Museum of Art, Kansas City, MO. Tra le
mostre personali si annoverano Recent Works, A.A.M. Architettura Arte Moderna, Roma (2004);
Omi International Arts Center, Ghent, NY (2012); Dance the Orange, Studio Museum in Harlem,
New York (2014); e FOCUS, Modern Art Museum of Fort Worth, TX (2017 ). Whitney ha partecipato
a Documenta 14 (Atene, Grecia, e Kassel, Germania) nel 2017 .

INFO

GAGOSIAN
via Francesco Crispi 16
Roma
da mercoledì 3 giugno
https://gagosian.com/

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