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Francisco Tropa MISS AMERICA a Palazzo De’ Toschi a Bologna

Nella Sala Convegni Banca di Bologna di Palazzo De’ Toschi, nell’ambito di ART CITY Bologna 2026, apre al pubblico Miss America, una mostra dell’artista portoghese Francisco Tropa (Lisbona, 1968). Curata da Simone Menegoi.

Francisco-Tropa-Miss-America-Palazzo-De-Toschi-veduta-dellinstallazione-e-della-performance.-Foto-Carlo-Favero

L’esposizione conferma l’impegno nella promozione dell’arte contemporanea di Banca di Bologna, che dal 2016 accoglie negli spazi di Palazzo De’ Toschi, prestigiosa sede di rappresentanza dell’istituto di credito, artisti di livello internazionale.

Miss America è la prima personale di Francisco Tropa su larga scala in Italia dopo Scenario, il Padiglione Portoghese alla Biennale Arte di Venezia del 2011. È costituita da due opere di grandi dimensioni: nella saletta, Lantern with clock mechanism (Lanterna con meccanismo a orologeria), 2025, una proiezione di ombre in movimento; nel salone centrale, Miss America, da cui la mostra prende il titolo, una creazione inedita che inaugura un nuovo ciclo di lavori dell’artista. L’installazione prevede un’azione eseguita da sei performer (tre ragazze e tre ragazzi) che si svolgerà esclusivamente nella prima settimana di apertura della mostra (3 – 8 febbraio).

Lantern with clock mechanism, 2025, è un esemplare recente del ciclo Lanterns, presentato da Tropa nel Padiglione Portoghese del 2011. Si tratta di proiezioni di ombre prodotte da piccoli oggetti collocati di fronte a fonti luminose disegnate dall’artista (“lanterne”). A volte gli oggetti hanno a che fare con la scansione del tempo (clessidre a sabbia e ad acqua oppure, come nell’opera esposta a Bologna, meccanismi a orologeria); in altri casi sono fragili ed effimeri (ragnatele, foglie secche di cui non resta che la nervatura, insetti morti). Nel loro insieme, le opere del ciclo compongono una grande vanitas, quel genere di natura morta seicentesca la cui iconografia ricorda allo spettatore la caducità delle cose. Ma l’opera richiama anche altre associazioni, non meno affascinanti: la sfilata di ombre dell’allegoria della caverna di Platone (Repubblica, libro VII), che i protagonisti dell’allegoria scambiano per realtà; il fascino nostalgico degli spettacoli di ombre cinesi, antenati del cinema.

Miss America si presenta a prima vista come un reticolo di corde che attraversano il Salone da parte a parte, sostenute da canne di bambù e punteggiate da mollette da bucato. In realtà, sia le canne di bambù che le mollette da bucato sono calchi in bronzo, patinati con grande cura in modo da imitare il colore degli oggetti reali. Ciò che a prima vista sembra un frammento di realtà tale e quale (uno stenditoio) si rivela dunque una creazione completamente artificiale, una scultura rifinita in ogni dettaglio.

Oltre alle mollette, alle corde sono appesi dei cartelli con scritte in portoghese legate all’attività di bar, ristoranti e altri esercizi commerciali: “Cercasi cameriera”, “Torno subito”, “Specialità della casa”, eccetera. Come tutti gli oggetti principali che compongono l’installazione, anche i cartelli sono opere, serigrafie su carta che riproducono una serie di vecchi cartelli collezionati dall’artista.

Per alcune ore al giorno l’installazione si popola di lenzuola stese ad asciugare. L’azione dei performer consiste semplicemente in questo: stendere i panni, per poi ritirarli e ricominciare da capo, con gesti lenti e pensosi. Da attività quotidiana, semplice e sbrigativa, l’operazione diventa una coreografia. Nel corso degli eventi performativi le lenzuola verranno alternativamente tolte e rimesse a seconda dei momenti della giornata, offrendo così un’immagine duplice dell’allestimento.

Il legame fra le lenzuola stese, le scritte commerciali e il titolo “Miss America” è un enigma che Tropa non vuole sciogliere, lasciandone l’interpretazione allo spettatore. Sottolinea tuttavia che l’espressione “Miss America” può essere letta in due modi: intendendo “Miss” come titolo di cortesia (“Signorina America”) oppure come voce del verbo “to miss”, mancare – e allora il titolo assume il significato di “mi manca (o “ci manca”) l’America”. Frase paradossale, se la si applica all’America di oggi, sempre più aggressiva e ostile verso il resto del mondo, ma che ha senso pensando all’America della prima metà del Novecento: un luogo mitico, più sognato che conosciuto, che ha affascinato generazioni di europei. È forse quell’America, ormai affidata al ricordo, che aleggia, come un fantasma, intorno all’opera.

INFO

Francisco Tropa
MISS AMERICA
A cura di Simone Menegoi
3 febbraio – 1°marzo 2026
Palazzo De’ Toschi – Sala Convegni Banca di Bologna
Piazza Minghetti 4/D, Bologna

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