Dialogues III Mostra collettiva alla Officine AdHoc di Torino

A Torino torna Dialogues III, terza edizione della mostra collettiva che indaga il rapporto, sempre più fluido, tra arte e design.

Negli spazi di Officine AdHoc, nel cuore del Barriera Design District, il progetto curato da Lucrezia Nardi si conferma come una piattaforma attenta alle nuove generazioni e ai linguaggi ibridi della contemporaneità.

Promossa da IAAD. – Istituto d’Arte Applicata e Design, la mostra nasce da una open call rivolta alla comunità dell’istituto e focalizzata sulla relazione tra pratiche artistiche e progettuali. Un terreno di confronto che qui prende forma in sette progetti espositivi, capaci di attraversare media e approcci diversi: dal video alla scultura installativa, fino a dispositivi sonori e sperimentazioni editoriali.

Il percorso restituisce una scena giovane ma già strutturata, in cui i confini tra disciplina artistica e progettuale si fanno porosi. I lavori selezionati non si limitano a mettere in dialogo due ambiti, ma li sovrappongono, generando oggetti e narrazioni che riflettono su identità, relazioni tra umano e non umano, paesaggi sonori e trasformazioni dello spazio urbano.

I VINCITORI

I vincitori della terza edizione di Dialogues sono:
Simone Fontana – NOLYRICSNODRUMS,
Paolo Frassato – PaoloSfera.tsx,
Matteo Melotto – SUBSYSTEM,
Martino Giannone – SUNDER + •••
Camilla Ekaterina Balzarotti – Tessuti Simpoietici.

A questi si aggiungono due menzioni speciali, assegnate per la particolare attenzione al territorio e alla dimensione urbana: Chiara Caggiano – Al buio e il progetto del duo composto da Luca Giuseppe Terlizzi e Pietro Alfieri – Il Mercato Centrale Torino.

I PROGETTI

I progetti esposti sono sette e affrontano temi che spaziano dall’identità alla relazione tra umano e non umano, dall’esperienza sonora alle trasformazioni dello spazio urbano.

Il progetto Al buio di Chiara Caggiano è un lavoro video intimo e stratificato che affronta il tema della depressione e del rapporto tra sé e gli altri. Il montaggio, costruito a partire da riprese analogiche e da un audio suonato all’arpa, restituisce la dimensione fragile e intermittente dell’esperienza emotiva. Il lavoro culmina in un’immagine quasi pittorica: sotto un substrato di foglie autunnali emerge lentamente un occhio che fatica ad aprirsi e chiudersi, evocando una scena sospesa tra estetica manierista e suggestioni rinascimentali.

Luca Giuseppe Terlizzi e Pietro Alfieri, con Il Mercato Centrale Torino, che assume la forma di una fanzine in bianco e nero dedicata al mercato di Porta Palazzo. Fotografie urbane apparentemente familiari vengono accostate a immagini glitchate e deformate che trasformano la documentazione in astrazione visiva. La scelta della fanzine richiama una tradizione storica di autoproduzione e comunicazione indipendente.

Camilla Ekaterina Balzarotti presenta Tessuti Simpoietici, un lavoro che si colloca tra scultura installativa e textile design. Un abito seminato genera dal proprio interno germogli e piante, trasformando il tessuto in un organismo vivente. L’opera suggerisce un’immagine post-umana in cui identità individuale e collettiva emergono dalla collaborazione tra umano, natura e microrganismi.

Matteo Melotto presenta SUBSYSTEM, una ricerca che attraversa video, pittura su lastra e superfici tecnologiche. La sua pratica indaga passaggi liminali e nuove forme di vita, generando immagini che oscillano tra alienazione e materializzazione dell’invisibile. Melotto ha già partecipato a diverse mostre personali e collettive in Italia e in Europa e collabora con Studio RO a Milano.

Paolo Frassato, con PaoloSfera.tsx, affronta il tema del doppio e dell’identità attraverso un’installazione multicanale che esplora il rapporto tra corpo, percezione e trasformazione. Il lavoro attraversa territori di queerness e autorappresentazione digitale, trasformando una iniziale tensione verso i tratti rifiutati del proprio corpo in una forma ironica e virtuale di ridefinizione del sé.

Martino Giannone presenta SUNDER + •••, un progetto che si colloca in un territorio di ricerca radicale tra identità post-umana, glitch sintetici e deformazioni audiovisive. Il lavoro mette in tensione dimensioni organiche e inorganiche, individualità e collettività, costruendo un ambiente visivo e sonoro che esplora le trasformazioni della personalità nell’ecosistema digitale contemporaneo.

Simone Fontana presenta NOLYRICSNODRUMS, un’esperienza sonora composta da una sequenza di tracce audio che costruiscono un climax percettivo. L’opera esiste come vibrazione e sedimentazione sonora: un lavoro immateriale che trasforma l’ascolto stesso in spazio espositivo.

INFO

Dialogues III
Mostra collettiva
A cura di Lucrezia Nardi
Opening: 24 marzo 2026, ore 18:30–21:00
Mostra: 25–28 marzo 2026, ore 15:00–20:00
Officine AdHoc, Via Cervino 24, Barriera Design District, Torino

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