Fondazione Carispezia presenta fino a domenica 30 gennaio 2022, la mostra Admirabile signum. Il presepe tra arte antica e contemporanea nei propri spazi espositivi di via D. Chiodo 36 alla Spezia.
Nata da unโidea di Emanuele Martera che ne ha coordinato immagine e allestimento, la mostra รจ a cura di Lara Conte e Alberto Salvadori che, per la parte relativa allโarte antica, hanno lavorato alla costruzione del percorso espositivo in dialogo con Simonetta Maione e Giulio Sommariva, con il contributo di Andrea Marmori.
La mostra mette in relazione importanti esemplari di presepe di produzione genovese e lombarda del XVIII secolo con un nucleo di opere e installazioni contemporanee, creando un ponte tra presente e passato, tra figurazione ed evocazione.
Attraverso media e linguaggi diversi, nel corso del XX secolo e nella contemporaneitร gli artisti hanno continuato a confrontarsi con uno dei temi maggiormente rappresentati nella storia dellโarte occidentale, fornendone interpretazioni che vanno oltre lโiconografia e la dimensione figurativa tradizionale. Accanto ai presepi settecenteschi il visitatore troverร creazioni di Roberto Almagno, Maria Lai, Marco Lodola, Fausto Melotti, Michelangelo Pistoletto e Guido Strazza.
โUn viaggio alla scoperta del presepe e della Nativitร nellโarte, che unisce in un unico progetto la dimensione antica e contemporanea. Unโiniziativa pensata per infondere nelle persone un senso di speranza in un momento ancora cosรฌ difficile. Questi sono i presupposti della mostra โAdmirabile signum. Il presepe tra arte antica e contemporaneaโ che Fondazione Carispezia presenta nei propri spazi espositivi per le festivitร natalizie, proseguendo nellโopera di valorizzazione e promozione della cultura per cui si รจ sempre adoperataโ โ commenta il Presidente della Fondazione Carispezia Andrea Corradino.
โLa mostra ripercorre la storia e il significato del presepe attraverso la visione di artisti che nel corso dei secoli, dallโantichitร allโepoca contemporanea, si sono confrontanti con questo tema. Dal primo presepe allestito a Greccio nel 1223 โ la cui realizzazione รจ attribuita a San Francesco dโAssisi โ ogni anno a Natale si rivive la tradizione occidentale di allestire la scena della nativitร come incontro con il divino nella povertร , come momento di resistenza e di forza interiore nella rinascita spogliata dalla ricchezza, come miracoloso calato nella quotidianitร โ โ spiegano i curatori Lara Conte e Alberto Salvadori.
A Genova nel corso del XVII secolo si sviluppa unโattenzione minuziosa alla rappresentazione scultorea della nascita di Gesรน quando la Compagnia del Santo Presepio di Santa Maria di Castello, appositamente costituita per celebrare la figurazione del Natale, commissiona a Matteo Castellino figurine lignee che risulteranno opere di straordinaria invenzione. Nel corso del Settecento la cultura genovese dei presepi raggiunge il proprio apice: le statuine genovesi divengono veri oggetti dโarte, il cui impatto รจ accresciuto da apparati scenici di fragile e spesso effimera fattura. I presepi genovesi presto divengono uno dei segni distintivi della Superba, che cosรฌ dimostra, anche grazie a tali produzioni, una qualitร sopraffina di mezzi e di gusto.
Legno intagliato e policromato, pasta di vetro per gli occhi, per gli abiti stoffe di rara fattura impreziosite da pizzi e galloni in argento e oro filato, pietre dure, coralli e filigrana per i raffinati monili erano i materiali utilizzati nella produzione delle statuine, rese con irraggiungibile veritร storica.
La messa a disposizione da parte dei Musei Civici Genovesi di parte del proprio patrimonio di Presepi รจ stata occasione per mettere in luce una tradizione artistica di cui la Liguria รจ stata officina primaria. Il Museo Luxoro, che custodisce alcuni tra i piรน straordinari esempi di questโarte, ha tra lโaltro concesso in prestito uno straordinario Presepe settecentesco a sagome dipinte su carta di produzione lombarda.
Una sala รจ dedicata ai Presepi di Maria Lai (Ulassai, 1919 โ Cardedu, 2013) โ una delle piรน importanti artiste italiane del XX secolo. Durante la sua lunga vicenda creativa Maria Lai ha fatto della Nativitร uno dei temi centrali della propria ricerca, reinterpretandola tra favola ed epica con stoffe, sabbia, pane, pietre e terracotta, istituendo una continua relazione tra terra e cielo. Ogni suo presepe, realizzato esplorando antiche tradizioni artigianali e utilizzando materiali poveri, รจ un momento di avvicinamento al sacro come manifestazione di rinascita e rigenerazione.
โAmo il presepeโ โ raccontava lโartista โ โcome esperienza di qualcosa che, piรน ne indago lโinesprimibile, piรน trovo veritร , piรน divento infantile e ingenua, e piรน rinasco. Amo il presepe perchรฉ ci raccoglie intorno alla speranza di un mondo nuovo. Amo il presepe perchรฉ si propone a tutti i linguaggi del mondo e come lโarte anche il presepe ha la possibilitร di infinite interpretazioni personaliโ.
Grazie alla collaborazione con lโArchivio Maria Lai รจ stato possibile ottenere in prestito alcuni tra i piรน significativi Presepi realizzati dallโartista nel corso degli anni e altre opere come ad esempio alcune mappe stellari cucite, che concorrono a dar vita alla narrazione di unโascesa cosmica.
Grazie al Museo Internazionale del Presepio โVanni Scheiwillerโ di Castronuovo SantโAndrea รจ stato possibile includere nel percorso della mostra il Presepe foresta (2001) di Roberto Almagno (Aquino, 1954) e il Presepe blu notte (2007) di Guido Strazza (Santa Fiora, 1922) che accoglie il visitatore nel salone di ingresso della Fondazione Carispezia. Lโinstallazione di Guido Strazza, presentata negli ultimi anni in alcuni dei piรน prestigiosi musei italiani dโarte contemporanea, affronta la tematica del presepe rinunciando completamente allโapproccio figurativo, utilizzando al posto delle tradizionali statuette forme geometriche collocate sul profondo blu di un grande cielo circolare. Partendo dal legno, materiale al centro della sua ricerca scultorea, Roberto Almagno con il Presepe foresta costruisce una narrazione intensamente spirituale. La sua scultura nasce in continuitร con la spiritualitร della natura. Nei boschi lโartista sceglie i rami di legno che poi lavora con il fuoco e lโacqua, levigandoli e incurvandoli sino a ottenere forme essenziali e sinuose, che, come un disegno, ritmano lo spazio danzando nellโaria.
IL PERCORSO ESPOSITIVO
Il percorso espositivo si completa con due nomi cruciali dellโarte contemporanea italiana: Fausto Melotti (Rovereto, 1901 โ Milano, 1986) e Michelangelo Pistoletto (Biella, 1933), artisti che a vario modo si sono relazionati con il tema della Nativitร e del presepe, ripensando la dimensione fisica e concettuale del linguaggio scultoreo e dellโiconografia sacra. Nellโallestimento della mostra, le filiformi creazioni metalliche di Melotti attivano un dialogo intenso con il Paesaggio (1965) di Pistoletto.
Melotti sceglie per rappresentare il presepe e il Natale un approccio privo di ogni monumentalitร e capace di raccontare lโuniversale tema della Nativitร senza retorica. Si rabbrividisce e ci si commuove di fronte a una raffigurazione cosรฌ semplice del dolore e della gioia.
Il Paesaggio di Pistoletto, facente parte della serie degli Oggetti in meno, รจ definito dallโartista come โlโultimo presepeโ: si tratta di una piccola opera di cartone, carta colorata e figure di gesso, in cui manca lโimmagine di Gesรน Bambino.
Unโinstallazione luminosa di Marco Lodola (Dorno, Pavia, 1955), concepita appositamente per lโoccasione, accoglierร i visitatori e le visitatrici allโingresso della Fondazione Carispezia, rallegrando lโatmosfera della cittร proponendo un immaginario ludico e pop. Nel corso degli anni Lodola ha realizzato presepi coloratissimi che hanno illuminato le facciate delle piรน prestigiose istituzioni museali di Italia. โLa condizione di sofferenza che viviamo oggi รจ stata lโispirazione da cui sono partito per rappresentare una rinascita luminosa, un senso di speranza, la fiducia in un cambiamentoโ โ ha dichiarato lโartista.
Il percorso pensato per l’esposizione travalica il rigido ordinamento cronologico e si articola in sale tematiche che danno vita a un percorso di rinascita e luce, di spiritualitร e poesia.
La mostra รจ corredata da un giornale-catalogo con un testo dei curatori Lara Conte e Alberto Salvadori e approfondimenti di Giuseppe Appella, Simonetta Maione, Andrea Marmori e Giulio Sommariva.
Con questa iniziativa inedita, Fondazione Carispezia torna a proporre nel periodo natalizio un importante evento espositivo nellโambito delle arti visive.
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INFO
“Admirabile signum. Il presepe tra arte antica e contemporanea”
Presepi genovesi del Settecento e creazioni contemporanee di Roberto Almagno, Maria Lai, Marco Lodola, Fausto Melotti, Michelangelo Pistoletto e Guido Strazza.
Fondazione Carispezia, Via D. Chiodo 36 โ La Spezia
Sabato 11 dicembre 2021 – domenica 30 gennaio 2022