Paula-Seegy-Gallery

Cinque artisti per cinque materiali: Benedini, Coletta, Cuschera, De Marchi, Ōki

La mostra “Cinque artisti per cinque materiali: Benedini, Coletta, Cuschera, De Marchi, Ōki” alla Paula Seegy Gallery di Milano, visitabile fino 19 marzo 2026 e curata da Luigi Sansone, si propone come un’indagine sensibile e rigorosa sulle possibilità espressive della scultura contemporanea.

L’allestimento non si sofferma alla mera esposizione di oggetti: mette in scena dialoghi materiali, dove legno, rame, ferro, acciaio e vetro non sono solo supporti, ma veri e propri protagonisti dialoganti, ognuno con una propria storia tecnologica, simbolica e sensoriale. Il legno, con le sue venature e le sue cicatrici, porta con sé la memoria biologica della crescita; nelle mani di Benedini la materia sembra conservarsi come stratigrafia del tempo, ogni nodo e ogni fenditura testimoniano processi viventi e antropici, aprendo alla contemplazione di una temporalità che non è lineare ma stratificata.

Le opere lignee ci parlano di un’architettura organica, dove il gesto dell’artista lavora per restituire caratteristiche intrinseche del materiale, piuttosto che sovrastarli con intenzioni meramente formali.

Il rame, metallo dalla lucentezza calda e ossidabile, gioca con la trasformazione chimica e con la patina del trascorrere; nelle mani di Coletta diventa membrana tra interno ed esterno, conducendo luce e conducendo storia. Il rame racconta di connessioni, di circuiti emotivi e materiali: si corrode, si colora, si trasmuta, offrendo superfici che mutano nel tempo e invitano lo spettatore a una lettura storicizzata dell’oggetto.

Il ferro e l’acciaio, elementi di solidità e di industria, nelle opere di Cuschera e De Marchi si sottraggono al ruolo di meri simboli della modernità per trasformarsi in agenti di tensione poetica. Il ferro, segnato dalla ruggine e dalla gravità, parla di peso, resistenza e frattura; l’acciaio, con le sue superfici riflettenti e la sua precisione tecnica, introduce invece il tema della riflessione — letteralmente e metaforicamente — invitando a interrogarsi sul rapporto tra presenza e immagine speculare. I processi di taglio, saldatura e piegatura non sono soltanto operazioni tecniche, ma atti scultorei che disegnano relazioni tra volume, spazio e movimento.

Il vetro di Ōki, fragile e trasparente, rovescia la scala delle gerarchie sensoriali: da materia che potrebbe suggerire fragilità diventa veicolo di densità emotiva e di stratificazioni di luce; trasformando lo spazio espositivo in un campo di tensioni luminose dove la percezione dello spettatore si frammenta e si ricompone. Nel loro insieme, le opere esposte costituiscono un atlante delle energie materiali: la materia appare come organismo vivo, attraversato da forze interiori (memorie, tracce di lavorazione, cicatrici) e da corpi estranei (ossidazioni, saldature, incisioni) che ne alterano l’identità. Questa coniugazione rende la collettiva rilevante per chiunque voglia interrogarsi sul presente della scultura: qui la materia parla, resiste, si concede e impone, e attraverso il dialogo tra gli artisti emerge un’idea coesa di scultura come pensiero incarnato.

EXHIBITION VIEW

INFO

Cinque artisti per cinque materiali: Benedini, Coletta, Cuschera, De Marchi, Ōki
Paula Seegy Gallery, via San Maurilio 14 – Milano
05 Febbraio 2026 – 19 Marzo 2026

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