A partire dal 6 febbraio, le opere di Alberto Giacometti trovano una nuova collocazione nel Chipperfield building del Kunsthaus Zürich, inaugurando un progetto espositivo pensato come processo.
La prima presentazione, concentrata e volutamente parziale, resterà aperta fino all’autunno 2026, quando l’allestimento verrà ripensato ed esteso fino a occupare quattro sale consecutive dedicate all’intero arco della produzione dell’artista.

Figura cardinale del Novecento, Giacometti nasce nel 1901 in Val Bregaglia e costruisce a Parigi un linguaggio che attraversa scultura, pittura e disegno, fino a ridefinire il rapporto tra corpo e spazio. La sua centralità per il Kunsthaus Zürich non è solo storica ma strutturale: grazie ai prestiti a lungo termine dell’Alberto Giacometti-Stiftung, il museo conserva la più importante collezione museale al mondo dedicata all’artista, arricchita da opere proprie e da nuclei appartenenti ai Kunstfreunde Zürich.
Il trasferimento nel Chipperfield building segna un passaggio simbolico e curatoriale. Dopo cinque anni nel Müller building, le opere vengono riallocate in un contesto architettonico che privilegia continuità, respiro e sequenzialità. La mostra inaugurale, allestita in due sale al secondo piano, mette a fuoco i lavori surrealisti e le sculture iconiche del secondo dopoguerra. Dall’autunno, l’espansione del progetto consentirà una lettura completa dell’opera di Giacometti, dalle sperimentazioni giovanili fino agli esiti estremi della maturità.
Tra i punti di maggiore rilievo, la prima presentazione di un nuovo prestito congiunto dell’Alberto Giacometti-Stiftung e di una collezione privata svizzera: una fusione in bronzo di L’Objet invisible (1934-35). Opera chiave del periodo surrealista, la scultura mette in scena un gesto sospeso, una presenza che tenta di afferrare l’assenza, condensando in forma plastica una delle ossessioni centrali della modernità. Il percorso è completato da una selezione di dipinti di artisti contemporanei e compagni di strada di Giacometti, provenienti dalla collezione del Kunsthaus.
Con Giacometti 2026, il museo non si limita a riallestire un maestro canonico, ma dichiara una strategia a lungo termine. La doppia temporalità del progetto, tra febbraio e autunno, afferma il Kunsthaus Zürich come polo internazionale per la ricerca, la mediazione e la rilettura critica di un’opera che continua a interrogare il presente, mantenendo un legame profondo con il territorio svizzero e una tensione costante verso l’universale.

INFO
Kunsthaus Zürich
Heimplatz 1/5, CH–8001 Zurich
www.kunsthaus.ch




