Una delle più ampie e meditate retrospettive dedicate ai Macchiaioli negli ultimi decenni approda a Milano come un’operazione di rilettura storica e culturale di rara ambizione.
Curata da Francesca Dini, Elisabetta Matteucci e Fernando Mazzocca la mostra, aperta al pubblico da oggi, 3 febbraio 2026 a Palazzo Reale a Milano, restituisce con rigore critico e profondità interpretativa la complessità di un’esperienza artistica troppo spesso compressa in etichette scolastiche o semplificazioni ottocentesche.
Con oltre cento opere in esposizione, il progetto si configura come un dispositivo di recupero e valorizzazione di un frammento fondativo della storia dell’arte italiana moderna. Ma più che un’operazione di risarcimento storiografico, la mostra propone una lettura aggiornata dell’esperienza macchiaiola, capace di evidenziarne la carica sperimentale, la tensione ideologica e la radicalità linguistica, collocandola al centro di una riflessione più ampia sulle origini di una coscienza artistica nazionale.
IL PERCORSO ESPOSITIVO
Articolata in nove sezioni, la mostra ricostruisce la breve ma densissima parabola dei Macchiaioli come un vero e proprio esperimento “nazionale”.
I. I grandi ideali e la difesa di Roma
(opere di Mussini, Gerolamo Induno, Faruffini, Pagliano)
II. Firenze e l’identità della nazione dall’età di Dante al Rinascimento
(opere di Mussini, Puccinelli, Pollastrini, Ussi, Morelli, Cabianca, D’Ancona)
III. L’ Unità d’Italia e l’epopea contemporanea
(opere di Fattori, Signorini, Lega, Cabianca, Borrani, Buonamici, Altamura, Domenico e Gerolamo
Induno)
IV. 1861. I Macchiaioli e l’Esposizione Nazionale
(opere di Fattori, Banti, Borrani, Signorini, Cabianca, Abbati, Sernesi)
V. I percorsi della “macchia”
(opere di Signorini, Cabianca, Fattori, Lega, Borrani, Abbati, Sernesi)
VI. Il ritratto. Riflesso di un’umanità nuova
(opere di Puccinelli, Fattori, Borrani, Boldini, Tedesco)
VII. L’elegia del quotidiano
(opere di Puccinelli, Signorini, Lega, Tedesco, Borrani, Cecioni, Cabianca)
VIII. La morte di Mazzini e il Risorgimento tradito
(opere di Signorini, Fattori, Lega)
IX. Milano e la riscoperta dei Macchiaioli tra collezionismo e cinema. Toscanini e Visconti
(Materiali documentari e opere di Signorini e Fattori)
Il percorso della mostra ricostruisce, a partire dalla svolta epocale rappresentata dai moti risorgimentali del 1848, vista come imprescindibile momento fondante, le vicende della formazione dei Macchiaioli a Firenze, culla culturale animata dal culto di Dante e di Lorenzo il Magnifico e dalla passione per il Medioevo e il Rinascimento, visti come un passato esemplare in cui riconoscere le proprie radici (sezioni I e II).
Si passa poi al ‘presente’, che li vede partecipare, sui campi di battaglia e attraverso le loro opere, a quella esaltante epopea contemporanea che e stata la Seconda Guerra d’Indipendenza (sezione III). Si prosegue con la presenza alla prima Esposizione Nazionale allestita a Firenze nel 1861, che fu la grande occasione per proporre le loro novità , suscitando scandalo. (sezione IV).
Attraverso il focus della sezione “I percorsi della macchia” (sezione V, VI e VII), viene analizzata la varietà del repertorio dei Macchiaioli, fondato su un radicale rinnovamento dei generi. Dal paesaggio, indagato in luoghi prediletti, al ritratto, dove gli artisti restituiscono un nuovo mondo di affetti legati alla famiglia, fino alle scene di vita quotidiana che riflettono la dignità del popolo.
Quest’ultimo soggetto nei Macchiaioli rappresenta non solo un punto di rottura totale con le convenzioni accademiche imperanti all’epoca, ma risponde alla necessita del movimento di affermare una nuova visione artistica e storica dell’Italia, unita anche grazie, e soprattutto, al quotidiano lavoro e sacrificio del popolo.
Infine, nella sezione VIII, due capolavori, impressionanti nella loro dimensione di denuncia, testimoniano la consapevolezza condivisa della mancata realizzazione, o del tradimento, degli ideali del Risorgimento.
La sezione di chiusura (sezione IX) e dedicata a Milano, la citta della rivalutazione critica del movimento e della fortuna collezionistica dei Macchiaioli. La mostra ospita un capolavoro assoluto come La toilette del mattino di Telemaco Signorini, appartenuto a Toscanini e fonte di ispirazione, come i dipinti militari di Fattori, per il grande film di Luchino Visconti Senso (1954) che riflette sulle contraddizioni del nostro Risorgimento italiano, di cui i Macchiaioli rimangono i più significativi interpreti. Ad approfondire questo straordinario legame tra pittura, collezionismo e cinema un video
realizzato ad hoc per la mostra dalla societa 3D Produzion
Lontani dall’accademismo e in aperto conflitto con la pittura ufficiale, i Macchiaioli concepirono l’arte come strumento di trasformazione sociale, assumendo la realtà contemporanea — il lavoro, il paesaggio, la vita militare, la quotidianità borghese e contadina — come campo privilegiato di indagine. In questo senso, la “macchia” non fu soltanto un espediente tecnico, ma una scelta etica e cognitiva: un modo di guardare il mondo senza mediazioni retoriche.
Attraverso le opere di Silvestro Lega, Giovanni Fattori, Vincenzo Cabianca, Odoardo Borrani, Telemaco Signorini, Giuseppe Abbati e Raffaello Sernesi, emergono lungo il percorso le singole fisionomie artistiche di un gruppo tutt’altro che omogeneo. Personalità differenti, talvolta divergenti, accomunate però da una volontà condivisa di ricollegare l’arte alla vita, di restituire dignità pittorica all’esperienza vissuta e di misurarsi, senza protezioni stilistiche, con la modernità nascente.
EXHIBITION VIEW
INFO

I Macchiaioli
03 Febbraio – 14 Giugno 2026
Palazzo Reale Milano
















