Château La Coste apre una nuova stagione espositiva dedicata al design con una mostra che attraversa quarant’anni di ricerca di Marc Newson.
Il progetto, realizzato in collaborazione con Gagosian, inaugura il 15 marzo 2026 negli spazi dell’Auditorium Oscar Niemeyer, instaurando un dialogo diretto tra l’architettura modernista e una delle figure più influenti del design contemporaneo.

La mostra riunisce quattordici lavori emblematici, distribuiti tra interni ed esterni della tenuta. Più che una retrospettiva tradizionale, il percorso si configura come una costellazione di oggetti che hanno ridefinito il rapporto tra design, artigianato e tecnologia. In filigrana emerge la traiettoria di un autore che, dagli anni Ottanta in poi, ha saputo trasformare l’oggetto funzionale in una presenza scultorea capace di incidere sull’immaginario collettivo.
Tra le opere più attese figura la celebre Lockheed Lounge, forse il pezzo più iconico della carriera di Newson. Collocata in relazione diretta con le curve dell’architettura di Oscar Niemeyer, la chaise longue assume qui una dimensione quasi archeologica: un oggetto del design recente che appare già mitologico, levigato come un relitto futurista. All’esterno, invece, debutta Electra, scultura monumentale alta sei metri presentata per la prima volta in questa occasione, che proietta nel paesaggio la tensione plastica tipica del lavoro dell’autore.
L’esposizione mette in luce una costante della pratica di Newson: l’attraversamento disciplinare. Il designer australiano non ha mai accettato il perimetro convenzionale dell’oggetto industriale. Al contrario, ha costruito un linguaggio in cui ingegneria, tradizione artigianale e cultura visiva si contaminano senza gerarchie. Il risultato sono forme che sembrano oscillare tra utensile e scultura, tra prototipo aeronautico e reperto archeologico del futuro.
La complessità produttiva dei lavori esposti rivela una dimensione spesso invisibile del design contemporaneo. Diverse sedute e chaise longue presentano decorazioni realizzate in smalto cloisonné, tecnica antichissima che Newson ha portato a una scala quasi paradossale. Per farlo ha creato un laboratorio dedicato in Cina, riattivando una tradizione che raramente viene applicata a oggetti di tali dimensioni.
Altrove, il designer affronta materiali dalla densità quasi ostile. Blocchi di marmo e pietra Azul Macaubas vengono scolpiti fino a ottenere superfici fluide, dove la massa minerale sembra perdere gravità. La pietra si comporta come materia plastica, piegata a curve che evocano la logica aerodinamica più che quella scultorea.
Persino un oggetto tecnico come la tavola da surf diventa terreno di sperimentazione. Qui Newson interviene con soluzioni ingegneristiche avanzate pensate per affrontare le onde giganti, trasformando un dispositivo sportivo in un laboratorio di materiali e aerodinamica.
IL RACCONTO DELL’ARTISTA
Le mostre spesso offrono l’opportunità di riflettere – di riconsiderare l’evoluzione del percorso creativo passato alla luce del presente. È un privilegio poter disporre di una simile piattaforma: uno spazio, in senso letterale, in cui riunire, connettere e mediare.
Questa nuova mostra a Château La Coste – in collaborazione con Gagosian, con ulteriori contributi di Gallery Kreo e di collezionisti privati – presenta una selezione trasversale di opere celebri realizzate nell’arco degli ultimi quattro decenni. Immerso nella bellezza del paesaggio, il Padiglione di Oscar Niemeyer offre il contesto immediato: uno spazio elegante, fluido e luminoso, pensato per accogliere una collezione di pezzi di design appositamente selezionati, la cui diversità riflette la mia lunga attenzione per l’artigianato, i processi, la sperimentazione e le scale dimensionali. Celebrazione della diversità estetica e materica, questa mostra mette in luce le motivazioni fondamentali del mio percorso creativo: un approccio non lineare (nel suo orientamento alla risoluzione dei problemi) che mira a sfidare le aspettative culturali.
Come l’esposizione rivela, traggo ispirazione dai processi: non solo la bellezza e la piena soddisfazione per il risultato ottenuto, ma anche le profondamente gratificanti fasi intermedie: la complessa narrazione insita in ciascun oggetto. Del resto, viaggiando e vivendo in molti Paesi, ho sviluppato la percezione del mondo come un unico luogo, interconnesso e senza confini. Il mio lavoro continua a riflettere questa filosofia – il design non è determinato geograficamente, ma parla attraverso le culture.
Come testimoniato dalle opere esposte, il materiale impiegato in ciascun lavoro resta insito nella soluzione stessa,
nella realizzazione del pezzo finale. In alcuni casi, tuttavia, come nelle mie opere in marmo puro, il materiale costituisce l’opera nella sua interezza; il processo stesso si concretizza nella forma. Come molte opere di questa mostra rivelano, da tempo mi sono interessato tanto a ciò che è assente quanto a ciò che è presente; a come la forma sia generata tanto da ciò che non c’è quanto da ciò che c’è. Un’espressione di assenza, dunque, attraversa gran parte del mio lavoro fin dagli inizi. Resto interessato agli spazi che non si vedono e a come essi plasmino la percezione di un oggetto o di un prodotto. È anche un altro modo per spingere i limiti dei materiali; per cambiare
nel tempo il modo in cui vengono percepiti.
Oltre a riunire opere già esposte in passato, sono ugualmente lieto di presentare una scultura di grandi dimensioni dei miei primi anni di attività, presentata qui per la prima volta al pubblico. Troneggiando lungo la strada d’ingresso al sito, Electra – concepita oltre tre decenni fa – offre un preludio appropriato ed evocativo alla mostra, variegata e gioiosa, che attende i visitatori.
È un vero piacere e un onore essere parte di questa splendida collaborazione: un momento appropriato, e uno spazio adeguato, per celebrare risultati nati dal dialogo attraverso confini culturali, materiali e spaziali. Nonostante le opere esposte siano esteticamente così diverse, credo sia possibile riconoscere una leggibilità – un modo di leggere, e connettere, questo ampio e stimolante corpus di lavori.
LE OPERE
L’ARTISTA

Marc Newson. Nato a Sydney nel 1963, Newson si è laureato al Sydney College of the Arts nel 1986. Grazie a una borsa di studio dell’Australian Crafts Council, ha organizzato la sua prima mostra personale, Seating for Six, presso la
galleria Roslyn Oxley9 di Sydney, all’età di appena ventitré anni. A venticinque anni aveva già realizzato la
Lockheed Lounge, una chaise longue costruita a mano, il cui nome deriva dalla somiglianza dei pannelli in
alluminio rivettato con gli aerei progettati da Lockheed Martin. Dopo aver vissuto e lavorato a Sydney, Tokyo e
Parigi, si è trasferito a Londra, dove la sua azienda, Marc Newson Limited, ha sede dal 1997.
Contemporaneamente, Newson ha inoltre ricoperto incarichi di rilievo presso aziende clienti: è stato direttore
creativo di Qantas Airways dal 2005 al 2015 e designer per progetti speciali di Apple, a partire dal 2014. Nel
2019, Marc e Sir Jonathan Ive hanno fondato il collettivo creativo LoveFrom.
INFO
MARC NEWSON
15 Marzo – 21 Giugno 2026 | Auditorium Oscar Niemeyer
Château La Coste
2750 route de la cride
13610, Le-Puy-Ste-Réparade
@chateaulacoste
@marcnewsonofficial








