“IL MIO NOME É PAOLO ROSSI” il murale di EDUARDO KOBRA dedicato al calciatore

L’associazione culturale Wallabe presenta “IL MIO NOME È PAOLO ROSSI”, un progetto che unisce arte e sport per celebrare una delle icone indiscusse del calcio italiano.

“IL MIO NOME È PAOLO ROSSI” è un ambizioso progetto di arte urbana che consiste nella realizzazione di un immenso murale dedicato a Paolo Rossi, calciatore e uomo simbolo della Nazionale Italiana, sulla Torre Everest, l’edificio più alto della città di Vicenza, emblema del boom economico degli anni Cinquanta con i suoi 17 piani e circa 60 appartamenti. Un’opera di dimensioni straordinarie, che diventerà uno dei murales più alti d’Europa.

«Voglio far capire loro [i giovani] che uno qualsiasi, uno normale, può farcela» – Paolo Rossi

Un’idea visionaria nata dalla volontà di Wallabe, realtà orientata verso l’arte, l’innovazione e l’inclusione per un nuovo modo di vivere la città. Sotto la direzione artistica di Federica Sansoni, l’associazione ha infatti scelto di raccontare una storia straordinaria, rappresentando e celebrando l’immenso legame che unisce Paolo Rossi a Vicenza, città che negli anni ha sempre dato al calciatore affetto, supporto e possibilità e che gli ha conferito la cittadinanza onoraria nel 2020.

Un amore incondizionato e assolutamente ricambiato dal campione grazie al suo modo leale, trasparente e genuino di essere sportivo, quello con cui è diventato simbolo di resilienza e riscatto, vera e propria icona per le nuove generazioni.

La commissione di “IL MIO NOME È PAOLO ROSSI” è stata affidata a uno degli street artist più noti e quotati al mondo: Eduardo Kobra. Artista brasiliano classe 1975, è famoso nel mondo per i suoi murales immediatamente riconoscibili a colpo d’occhio per i loro colori vivaci e caleidoscopici. Per lui l’arte urbana è democratica e inclusiva e il suo compito è migliorare il mondo partendo dalle vite dei cittadini. A livello iconografico trae ispirazione da vecchie fotografie, fatti storici e grandi figure del passato e del presente: da Albert Einstein a Maria Teresa di Calcutta, da Nelson Mandela a Anna Frank, da Andy Warhol a Pelè.

Non è un caso che la realizzazione del murale dedicato a una delle leggende dello sport italiano sia stata affidata a un artista brasiliano.

È infatti la naturale chiusura di un cerchio aperto 40 anni fa in occasione della famosa partita Brasile-Italia disputata ai Mondiali del 1982, durante la quale Paolo Rossi, soprannominato Pablito, giocò un ruolo decisivo nell’infliggere agli avversari una clamorosa sconfitta passata alla storia come “La tragedia di Sarrià”.

L’importanza dell’opera di Eduardo Kobra, quindi, non si limita soltanto a celebrare uno dei protagonisti del calcio mondiale, bensì rappresenta un messaggio prezioso che trascende il tempo e lo spazio: esso è un simbolo di rispetto verso l’essere umano che supera ogni tipo di differenza, nello sport come nella vita.

«Con molta emozione ho accettato la proposta di Wallabe, nella persona di Federica Sansoni, assecondata dal Comune di Vicenza, di realizzare questo murale dedicato a Paolo – racconta Federica Cappelletti, moglie di Paolo Rossi – Eduardo Kobra è un artista di riconosciuto valore artistico internazionale, le sue opere mi piacciono molto, tanto che lo scorso agosto mi sono spinta con le figlie mie e di Paolo, Maria Vittoria e Sofia Elena, in cima ad una cava di marmo a Carrara, dove l’artista brasiliano ha realizzato il bellissimo volto del David di Michelangelo. E mi fa immenso piacere pensare che l’artista abbia scelto di fare questa opera, di elevato valore simbolico ed artistico, in onore di mio marito. Che, tra le altre cose, amava molto l’arte e ne riconosceva la sua levatura. So bene che le scelte iconografiche di Kobra sono sempre ben ponderate e selettive e Paolo merita davvero la gloria dei grandi. Grazie, pertanto, a Wallabe e a Federica Sansoni per l’idea illuminata, al Comune di Vicenza e al sindaco Francesco Rucco insieme a Caterina Soprana, che come sempre hanno sposato un’iniziativa, bellissima e unica legata a Paolo Rossi. È sicuramente importante comprendere quello che questa opera rappresenterà, ovvero un riferimento per molti giovani che avranno il desiderio di realizzare il loro sogno: calcistico, sportivo o di vita che sia, e che in Paolo troveranno un’ispirazione e spinta. Un mentore, un’icona di coraggio, di determinazione, di valori, di forza e di vittoria. Grazie a nome mio, di Maria Vittoria, Sofia Elena e Alessandro».

«Dalla scomparsa del grande Paolo Rossi la città non ha mai smesso di ricordare il campione rimasto nel cuore di tutti i vicentini per le sue doti calcistiche, ma anche per la sua cordialità e il suo indimenticabile sorriso – dichiara il sindaco Francesco Rucco – Grazie all’iniziativa di Wallabe possiamo ancora una volta ricordarlo attraverso l’abilità artistica di un noto street artist, Eduardo Kobra. Inoltre, il progetto ha anche un’importante funzione, quella di riqualificare un quartiere all’avanguardia negli anni Cinquanta, epoca in cui si è sviluppato. L’iniziativa, fra l’altro, ben si inserisce in un articolato percorso di rilancio culturale della città intrapreso con la partecipazione al bando per Capitale Italiana della Cultura 2024, che è valso a Vicenza il titolo di finalista e sarà realizzato nelle sue linee essenziali nel prossimo biennio».

«Paolo Rossi ha portato il nome di Vicenza nel mondo, ne è cittadino onorario e come pochi ha amato questa città – precisa il vicesindaco e assessore allo sport Matteo Celebron – Basterebbe solo questo per ricordare Pablito. Il murale a lui dedicato rappresenta un’altra occasione di memoria, ma soprattutto un’immagine di speranza affinché qualche bambino, posando gli occhi sull’opera, possa sognare e ripercorre la carriera di un calciatore e un uomo che ha segnato in maniera indelebile la storia sportiva del nostro Paese».

«Credo che questo progetto rappresenti una grande occasione per Vicenza, grazie ad un duplice valore aggiunto – spiega Caterina Soprana, consigliere comunale, presidente della terza Commissione Sviluppo economico e attività culturali di Vicenza – Da un lato, l’iniziativa testimonia l’affetto profondo della città per Paolo e per le sue doti umane, prima ancora che sportive; dall’altro, l’indiscutibile prestigio di una firma come quella di Kobra e l’area in cui l’opera verrà realizzata, da tempo soggetta a fenomeni di degrado, concorrono a imprimere una vera e propria azione di rigenerazione urbana che coinvolgerà tutta la zona circostante, trasformandola in un nuovo polo di attrazione anche turistica».

A corredo del progetto è stato realizzato anche un video di presentazione in collaborazione col regista Ivo Romagnoli (FILM IN’TUSCANY), che promuove così il docufilm prodotto nel 2019 “Paolo Rossi – A champion is a dreamer who never gives up”e che ha coinvolto a suo tempo in prima persona il calciatore.

Wallabe, inoltre, lancia sulla piattaforma internazionale Ululeal link https://it.ulule.com/il-mio-nome-e-paolo-rossi/ una campagna di crowdfunding per sostenere parte dei costi di realizzazione dell’opera. L’iniziativa è stata pensata per rendere il progetto inclusivo e partecipativo, e per coinvolgere in prima persona non solo i cittadini di Vicenza, ma anche gli amanti dell’arte di Eduardo Kobra, dello sport e tutti i tifosi che Paolo Rossi ha emozionato nel corso della sua carriera, in modo che possano diventare essi stessi, insieme a Wallabe, autori della storia raccontata.

L’illustrazione ufficiale per illancio de “IL MIO NOME È PAOLO ROSSI” è stata invece affidata ad Ale Giorgini, designer e illustratore vicentino di fama internazionale che con orgoglio ha sposato l’iniziativa, e verrà tradotta in stampe e t-shirt dedicate, in limited edition, con cui verranno ricompensati coloro che sosterranno, attraverso il crowfunding, la realizzazione del murale.

Wallabe è un’associazione culturale senza scopo di lucro, con sede a Rovigo, nata dall’idea di far convergere arte, cultura, educazione ambientale e musica per la realizzazione di progetti culturali e creativi di natura multidisciplinare, volti alla riqualificazione di aree urbane e al coinvolgimento delle comunità locali.

Un gruppo di creativi e designer uniti da una grande passione per l’arte in tutte le sue forme.

L’obiettivo di Wallabe è quello di far narrare le città attraverso il linguaggio dell’arte e trasformare i propri progetti in momenti di riflessione, di condivisione e di connessione tra i diversi portatori di interesse di uno spazio vissuto da tutti (la città) spesso non consapevoli dell’importanza dei gesti di ogni giorno.

GLI ARTISTI

Eduardo Kobra – Nato nel 1975 a Jardim Martinica, un quartiere povero nel sud di San Paolo, l’artista Eduardo Kobra è diventato oggi uno dei muralisti più riconosciuti, con opere in 5 continenti. Ha iniziato a disegnare sui muri durante la sua adolescenza. Negli anni ’90, ha lavorato alla creazione di poster, alla pittura di scenari giocattolo e alla creazione di immagini decorative per eventi in quello che era il più grande parco divertimenti del Brasile. La sua arte urbana ha iniziato a guadagnare visibilità nel decennio successivo. Nel 2007, è apparso in primo piano sui media per la prima volta a grazie al progetto “Muro das Memórias”, in cui si è immersi nell’universo di vecchie foto di San Paolo, e ha iniziato a riprodurle per le strade in tonalità seppia o in bianco e nero. Questo progetto ha finito per diventare un marchio, l’embrione di gran parte di ciò che doveva venire dopo.

Il suo primo murale fuori dal Brasile è stato realizzato a Lione, in Francia, nel 2011. Da allora, ha dipinto in diversi paesi intorno al mondo, come Spagna, Italia, Norvegia, Inghilterra, Malawi, India, Giappone, Emirati Arabi Uniti, oltre a diverse città del Nord America.

In occasione delle Olimpiadi di Rio nel 2016 ha realizzato quello che è diventato il murale di graffiti più alto del mondo: “Etnias”, con i suoi 2500 metri quadrati. È stato Kobra stesso a superare questo record nel 2017, realizzando un’opera di 5742 metri quadrati in onore del cioccolato ai margini dell’autostrada Castello Branco, nella regione metropolitana di San Paolo.

Attualmente vive a San Paolo, dove si trova anche il suo studio.

Ale Giorgini è un illustratore e designer italiano. Ha collaborato con brand come Armani, Adidas, Amazon, Barilla, Enel, Jeep, Puma, Martini, Disney, Warner Bros e ha pubblicato le sue illustrazioni su The Hollywood Reporter, Boston Globe, Chicago Magazine, Le Monde, The Official Ferrari Magazine, Il Sole 24 Ore, Il Corriere della Sera. Ha partecipato a mostre ed eventi in tutto il mondo: da Tokyo a New York, Zurigo, Vienna, Parigi, San Francisco, Los Angeles, Melbourne, Londra, Montreal. Ha vinto il Good Design Award del Chicago Museum of Design (2017) ed è stato selezionato per l’annual della Society of Illustrators di New York (2015, 2017). Nel 2017 ha fondato Magnifico, agenzia che rappresenta il lavoro di alcuni dei più importanti illustratori italiani.


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