Presencias 38, 2023 tecnica mista e disegno a grafite su carta 220 x 133,5 cm Foto ยฉ Fabio Mantegna

FABIO AMAYA Presenze / Presencias alla Fondazione Mudima di Milano

Allaย Fondazione Mudimaย ha inaugurato la mostra personale diย Fabio Amayaย Presenze / Presenciasย a cura di Davide Di Maggio.

Fabio Amaya รจ un artista colombiano, un intellettuale poliedrico, romanziere, saggista, docente universitario che disegna e dipinge da sempre. รˆ stato professore ordinario di Lingue e letterature ispano-americane allโ€™Universitร  degli Studi di Bergamo, e ha casa e studio a Milano.

Figurativi sono i suoi disegni eseguiti a grafite e solventi su carta. Disegni espressionisti e a volte drammatici, in grande misura dedicati allโ€™autoritratto, in una ricerca quasi spasmodica, ossessiva di sรฉ, della propria identitร . Le tele, quasi sempre di grandi dimensioni, sembrano pittura astratta, appassionata e bella, che fa come da velario alla presenza, non immediatamente percepibile e identificabile, di un corpo umano statuario, nellโ€™immobilitร  della sua inquietante presenza, quando femminile; espressionista e quasi sempre dolorosamente urlante, quando maschile.

Una pittura forte, sensuale, caotica e cosmica nella sua formalizzazione. Una pittura libera, che si fa sipario fisicamente palpabile tra conscio e inconscio. Con il passare del tempo il caos e lโ€™anarchia, che per alcuni decenni facevano bella mostra di sรฉ, nelle carte dellโ€™ultimo periodo si ritrovano come traccia, allโ€™interno di spazi pittoricamente astratti, concettualmente metafisici, come un elemento che appare non piรน inquietante ma quasi silenzioso.

In Presenze, che rappresenta il nucleo della sua nuova mostra, Amaya propone un altro modello di prospettiva. Si tratta di una scoperta. Non solo una prospettiva architettonica, ma una prospettiva mentale. Lโ€™artista colombiano, ribaltando lo scritto di Roland Barthes, โ€œsenza dubbio lโ€™immagine non รจ il reale; ma ne รจ quanto meno lโ€™analogo perfettoโ€, dove egli intende un potente sussulto di liberazione, agisce applicando leggi proprie che gli permettono di superare la visione che lโ€™arte e la societร  impongono, le stesse leggi che sono state utilizzate dai pittori del Rinascimento quando hanno iniziato a dipingere adottando le regole della prospettiva e
della luce, perchรฉ anche lโ€™arte รจ prospettiva e luce.

Quello di Amaya รจ un vero punto di fuga, ma non per sfuggire alla realtร , bensรฌ per introdursi e introdurci in un altro spazio, metafisico e vitale, allargando un varco che normalmente sembrava precluso. I suoi interni architettonici sono velati di colori caldi e freddi, la pittura รจ โ€œmagraโ€, compatta, le campiture sono larghe e piatte come ponti senza parapetto, e ci riportano al Den Raum beleben (Friedrich Ratzel, 1876), modificando non solo la percezione dello spazio fisico visibile, ma soprattutto quello mentale, quella nicchia esistenziale che ognuno di noi si costruisce nellโ€™ambiente per cercare pace e serenitร .

Lo spettatore inizia il suo viaggio con un salto nel vuoto attraverso forme create come architetture della visione, ed รจ condotto in una dimensione differente dal reale percepito, in unโ€™atmosfera di solitudine, di assenza che dovremo imparare ad accettare, perchรฉ parte del nostro essere รจ la solitudine del cittadino globale. Le sue opere in mostra trasmettono prospettive immaginarie che portano lontano, coerentemente alla sua vocazione di dare consistenza allo spazio attraverso forme prima programmate e poi visualizzate. Sono opere-specchio che riflettono una filosofia del vedere, che scandiscono i luoghi in maniera ritmica.

In questa mostra la carta รจ il luogo dโ€™elezione dellโ€™artista, il luogo in cui si misura la ricchezza e la novitร  dellโ€™ispirazione dellโ€™artista stesso. Le opere si rivelano come unโ€™incomparabile testimonianza della sua fertile immaginazione e del suo duro lavoro, uno spaccato delle infinite possibilitร  offerte da una tecnica antica che, anche in questa occasione, non manca di rivelare la sua attualitร . Con questa nuova serie di quadri Fabio Amaya dimostra ancora una volta al mondo di essere, come avrebbe detto Giorgio de Chirico, โ€œpictor optimusโ€.

INFO

FABIO AMAYA
Presenze / Presencias
a cura di Davide Di Maggio
FONDAZIONE MUDIMA
Via Tadino 26 – 20124 Milano

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