Giuseppe Pietroniro, Disegno, 2024, matita su carta cotone, 20 x 9 cm, Courtesy Archivio Pietroniro

“… dove tu stai, anche io sarò” di Giuseppe Pietroniro da LABS Contemporary Art di Bologna

LABS Contemporary Art ha inaugurato “…dove tu stai, anche io sarò”, la prima mostra personale di Giuseppe Pietroniro negli spazi della galleria bolognese.

Giuseppe Pietroniro, Modulo Pinto, 2021, acrilico industriale su tela, 190 x 190 cm, Courtesy Collezione Cianfoni, ph Roberto Apa

Curata da Giuliana Benassi, l’esposizione presenta un corpus di opere inedite concepite come un unico intervento site-specific: un dispositivo corale che assume lo spazio come materia narrativa e come campo di tensione percettiva.

La ricerca di Pietroniro si distingue da oltre trent’anni come una pratica di continua riconfigurazione dello spazio e di sistematica messa in crisi delle coordinate prospettiche tradizionali. Fin dagli anni Novanta, l’artista attraversa fotografia, disegno, installazione e scultura non come linguaggi autonomi, ma come strumenti di un’indagine coerente sulle condizioni della visione e sulle architetture mentali che la sostengono. Il suo lavoro procede per slittamenti, per micro-spostamenti capaci di produrre effetti destabilizzanti, alterando la percezione ordinaria dell’ambiente.

In …dove tu stai, anche io sarò, Pietroniro affronta lo spazio della galleria come un testo aperto, un contesto narrativo in cui spazio scenico e spazio scritturale si sovrappongono. Le pareti diventano superfici di iscrizione, fogli ingranditi sui quali la grafite traccia linee sottili e discontinue, affidando al disegno il compito di suggerire una trama possibile, mai definitivamente risolta. Tutti in uno (2026) si impone come un disegno ambientale di larga scala, uno sfondamento percettivo che incrina la stabilità delle coordinate architettoniche e invita lo sguardo a misurarsi con una costruzione spaziale volutamente ambigua.

In controcampo, i disegni su carta cotone agiscono come una sorta di “fotocopia manuale” di collage precedenti. Pietroniro ricompone ambienti surreali e incoerenti, eppure perfettamente plausibili all’interno della logica dell’opera. Qui emerge con chiarezza il suo interesse per un uso quasi archeologico dell’immagine: stratificazioni, giustapposizioni, frammenti che non si ricompongono mai in un’unità pacificata, ma restano in tensione, sospesi tra riconoscibilità e spaesamento.

Questa dispersione delle traiettorie spaziali trova un’ulteriore declinazione nelle opere pittoriche Modulo pinto (2026), dove le campiture cromatiche seguono partiture geometriche solo apparentemente stabili. Il colore non ordina lo spazio, lo rende instabile, alludendo a possibili ambienti sghembi, a scenari che oscillano tra progetto e rovina. In questo scarto prospettico si concentra il nucleo concettuale della mostra: una tensione irrisolta tra utopia e distopia, tra costruzione e disfacimento.

Ad abitare questi ambienti asettici compaiono, quasi in sordina, accenni di presenza. Nelle opere Anvil (2026) e Codirosso (2026), l’elemento figurativo si fa improvvisamente carnale: una farfalla e un uccellino imbalsamato introducono una dimensione simbolica che parla di fragilità e, insieme, di resilienza. Figure minime, ma cariche di tensione, che evocano un volo possibile e al tempo stesso negato, intensificando il senso di precarietà percettiva su cui l’intera mostra si fonda.

A cucire idealmente il percorso espositivo è il testo firmato dalla curatrice, che attraversa lo spazio come un controcanto silenzioso. Un estratto da Sibillina, raccolta di racconti che agisce come meta-testo, apre ulteriori livelli di lettura e suggerisce nuovi scorci interpretativi. Il testo non spiega né guida, ma amplifica l’ambiguità dell’esperienza, invitando ciascun visitatore a proiettare le proprie ipotesi e i propri punti di vista.

…dove tu stai, anche io sarò si configura così come una messa in scena unitaria, in cui opere di materiali e proporzioni differenti partecipano a un unico gioco percettivo. Gli interventi, come attori di una drammaturgia rarefatta, danno forma a visioni ubique, attraversate da seduzioni prospettiche e fragilità contrastanti. Una mostra che non chiede di essere semplicemente osservata, ma abitata, letta e continuamente riscritta nello spazio instabile che separa ciò che vediamo da ciò che crediamo di vedere.

L’ARTISTA

Giuseppe Pietroniro (Toronto, 1968), vive e lavora a Roma.Si diploma all’Accademia di Belle Arti di Roma. La sua ricerca artistica prende le mosse da un’analisi concettuale della realtà. Attraverso la fotografia, il disegno e l’installazione, indaga il reale come forma di illusione, descrivendolo esteticamente in termini concettuali attraverso la sua rappresentazione o mediante giochi architettonici e prospettici, capaci di creare spazi e forme che dilatano la percezione.Ha esposto in numerose mostre collettive e personali, in Italia e all’estero

INFO

…dove tu stai, anche io sarò.
Giuseppe Pietroniro
A cura di Giuliana Benassi
24 gennaio – 1 aprile 2026
Opening 24 gennaio, h 17-21
Labs Contemporary Art
Via Santo Stefano 38, Bologna


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