“Andrea Bolognino. Cecità, accecamento, oltraggio” a cura di Sylvain Bellenger al Museo e Real Bosco di Capodimonte

Per il settimo appuntamento con il ciclo di mostre-focus Incontri Sensibili, il Museo e Real Bosco di Capodimonte presenta il progetto espositivo di Andrea Bolognino, i cui disegni sono posti in dialogo con uno dei capolavori più noti della collezione, la Parabola dei ciechi (1568) di Pieter Brueghel il Vecchio.

La mostra Cecità, accecamento, oltraggio propone fin dal titolo una stretta relazione con l’enigmatico dipinto del maestro fiammingo. Ne derivano tre temi che Bolognino ha riunito sotto una più ampia riflessione sul rapporto tra arte e scienza: la simulazione della rappresentazione scientifica, con l’inserimento di schemi e grafici, la simulazione del disturbo della visione, attraverso un disegno abbreviato e oscuro, l’ipervisione, effetto degli sviluppi tecnologici contemporanei. In mostra sono esposti 24 disegni (tra cui un trittico composto da tre fogli) in cui l’artista concilia disegno oggettivo e soggettivo per evidenziare la relazione tra rappresentazione artistica e conoscenze scientifiche. Alcune delle opere, realizzate su carta a matita, carboncino, pastello, acquerello e acrilico diluito, sono disposte su basi inclinate, in continuità con la logica espositiva del Gabinetto dei disegni, del quale è presente a Capodimonte un esempio tra i più ricchi e prestigiosi in Italia. Infine, il grande trittico che completa l’allestimento è dedicato all’accecamento inteso come caduta fisica e simbolica, del quale l’artista coglie le diverse fasi: abbandono, percezione della caduta, tentativo di rialzarsi.

Nel video presente in mostra, Bolognino illustra così il suo lavoro: “Tutte le volte che sto per iniziare un nuovo progetto, parto sempre dalla creazione di un archivio di immagini. Mi servo del computer, della ricerca di immagini, per sviluppare una sorta di archivio digitale di riferimenti. Da questo archivio di immagini, parto poi nella costruzione del mio immaginario. Questa costruzione non può prescindere dal “fare”. La mano diventa a quel punto uno strumento che, andando a braccetto con l’occhio, costruisce un panorama, un paesaggio di figure, segni e livelli che dialogano tra di loro e costantemente si sovrappongono e si confondono. Questa tecnica mi permette di donare quella sensazione di movimento che nelle mie immagini è cosi presente”.

Poi relativamente a questa mostra dice: “Cecità, accecamento e oltraggio: questi sono i temi su cui ho lavorato per lo sviluppo di questa mostra. Il tema della cecità fa parte della mia ricerca artistica ormai da molto tempo. Intendo infatti il disegno, come un tuffo nell’invisibilità. Un cercare di tracciare un sentiero all’interno di una caverna buia. L’accecamento invece si riferisce ad un graduale processo di perdita della vista. Mi sono interrogato infatti, sulle diverse e numerose problematiche della vista umana e ho cercato di sviluppare, a partire da quelle, una nuova visione che potesse comprenderle, traducendole nella forma del disegno. Il termine oltraggio, in passato, indicava semplicemente un eccesso di azione, un andare oltre qualcosa, e lo troviamo con quest’accezione anche in Dante, come eccesso di visione, come luce che acceca. Dal mio punto di vista l’eccesso di visione proviene invece dalla sovrabbondanza di immagini e di sguardi a cui siamo costantemente esposti e sottoposti. Ho provato quindi a mettere insieme quest’oltraggio della visione con la tematica della cecità”.

“Con questa mostra mettiamo a confronto un grande maestro del passato come Brueghel e un giovane artista napoletano come Bolognino e mettiamo a confronto due diversi linguaggi artistici: la pittura e il disegno contemporaneo. Il rapporto tra arte e scienza rimane comune nella favola di Bruegel e nella ricerca di Andrea Bolognino. Lo sguardo, la vista, l’occhio sono da sempre un tema centrale delle arti visive. La mostra ‘Cecità, accecamento, oltraggio’, interpreta profondamente il format “Incontri sensibili”, ponendo in dialogo la contemporaneità e la collezione storica di Capodimonte” afferma il direttore del Museo e Real Bosco di Capodimonte Sylvain Bellenger.

Il progetto di allestimento della mostra è di Lucio Turchetta, la progettazione grafica di Francesco Giordano.

L’ARTISTA

Andrea Bolognino (Napoli, 1991) ha studiato pittura presso le Accademie di Belle Arti di Napoli e Weissensee (Berlino). Dal 2011 a oggi ha partecipato a numerose mostre collettive, in Italia e all’estero tra cui There is no Time to Enjoy the Sun presso la Fondazione Morra Greco e Open Systems curata da Giulietta (Basel) e ospitata al Museo Hermann Nitsch (Napoli). Il disegno è da sempre al centro della sua ricerca artistica, facendo da punto di partenza per lo sviluppo di progetti di ampio respiro che comprendono anche la scultura e la scenografia, come per le produzioni del Teatro Bellini e della Biennale Danza. Dal 2015 al 2019 ha organizzato con il collettivo Phonurgia il festival di musica contemporanea La Digestion, curandone al contempo i contenuti visivi.

Il disegno contemporaneo

ll disegno è stato a lungo considerato da Giorgio Vasari (Arezzo 1511–Firenze 1574) in poi come una forma d’arte legata alla pittura, alla scultura o all’architettura. Occorreva essere un buon disegnatore prima di arrivare a essere un buon pittore. Nei primi decenni del XVIII secolo il disegno, e in particolare l’acquerello e il lavis (tecnica a inchiostro e acqua), utilizzati da Alexander Cozens (San Pietroburgo 1717-Londra 1786) e William Blake (Londra 1757-1827), William Turner (Londra 1775-1851), hanno consentito effetti audaci nella composizione, diventato un’arte a sé. Nel 1805 fu fondata a Londra la prima Società dei “Painters in Water Colours” (Pittori ad acquarello) che accoglieva tutte le tecniche su carta. In Francia, Victor Hugo (Besançon 1802 – Parigi 1885) e Odilon Redon (Bordeaux 1840 – Parigi 1916) sperimentarono sulla carta un’astrazione figurativa, confondendo le regole delle categorie artistiche con una libertà che anticipava i pittori europei d’Avanguardia. A partire dal primo Novecento, il disegno fu ritenuto un territorio di innovazione e non più solo uno strumento rapido al servizio degli artisti per registrare e appuntare idee e impressioni, per organizzare lo spazio e le figure delle opere che si apprestavano a comporre. Con la libertà espressiva diffusa dalle Avanguardie, in particolare dal Cubismo, il disegno, anche su tela, sperimentato da Pablo Picasso, Henri Matisse, Alberto Giacometti, Cy Twombly, ha ampliato il campo di indagine delle arti visive, entro cui sondare le profondità dell’animo umano e gli automatismi della psiche, rivelare immagini inafferrabili allontanandosi dalla rappresentazione mimetica della realtà, introdurre inedite organizzazioni compositive e spaziali attraverso linee, segni, masse, macchie, chiaroscuri, volumi. Oggi, il disegno non è più considerato una pratica supplementare e valica i confini delle tecniche – tra le varie, matita, china, gesso, inchiostro, pastello, acquerello, collage – e dei supporti con l’adozione di materiali eterogenei, assumendo forme e dimensioni inaspettate, dalle installazioni ambientali fino alle più avanzate applicazioni digitali. Sempre più numerose sono le manifestazioni, tra mostre, progetti espositivi e fiere, presentate da istituzioni museali, fondazioni, gallerie e centri di ricerca, che di recente hanno puntato l’attenzione sulla vitalità del disegno contemporaneo, valorizzandone la specificità e promuovendone la diffusione.

Visite con l’artista

Domenica 30 gennaio 2022, ore 12.00
Domenica 20 febbraio 2022, ore 12.00
Domenica 13 marzo 2022, ore 12.00

INFO

“Andrea Bolognino. Cecità, accecamento, oltraggio”
a cura di Sylvain Bellenger
con l’assistenza di Luciana Berti e l’assistenza tecnica di Francesca Dal Lago
nell’ambito del ciclo di mostre-focus “Incontri sensibili”
Museo e Real Bosco di Capodimonte, Napoli
Dal 13 gennaio – 15 marzo 2022

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