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Biennale Arte 2026 al via il 9 maggio nel segno di Koyo

La 61. Esposizione Internazionale d’Arte della Biennale di Venezia apre al pubblico dal 9 maggio al 22 novembre 2026 con In Minor Keys, il progetto curatoriale concepito da Koyo Kouoh prima della sua scomparsa, avvenuta nel maggio 2025.

Una mostra che è un testamento portato a compimento nel segno della continuità, senza interventi correttivi, come dichiarazione di fiducia in una visione già compiuta.

PMO2020_K.Kouoh_2_1200px ©Mehdi Benkler, BAK

La decisione della Biennale, condivisa con la famiglia della curatrice, si traduce in un gesto preciso: preservare l’impianto teorico e operativo elaborato da Kouoh. Nominata direttrice artistica del Settore Arti Visive nel novembre 2024, aveva già definito ogni aspetto della mostra, dagli artisti all’identità grafica, fino all’architettura degli spazi.

Il titolo, In Minor Keys, suggerisce fin da subito un cambio di registro. Niente enfasi spettacolare, piuttosto una tonalità più intima, stratificata. La mostra si sviluppa tra Giardini, Arsenale e numerosi luoghi della città, coinvolgendo 110 partecipanti tra artisti, collettivi e organizzazioni provenienti da contesti geografici eterogenei. Non una mappa rappresentativa, ma una rete di relazioni costruita nel tempo, secondo affinità e convergenze.

A restituire oggi le linee del progetto è stato il team scelto da Kouoh – Gabe Beckhurst Feijoo, Marie Hélène Pereira, Rasha Salti, Siddhartha Mitter e Rory Tsapayi – che ha lavorato alla realizzazione della mostra dopo la sua scomparsa. Centrale, nel racconto, l’esperienza condivisa a Dakar nell’aprile 2025, presso RAW Material Company, centro fondato dalla curatrice. Un momento fondativo, in cui sono emersi i temi portanti dell’esposizione: incantamento, fecondità, pratiche collettive.

LA STRUTTURA

La struttura della mostra evita una suddivisione tradizionale. Kouoh costruisce un sistema di “motivi” piuttosto che sezioni. Tra questi, “Are” (shrines), le processioni, le scuole, le oasi. Elementi che funzionano come traiettorie più che come categorie.

“Are” introduce un omaggio a Issa Samb e Beverly Buchanan, due figure centrali per la curatrice. Non una retrospettiva, ma una presenza attiva. Le loro pratiche, lontane da ogni monumentalità, diventano dispositivi per ripensare il ruolo dell’opera.

Il motivo della processione attraversa invece l’intero impianto espositivo. Ispirato ai contesti afroatlantici, invita il pubblico a partecipare, a muoversi nello spazio. L’esperienza si fa dinamica, non più frontale. In questa dimensione, molte opere intervengono sugli archivi e sulle narrazioni dominanti, introducendo letture alternative.

Le “Scuole” rappresentano un altro asse fondamentale. Non istituzioni formali, ma spazi di apprendimento condiviso, radicati nei territori e allo stesso tempo connessi su scala globale. Un modello che mette in discussione le logiche di mercato e riafferma una funzione sociale dell’arte.

Tra i temi ricorrenti, anche quello del riposo. Giardini, cortili, ambienti immersivi diventano luoghi di sospensione. La mostra introduce una pausa nel ritmo espositivo, aprendo alla contemplazione e all’ascolto.

I riferimenti letterari, da Toni Morrison a Gabriel García Márquez, accompagnano il percorso senza appesantirlo. Più che citazioni, suggestioni che orientano lo sguardo verso una dimensione in cui reale e immaginario si intrecciano.

IL PROGETTO DI ALLESTIMENTO

All’inizio del 2025, Koyo ha affidato a Wolff Architects (Città del Capo) il progetto di allestimento di In Minor Keys, invitando lo studio a lavorare sul potenziale trasformativo della soglia come apertura verso forme alternative di conoscenza ed esperienza. Ne è scaturita un’architettura generosa verso l’universo di ciascun artista, attenta alla dimensione sensoriale del passaggio tra costellazioni di pratiche: nel Padiglione Centrale ai Giardini e all’Arsenale, grandi
banner color indaco sospesi dalle travi fino a sfiorare il pavimento segnano le soglie, preparando i sensi al disvelamento di un ambiente e al transito verso il successivo.

PARTECIPAZIONI NAZIONALI

La Mostra sarà affiancata da 100 Partecipazioni Nazionali negli storici Padiglioni ai Giardini (29), all’Arsenale (25) e nel centro storico di Venezia (46). Sono 7 i Paesi presenti per la prima volta alla Biennale Arte: Repubblica di Guinea, Repubblica di Guinea Equatoriale, Repubblica di Nauru, Qatar, Repubblica di Sierra Leone, Repubblica Federale di Somalia, Repubblica Socialista del Vietnam.
Partecipa per la prima volta con un proprio padiglione El Salvador.
Il Padiglione Italia alle Tese delle Vergini in Arsenale, sostenuto e promosso dalla Direzione Generale Creatività Contemporanea del Ministero della Cultura, è a cura di Cecilia Canziani, con il progetto Con te con tutto dell’artista Chiara Camoni.
Il Padiglione della Santa Sede, promosso dal Prefetto del Dicastero per la Cultura e l’Educazione della Santa Sede, Cardinale José Tolentino de Mendonça, avrà luogo nel Complesso di Santa Maria Ausiliatrice e nel Giardino Mistico dei Carmelitani Scalzi. La mostra ha come titolo L’orecchio è l’occhio dell’anima ed è a cura di Hans Ulrich Obrist e Ben Vickers.
Il Comune di Venezia partecipa con un proprio Padiglione, il Padiglione Venezia, ai Giardini di Sant’Elena. (Comunicato allegato)

EVENTI COLLATERALI

I 31 Eventi Collaterali approvati dal Curatore e promossi da enti e istituzioni pubbliche e private senza fini di lucro, sono organizzati in numerose sedi della città di Venezia e propongono un’ampia offerta di contributi e partecipazioni che arricchiscono il pluralismo di voci che caratterizza la Mostra.

PROGETTI SPECIALI realizzati dalla Biennale di Venezia

Polveriera austriaca, Forte Marghera, Mestre
A Forte Marghera, Temitayo Ogunbiyi, Uriel Orlow e Fabrice Aragno portano in terraferma i motivi concettuali di In Minor Keys attraverso progetti che invitano al movimento libero, al gioco, all’interazione, al riposo. All’esterno, la scultura ondulata di Ogunbiyi si estende sul prato antistante la Polveriera come uno spazio da abitare, pensato per accogliere il corpo e favorire la contemplazione. Le mappe botaniche di Orlow rileggono la mostra attraverso il prisma del mondo vegetale, mentre all’interno dell’edificio, Aragno propone una reinterpretazione radicale di The Image Book di Jean-Luc Godard, espandendo l’immagine in movimento nello spazio tridimensionale.

Padiglione delle Arti Applicate, Arsenale, Sale d’Armi
Gala Porras-Kim è l’artista scelta da Koyo Kouoh per il Padiglione Arti delle Applicate all’Arsenale, realizzato in collaborazione con il Victoria and Albert Museum di Londra. L’artista, partecipante fuori concorso, esplora il rapporto complesso tra artefatti culturali, pratiche museali e convenzioni istituzionali che ne classificano e narrano il ruolo nella storia. Il progetto include disegni, sculture e video che restituiscono un interesse per le pratiche di conservazione e le procedure usate da diversi operatori del campo museale, tra cui conservatori e curatori, per definire il significato e la funzione degli artefatti culturali. Il lavoro condivide così lo sguardo obliquo che la mostra rivolge all’archivio.

BIENNALE SESSIONS, il progetto per le Università

In occasione della 61. Esposizione Internazionale d’Arte, La Biennale di Venezia conferma il progetto speciale Biennale Sessions, dedicato a Università, Accademie di Belle Arti e Istituti di Formazione Superiore e Ricerca. L’iniziativa riconosce l’Esposizione d’Arte come uno spazio privilegiato per sviluppare percorsi didattici e momenti di approfondimento, offrendo a queste istituzioni condizioni agevolate per integrare la visita nella propria programmazione formativa. Il progetto facilita l’organizzazione di soggiorni di tre giorni per gruppi di almeno 50 partecipanti tra studenti e docenti, mettendo a disposizione sedi espositive per seminari a titolo gratuito e fornendo supporto nella pianificazione del viaggio e della permanenza. Al progetto hanno già aderito ad oggi 62 realtà, tra Istituzioni e programmi di formazione superiore provenienti da 20 Paesi, 27 dall’Italia e 35 dall’estero (di cui 25 europee e 10 extra-europee).

EDUCATIONAL

La Biennale, nel corso dell’ultimo decennio, ha dato crescente importanza all’attività formativa, sviluppando un forte impegno nelle attività cosiddette “Educational” verso il pubblico delle Mostre, le università, i giovani e i ragazzi delle scuole di ogni ordine e grado. Con le due ultime grandi Mostre – la Biennale Arte 2024 e la Biennale Architettura 2025 – sono stati complessivamente 132.996 i soggetti coinvolti, di cui 69.529 i giovani partecipanti alle attività Educational. Anche per il 2026 è prevista una vasta offerta che si rivolge a singoli e gruppi di studenti, bambini, adulti, famiglie, professionisti, aziende e università. Tutte le iniziative sono condotte da operatori selezionati e formati dalla Biennale e puntano sul coinvolgimento attivo dei partecipanti. Si suddividono in macro categorie: Percorsi Guidati, Attività di Laboratorio e Iniziative Interattive, tour che possono abbinare al percorso di visita una parte laboratoriale, che può essere svolta negli spazi preposti o direttamente nel percorso espositivo

INFO

La Biennale di Venezia
61esima Esposizione Internazionale d’Arte
In Minor Keys di Koyo Kouoh
Venezia (Giardini e Arsenale) 9 maggio – 22 novembre 2026

Sito web ufficiale: www.labiennale.org
Hashtag ufficiali: #BiennaleArte2026 #InMinorKeys
Facebook: La Biennale di Venezia |X: @la_Biennale | Instagram: @labiennale | YouTube: BiennaleChannel

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