In occasione della 61. Esposizione Internazionale d’Arte, la città di Venezia si riconferma teatro di una riflessione estetica che travalica i confini della mera rappresentazione per farsi indagine ontologica, grazie alla mostra Hybrids. Leandro Erlich al Negozio Olivetti.

Questo Evento Collaterale della Biennale Arte 2026, curato da Marcello Dantas e presentato dall’Associazione Arte Continua, instaura un dialogo profondo e quasi simbiotico con uno dei vertici dell’architettura novecentesca: il Negozio Olivetti in Piazza San Marco. L’edificio, capolavoro di Carlo Scarpa e affidato da Generali Italia alle cure del FAI – Fondo per l’Ambiente Italiano ETS, funge da catalizzatore semantico per l’opera di Erlich, trasformando il rigore materico del ferro, del marmo e del legno in un ecosistema pronto ad accogliere la mutazione e l’imprevedibilità del contemporaneo, in un esercizio di tutela e valorizzazione che fonde la memoria storica con la proiezione futura. Il percorso espositivo, frutto di una stretta collaborazione tra il FAI e Galleria Continua, si snoda fino al 22 novembre 2026 attraverso circa venti sculture dell’artista argentino, tra cui diverse opere inedite che sembrano emergere direttamente dalle pieghe architettoniche dello spazio architettonico.
Erlich proietta il visitatore in una dimensione di straniamento dove la logica biologica viene sovvertita per dare vita a organismi impossibili, ma che conservano una familiarità inquietante e magnetica. Si assiste così a una metamorfosi continua della forma: farfalle le cui ali mutano in orecchie pronte a captare le vibrazioni dell’ambiente, cavoli che si ergono con la maestosità e la complessità di strutture architettoniche, coralli che si espandono fino a ricalcare le planimetrie di metropoli sottomarine e alberi che, in un ultimo slancio antropomorfico, terminano in piedi umani, suggerendo una riconnessione radicale tra la specie e il suolo che la sostiene. Questi ibridi non devono tuttavia essere interpretati come semplici capricci visivi o esercizi di surrealismo contemporaneo, poiché sottintendono una tesi filosofica più densa che riguarda la funzione stessa del fare artistico nel XXI secolo. Attraverso l’opera di Erlich, l’arte smette di essere un accessorio o un ornamento della realtà per assumere il ruolo di forza generatrice primaria, operando sulla stessa frequenza dei processi evolutivi, geologici e geochimici che hanno plasmato la Terra nel corso dei millenni. In questa visione, l’artista diventa un agente della creazione continua, colui che manipola la materia per rivelare le possibilità inespresse dell’esistente, dimostrando che l’immaginazione non è altro che un’estensione delle leggi naturali.
L’esposizione suggerisce così un invito a percepire il mondo non come un dato immutabile, ma come un processo fluido e metamorfico in cui la bellezza risiede proprio nella capacità di ibridarsi e di trasformarsi incessantemente, riflettendo la complessità di un pianeta in cui uomo, natura e artificio sono destinati a convergere in nuove e impreviste configurazioni.
L’ARTISTA
Artista contemporaneo argentino di fama mondiale, Leandro Erlich realizza opere che utilizzano illusioni ottiche ed effetti sonori per scuotere le nostre nozioni di senso comune. Sebbene ciò che il pubblico vede possa sembrare a prima vista familiare, dalle grandi installazioni ai video, a un esame più attento si rivela una sorprendente e inquietante deviazione dal solito, sotto forma, ad esempio, di una barca che galleggia in assenza di acqua o di persone attaccate al muro in varie pose.
Nato in Argentina nel 1973. Vive e lavora tra Parigi, Buenos Aires e Montevideo.
Le sue mostre hanno in tempi recenti battuto ogni record di ingresso, indipendentemente dalla geografia o il tipo di istituzione: dal MORI Art Museum (Tokyo, 2017) che ha attirato più di 600.000 visitatori, all’HOW Art Museum (Shanghai, 2018), fino a Liminal, la grande mostra antologica al MALBA (Buenos Aires) vista da più di 300.000 persone; in occasione di The Confines of The Great Void al CAFAM (Central Academy of Fine Arts, Pechino), il principale museo cinese, Erlich è diventato il primo artista non cinese a occupare l’intero spazio espositivo fino alla retrospettiva attualmente in tournée in Brasile (CCBB Belo Horizonte, Rio de Janeiro,
San Paolo). Nel dicembre 2022, una nuova versione di Liminal, prima mostra antologica negli Stati Uniti, è stata inaugurata al PAMM di Miami, dove sarà esposta fino al settembre 2023.
Erlich ha iniziato la sua carriera professionale a 18 anni con una mostra personale presso il Centro Cultural Recoleta di Buenos Aires e, dopo aver ricevuto diverse borse di studio (El Fondo Nacional de las Artes, Fundación Antorchas), ha proseguito gli studi al Core Program, una residenza per artisti a Houston (Glassell School of Art, 1998) dove ha sviluppato le celebri opere Swimming Pool e Living Room. Nel 2000 ha partecipato alla Biennale di Whitney con Rain e nel 2001 ha rappresentato l’Argentina alla 49° Biennale di Venezia con Swimming Pool, un’opera emblematica che fa parte della collezione permanente del 21st Century Museum of Art di Kanazawa (Giappone) e del Voorlinden Museum (Paesi Bassi).
Erlich è stato insignito di numerosi premi critici di livello internazionale, tra cui Il Roy Neuberger Exhibition Award (NY, 2017), la Nomination per il Prix Marcel Duchamp (Parigi, 2006), il Premio UNESCO (Istanbul, 2001), il Premio Leonardo (Museo Nacional de Bellas Artes, Buenos Aires, 2000), il Fondo Nacional de las Artes (Buenos Aires, 1992).
EXHIBITION VIEW
INFO
Hybrids. Leandro Erlich al Negozio Olivetti
Evento Collaterale della
61. Esposizione Internazionale d’Arte – La Biennale di Venezia
Negozio Olivetti, Piazza San Marco, Venezia
9 maggio – 22 novembre 2026












