ZANABAZAR alla Galleria Borghese: dalla Mongolia al Barocco Globale

Fino al 22 febbraio 2026 la Galleria Borghese di Roma apre una soglia inattesa: nel cuore del tempio berniniano per eccellenza approdano due capolavori di Zanabazar, in collaborazione con il Museo d’Arte Orientale di Torino.

Non si tratta di un semplice prestito internazionale, ma di un gesto curatoriale denso, che interroga la storia dell’arte da una prospettiva finalmente de-centrata, inscrivendo il Seicento europeo in una costellazione globale di forme, spiritualità e potenze simboliche.

Nel secolo di Gian Lorenzo Bernini, artista totale e architetto dell’immaginario barocco occidentale, l’Asia centrale conosce una figura di pari statura: Zanabazar (1635–1723). Nato Eshidorji, discendente diretto di Gengis Khan, divenne noto con il nome spirituale di Zanabazar e fu riconosciuto come Öndör Gegeen, “Sua Santità l’Illuminato”, primo Khutuktu Jetsundamba, massima autorità religiosa del buddismo tibetano in Mongolia. Capo spirituale, riformatore, linguista, ma soprattutto scultore di straordinaria finezza, Zanabazar incarna una figura in cui potere politico, visione mistica e invenzione formale si fondono senza attriti.

Le opere presentate – una raffinata Tara verde e un autoritratto in bronzo dello stesso Zanabazar assiso in trono – provengono dal Chinggis Khaan National Museum di Ulan Bator e segnano una doppia “prima volta”: è la prima occasione in cui lavori di questo artista raggiungono l’Europa e, insieme, la prima in cui il pubblico occidentale può misurarsi direttamente con una scultura asiatica del XVII secolo non come alterità esotica, ma come presenza pienamente dialogante con il proprio canone.

Le raffigurazioni delle Tara, manifestazioni femminili del Buddha legate alla protezione e alla liberazione, costituiscono uno dei vertici della produzione di Zanabazar. Le loro forme morbide, armoniose, “calde alla vista” – secondo una definizione tradizionale mongola – traducono la dottrina in esperienza sensibile. Come nel Bernini più maturo, anche qui la scultura non si limita a rappresentare: agisce, coinvolge, persuade. È una scultura che parla allo sguardo e, insieme, lo educa, rendendo accessibile al fedele una dimensione spirituale complessa senza mediazioni dottrinali.

Il confronto implicito con Bernini non è forzato, né puramente analogico. Entrambi gli artisti operano una rifondazione del linguaggio plastico, reinventando soggetti tradizionali attraverso una radicale attenzione al corpo, al movimento, alla presenza. Se Bernini teatralizza il sacro, Zanabazar lo interiorizza; se l’uno lavora sull’estasi come evento, l’altro la concepisce come stato continuo dell’essere. Due traiettorie diverse, ma accomunate da una stessa urgenza: rendere visibile l’invisibile, dare forma a ciò che eccede il linguaggio.

Il progetto nasce idealmente dalla mostra Barocco Globale. Il mondo a Roma all’epoca di Bernini (Scuderie del Quirinale, 2025), che aveva già messo in crisi l’idea di un Barocco esclusivamente europeo, rivelando una Roma seicentesca attraversata da scambi commerciali, diplomatici e spirituali su scala planetaria. La Galleria Borghese spinge ora quella intuizione oltre, proponendo un dialogo che non passa per la mediazione documentaria, ma per la contiguità formale e temporale delle opere.

In questo senso, la presenza di Zanabazar a Roma non è un’eccezione, ma una rivelazione. Il cosiddetto “barocco globale” emerge qui non come categoria storiografica astratta, ma come campo di forze reale, in cui artisti lontanissimi per geografia e cultura rispondono a medesime tensioni: la necessità di fondare nuovi linguaggi, di incidere sul presente, di lasciare un’eredità destinata a durare. Per il pubblico, l’esperienza è rara e preziosa: osservare opere separate da decine di migliaia di chilometri e riunite per la prima volta come espressioni di uno stesso momento storico, ricordandoci che la storia dell’arte non è una linea, ma una trama.

INFO

ZANABAZAR alla Galleria Borghese: dalla Mongolia al Barocco Globale
Dal 20 gennaio al 22 febbraio 2026
Galleria Borghese
Piazzale Scipione Borghese 5, Roma
www.galleriaborghese.beniculturali.it

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