Robert-Mapplethorpe-©Andrea-Avezzu

Robert Mapplethorpe. Le forme del desiderio a Palazzo Reale a Milano

Apre a Palazzo Reale Robert Mapplethorpe. Le forme del desiderio, mostra dedicata a uno dei fotografi più radicali, eleganti e controversi del Novecento.

Thomas, 1987 © Robert Mapplethorpe Foundation. Used by permission

Dal 29 gennaio al 17 maggio 2026, le sale del museo ospitano un’ampia selezione di opere iconiche dell’artista statunitense, affiancate da una significativa raccolta di scatti inediti, offrendo al pubblico l’occasione di attraversare integralmente il suo universo visivo.

Promossa dal Comune di Milano – Cultura e prodotta da Palazzo Reale e Marsilio Arte in collaborazione con la Fondazione Robert Mapplethorpe di New York, l’esposizione rientra nel programma dell’Olimpiade Culturale di Milano Cortina 2026, il palinsesto multidisciplinare che accompagna i Giochi Olimpici e Paralimpici Invernali, in calendario tra febbraio e marzo 2026. Una cornice che ribadisce il ruolo della cultura come spazio di confronto, identità e visione, anche durante il periodo olimpico.

Curata da Denis Curti, la mostra presenta oltre 200 opere articolate in un percorso tematico che ripercorre l’intera parabola creativa di Mapplethorpe: dagli esordi sperimentali alla piena maturità stilistica. Nato a New York nel 1946 e scomparso prematuramente nel 1989, l’artista è stato uno degli interpreti più incisivi della controcultura tra anni Sessanta e Ottanta, quando la fotografia diventa strumento politico e il corpo terreno di conflitto simbolico.

Milano rende omaggio a un maestro che ha saputo coniugare disciplina classica e libertà espressiva», sottolinea Tommaso Sacchi, Assessore alla Cultura del Comune di Milano. Nelle immagini di Mapplethorpe, il corpo umano si trasforma in architettura ideale, materia e misura, in un dialogo costante con la scultura e la tradizione classica. Una ricerca che a Milano assume una declinazione specifica, dove l’energia creativa si fa principio estetico e tensione tra effimero ed eterno.

IL PERCORSO ESPOSITIVO

Il percorso si apre con i collage di fine anni Sessanta, opere rare in cui l’artista combina ritagli, disegni, feticci religiosi e oggetti quotidiani, anticipando i temi dell’identità e del desiderio. Ampio spazio è dedicato poi alle figure chiave del suo immaginario: Patti Smith, compagna di vita e musa, ritratta in una sequenza di immagini che restituiscono un legame intimo e vulnerabile; e Lisa Lyon, campionessa di bodybuilding, protagonista di una serie che indaga una bellezza androgina e neoclassica, capace di sovvertire le convenzioni di genere.

Cuore della mostra è la ricerca sul nudo maschile, cifra centrale dell’opera di Mapplethorpe: corpi scolpiti dalla luce, costruiti con una precisione quasi marmorea, dove il rigore formale sublima l’erotismo e lo sottrae alla dimensione della mera provocazione. Un’estetica che prende forma definitivamente a partire dal 1975, quando Sam Wagstaff, mentore e compagno dell’artista, gli regala la prima Hasselblad, strumento decisivo per definire quel bianco e nero assoluto che ne consacrerà la fama.

La realizzazione di un progetto così articolato è stata possibile grazie alla collaborazione con la Fondazione Mapplethorpe, istituita dall’artista pochi mesi prima della morte non solo per tutelare il suo lavoro, ma anche per sostenere la ricerca medica e la lotta contro l’HIV. Le forme del desiderio si propone così di restituire Mapplethorpe alla storia della fotografia nella sua dimensione più alta, oltre la censura e oltre lo scandalo, riaffermandone il ruolo tra i grandi autori del XX secolo.

EXHIBITION VIEW

INFO


Robert Mapplethorpe. Le forme del desiderio
Palazzo Reale, Milano 
dal 29 gennaio al 17 maggio 2026

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