Marina Rheingantz - Courtesy Andrea Rossetti Archive 0

Marina Rheingantz e Anastasia Sosunova Astrattismo e materia, due nuove mostre alla Fondazione ICA Milano

Doppia mostra alla Fondazione ICA Milano: Marina Rheingantz e Anastasia Sosunova sono le protagoniste delle esposizioni in programma fino al 7 marzo 2026.

Marina Rheingantz – Rodamoinho

Marina Rheingantz – Courtesy Andrea Rossetti Archive

Il progetto espositivo Rodamoinho dell’artista brasiliana Marina Rheingantz (Araraquara, San Paolo) presentato da Fondazione ICA Milano e a cura di Alberto Salvadori, riunisce un gruppo di lavori recenti che ampliano il suo dialogo tra pittura e tessitura, tra astrazione e sedimentazione del ricordo.

Nei suoi dipinti Marina Rheingantz si esprime attraverso il colore e la gestualità, lasciando emergere dalla superficie della tela spazi e atmosfere mutevoli. Spesse macchie di pittura a olio appaiono con la loro fisicità come l’ordito delle superfici dei tessuti e la trama di un paesaggio. Sin dagli esordi nel 2005, l’artista spoglia le sue composizioni di ogni traccia figurativa, conservando unicamente come struttura portante di orizzonti astratti e profondità immaginate la superficie della tela.

Le pitture astratte di Marina Rheingantz affidano al colore e al gesto il racconto di luoghi della memoria, che appartengono alla biografia dell’artista ma che depositati come macchie e linee sul quadro diventano immagini universali, mondi da immaginare e vivere da tutti.

Il titolo, Rodamoinho (che in italiano significa vortice, turbine), esprime la forte attrazione e l’agitazione emotiva incontrollabile che provocano le opere dell’artista in chi le osserva. Racconta Alberto Salvadori, curatore della mostra:

I dipinti di Marina Rheingantz sono da vedere e leggere come un qualcosa sempre in trasformazione, un ecosistema da scoprire; il divenire che appare e scompare. Le sue tele sono, nella loro grande e forte capacità seduttiva, palinsesti di emozioni e colori celati da molteplici superfici, costruiti segretamente e capaci di rivelare epifanie».

L’immaginario visivo dell’artista – nata ad Araraquara, nello stato di San Paolo – è influenzato anche dai paesaggi della sua regione, piatta e riarsa, per lo più investita da monoculture, ormai con poche aree residue della Foresta Atlantica e del Cerrado, la savana. Tra i dipinti esposti negli spazi della Fondazione, quelli dalle cromie meno brillanti sembrano evocare le grandi distese aride, tracciate appena dalla vegetazione che resiste come forma originaria che non accetta la trasformazione.

Per circa dieci anni Rheingantz ha sviluppato un corpus di opere tessili, inizialmente attraverso il ricamo e più recentemente attraverso intricate trame jacquard, rivelando analogie tra la sua tecnica pittorica e il ricamo. Per entrambi l’artista ricorre a una gestualità ritmica, che nelle sue tele si riflette in una superficie animata da linee e macchie di colore che fungono da volumi e masse.

Anastasia Sosunova – Crossover

Courtesy Andrea Rossetti Archive

Anastasia Sosunova (Lituania, 1993) presenta per la prima volta in un’istituzione italiana la propria pratica interdisciplinare attraverso la mostra Crossover, curata da Chiara Nuzzi e allestita nella project room di Fondazione ICA Milano.

Il progetto espositivo, visitabile da giovedì 20 novembre 2025 a sabato 7 marzo 2026, riunisce video, sculture e installazioni realizzate tra il 2022 e il 2025, opere che svelano lo sguardo dell’artista sul nostro tempo attraverso il filtro di tradizioni locali, esperienze autobiografiche e credenze popolari.

Le opere di Sosunova si collocano al confine tra arte, antropologia ed etnografia: concentrandosi sulla rielaborazione di storie sovracodificate ed episodi personali apparentemente insignificanti, l’artista dà forma a nuovi segni portatori di narrazioni diverse, spesso in contrasto con la storia ufficiale.

Spiega Chiara Nuzzi, curatrice della mostra:

Interessata alla capacità delle credenze religiose ed enigmatiche di plasmare i comportamenti di individui e comunità, attraverso stampa, scultura e video l’artista celebra i cambiamenti di significato che subiscono gli artefatti a causa di accordi collettivi, credenze folkloristiche o relazioni parasociali».

Il titolo Crossover si riferisce all’incontro o alla sovrapposizione tra due o più elementi diversi che l’artista attraverso la sua pratica rielabora, rivendica e reinventa, dando loro nuovi significati collettivi. Sosunova sovrappone e deforma immagini, oggetti e materiali carichi di significato, guidando l’attenzione di chi guarda sui modi in cui le nozioni di tradizione e rituale vengono regolarmente distorte per rafforzare autorità e narrazioni codificate.

Nella mostra il pubblico incontra un gruppo di opere di media diversi, a partire dalle stampe AB Prints (2023) con immagini estrapolate dall’artista da un catalogo d’asta di oggetti d’arte e antiquariato destinato al mercato occidentale, successivamente isolate e stampate singolarmente in un gesto di resistenza identitaria in un’epoca di censura politica. Continua Chiara Nuzzi:

Le stampe di Sosunova producono uno slittamento concettuale che esplora da un lato le modalità di circolazione dei segni del patrimonio e del valore e dall’altro quelle di diffusione e decontestualizzazione delle immagini stesse, rivelando come questi elementi possano essere reindirizzati verso nuovi sistemi di significato».

Le sculture A light bulb and a chestnut e A sock, prodotte entrambe nel 2025, sono il risultato dell’assemblaggio di oggetti diversi raccolti dall’artista nel corso degli anni e che agli occhi dell’osservatore si presentano come testimonianze di eventi politici del passato o di credenze connesse con la storia Lituana.

Tra le opere esposte, Anastasia Sosunova presenta il video Xover (2025), realizzato nel formato della fanfiction. Immagini del resort Harmony Park SPA e della catena di ferramenta lituana Senukai, suoni e voci registrate si alternano a comporre un paesaggio visivo tra realtà e immaginazione, uno spazio ambiguo e sacrale per una meditazione sui concetti di amore, fanatismo, speranza e malinconia.

L’installazione site-specific Express Method (2022-2025) – composta da una tanica riempita d’acqua sostenuta da cassette che contengono bottiglie schiacciate di Sprite – si ispira all’usanza ortodossa secondo la quale la notte del 18 gennaio i credenti celebrano l’Epifania saltando nei fiumi e nei laghi ghiacciati, facendo docce fredde e riempiendo tutti i contenitori per riconsacrare l’acqua. A partire dal 18 gennaio 2026, il pubblico potrà riempire le bottiglie di Sprite vuote con l’acqua contenuta nella cisterna esposta e portarle via con sé come rituale di purificazione.

L’artista spiega:

Le opere in mostra si presentano come “impossibili assemblaggi di sopravvivenza” che derivano dalla fusione di tecniche, materiali, iconografie e, di conseguenza, norme sociali che solitamente non coesistono. Nella mia arte trasformo la memoria in storia moderna per immaginare il futuro dell’essere umano. Decostruisco storie per costruirne delle altre, mettendo sempre in questione l’autorità che definisce un’identità e l’autenticità di un gruppo».

LE ARTISTE

Marina Rheingantz rielabora la pittura di paesaggio in composizioni che combinano la struttura formale di motivi e campiture di colore con segni gestuali e istintivi, guidati da un archivio personale di eventi meteorologici, ricordi, fotografie e luoghi. Le sue tele generano ampi spazi immaginari, dissolvendo la topografia in elementi minimi e allusivi. In queste opere ampie e atmosferiche, la superficie pittorica prevale sulla nitidezza dell’immagine, dando origine a una spazialità evanescente e oscillante.
Le sue più recenti mostre personali includono Iris, Bortolami, New York, USA (2025); Mirage, Musée des Beaux-Arts de Nîmes, Nîmes, Francia (2025); Maré, White Cube Mason’s Yard, Londra, Regno Unito (2023); Sedimentar, Fortes D’Aloia & Gabriel, San Paolo, Brasile (2022); Marina Rheingantz, FRAC Auvergne, Clermont-Ferrand, Francia (2021); Madrigal, Zeno X Gallery, Anversa, Belgio (2021).
Ha inoltre partecipato a diverse mostre collettive, tra cui Estalo – 14ª Biennale del Mercosul, Porto Alegre, Brasile (2025); 15ª Biennale di Gwangju, Gwangju, Corea del Sud (2024); Cloudwalker, Museum Voorlinden, Wassenaar, Paesi Bassi (2024); Abrasive Paradise, KUNSTHAL KAdE, Amersfoort, Paesi Bassi (2022); Nature Loves to Hide, Fortes D’Aloia & Gabriel + Lévy Gorvy, Palm Beach, USA (2021); 1981–2021 Arte Contemporânea Brasileira na Coleção Andrea e José Olympio Pereira, CCBB – Centro Culturale Banco do Brasil, Rio de Janeiro, Brasile (2021); Casa Carioca, MAR – Museo d’Arte di Rio, Rio de Janeiro, Brasile (2020); Mínimo, múltiplo, comum, Estação Pinacoteca, San Paolo, Brasile (2018).
Le sue opere sono presenti in collezioni pubbliche quali Centre Pompidou, Parigi, Francia; Dallas Museum of Art, Texas, USA; Pinault Collection, Parigi, Francia; Centro Cultural São Paulo, San Paolo, Brasile; Instituto Inhotim, Brumadinho, Brasile; Instituto Itaú Cultural, San Paolo, Brasile; MAM – Museo d’Arte Moderna di Rio de Janeiro, Rio de Janeiro, Brasile; Museu Serralves – Museo di Arte Contemporanea, Porto, Portogallo; Museum Voorlinden, Wassenaar, Paesi Bassi; Pinacoteca do Estado de São Paulo, San Paolo, Brasile; Taguchi Art Collection, Tokyo, Giappone; The Rubell Family Collection, Miami, USA.

Anastasia Sosunova (Ignalina, 1993) è un’artista visiva con base a Vilnius. La sua pratica, che combina video, installazione, grafica e scultura, si concentra sulle molteplici connessioni tra segni e fato in una società secolare, esplorando le manifestazioni del pensiero magico e le dinamiche di mobilitazione delle comunità. I suoi lavori affrontano temi legati alla convivenza di sistemi di valori apparentemente incompatibili, tracciando forme alternative di folklore contemporaneo. Sosunova si è laureata all’Accademia di Belle Arti di Vilnius con un BA in Arti Grafiche e un MA in Scultura. Il suo lavoro è stato presentato in numerose biennali e mostre collettive, tra cui la 15ª Biennale di Gwangju, la 17ª Biennale di Lione, KADIST e il Palais de Tokyo. Tra le mostre personali e in duo troviamo istituzioni internazionali come il Kim? Contemporary ArtCentre (Riga), KOHTA Kunsthalle (Helsinki), Contemporary Art Centre (Vilnius), Galeria Arsenał (Białystok) e Cell Project Space (Londra).

INFO

Marina Rheingantz. Rodamoinho – a cura di Alberto Salvadori
Anastasia Sosunova. Crossover – a cura di Chiara Nuzzi
20 novembre – 7 marzo 2026
 
ICA Milano | Istituto Contemporaneo per le Arti
Via Orobia 26, 20139 Milano
Orari: giovedì 14-18; venerdì e sabato dalle 12 alle 19
Ingresso libero
www.icamilano.it

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