A Manifattura Tabacchi di Firenze prende forma MOTEL, nuovo dispositivo culturale ed espositivo che innesta una funzione contemporanea dentro la trama industriale del complesso.

Presentato il 18 marzo alla presenza dell’assessore Giovanni Bettarini e dei protagonisti del progetto, lo spazio occupa il piano terra dell’edificio B3 e si offre come piattaforma ibrida, sospesa tra evento, archivio e sperimentazione.
Più che un semplice contenitore, MOTEL agisce come soglia. Il nome, mutuato dall’immaginario dei motor hotel americani, suggerisce transito e attraversamento: un luogo dove i linguaggi si contaminano e le traiettorie si deviano. In questa grammatica del passaggio si inscrive la sua natura temporanea, destinata a operare per due anni come catalizzatore prima del completamento della rigenerazione.
L’estensione è significativa: oltre 3.000 mq articolati tra aree eventi, giardino, terrazza e Caveau. Quest’ultimo, archivio materico dell’ex fabbrica, trattiene una memoria tangibile fatta di macchinari e frammenti produttivi, oggi riconfigurati come scenografia per nuove narrazioni. Un cortocircuito calibrato tra reliquia industriale e dispositivo curatoriale.
L’intervento progettuale dello studio q-bic, guidato da Luca Baldini, non cancella ma amplifica l’impronta originaria. L’allestimento lavora per sottrazione e reversibilità, evocando un’estetica di motel traslata in chiave post-industriale: sequenze di ambienti autonomi, percorsi obliqui, una fruizione che privilegia la deriva rispetto alla linearità.
A segnare l’ingresso, la scultura Hercules di Patrick Tuttofuoco introduce una tensione visiva immediata. Il trittico luminoso, con occhi e orchidea in equilibrio instabile, insiste sul rapporto tra individuo e spazio, trasformando l’accesso in un atto osservato, quasi performativo.
MOTEL non si limita all’infrastruttura. Si propone come motore di un palinsesto che intreccia mostre, workshop e attivazioni pubbliche. Il debutto è affidato a Botanica Urbana, in collaborazione con la Società Toscana di Orticultura, mentre da giugno l’arrivo di Paper/Northern Lights di Gianni Pettena riattiverà lo spazio secondo logiche partecipative: un’architettura fragile e modificabile, che delega al pubblico la costruzione del senso.
Nel quadro della trasformazione urbana fiorentina, MOTEL agisce come intercapedine fertile. Non ancora hotel, non più fabbrica, si colloca in quella zona ambigua dove il progetto non è concluso ma continuamente riscritto. Una condizione instabile che, qui, diventa metodo.

INFO
MOTEL IN NUMERI
3.000 mq nel cuore di Firenze
Più di 1.500 mq di spazi eventi
Oltre 900 mq di Caveau
500 mq di giardino e terrazza




