Il PAC presenta la prima ampia mostra personale di Luisa Lambri in Italia, un progetto espositivo pensato e sviluppato appositamente per il padiglione milanese.
Concentrandosi principalmente sulla fotografia, il lavoro di Lambri รจ caratterizzato da un impegno con un esteso spettro di soggetti che ruotano attorno alla condizione umana e al suo rapporto con lo spazio, come la politica della rappresentazione, lโarchitettura, la storia della fotografia astratta, il modernismo, il femminismo, lโidentitร e la memoria.
Lโinstallazione delle sue fotografie e lo spazio espositivo costituiscono una parte integrante del suo lavoro. Ogni nuovo luogo che accoglie una sua installazione presenta qualitร uniche con le quali lโartista interagisce, rendendo ogni progetto unโopera site-specific. Le opere di Lambri non sono mai installate indipendentemente dalla struttura che le ospita.
Nata a Como nel 1969, Luisa Lambri attualmente vive a Milano. Il suo lavoro รจ stato esposto alla Quadriennale di Roma (2020 e 2005), alla Triennale di Cleveland (2018), alla Biennale di Architettura di Chicago (2017), alla Biennale di Liverpool (2010) e alla Biennale di Venezia (Architettura 2010 e 2004; Arte 2003 e 1999). Le hanno dedicato mostre personali il Met Breuer di New York (2017) e lโIsabella Stewart Gardner Museum di Boston (2012), lโHammer Museum di Los Angeles (2010), il Baltimore Museum of Art (2007), la Menil Collection di Houston (2004) e Kettleโs Yard di Cambridge (2000), e le sue opere sono state esposte in numerose collettive, tra le tante al Carnegie Museum of Art di Pittsburgh (2019 e 2006), alla Tate Modern di Londra (2018), al Museum of Contemporary Art di Chicago (2009). Il lavoro di Lambri รจ incluso inoltre in diverse collezioni, tra le quali il Museum of Modern Art di San Francisco, il J. Paul Getty Museum di Los Angeles e il Solomon Guggenheim Museum di New York.
Il titolo della mostra al PAC รจ un omaggio alla critica dโarte Carla Lonzi che nel 1969, prima di lasciare la professione per dedicarsi alla militanza femminista, pubblica sotto il titolo di โAutoritrattoโ una raccolta di interviste con quattordici artisti scelti da lei nellโesperienza dellโavanguardia anni โ60. Il dialogo che ne deriva dร una dimensione degli artisti privata e che privilegia il loro ruolo attivo nel parlare in prima persona di sรฉ e del proprio stare nellโarte e nel mondo. Allo stesso modo Lambri costruisce letture personali e intime dei soggetti da lei scelti per i suoi lavori e incoraggia un dialogo tra lโosservatore, lโopera dโarte e lo spazio in cui si trova nel loro complesso.
Luce, tempo e movimento giocano un ruolo importante nelle fotografie di Lambri, che potrebbero essere lette come una preoccupazione metalinguistica per la costruzione, il linguaggio e gli elementi formali del mezzo stesso: la fotografia. ร necessario guardare con attenzione per percepire lievi differenze di luce o di inquadratura, che riflettono il movimento dellโartista nello spazio. Elemento vitale della pratica di Lambri รจ il rapporto delle sue opere con la storia dellโastrazione geometrica, che si ritrova nellโuso di linee, griglie e del colore nelle sue fotografie.
Lโesplorazione dello spazio molto precisa e specifica corrisponde a una forma di esplorazione del sรฉ. Il Light and Space Movement della California, lโarte neo-concreta brasiliana e il minimalismo americano sono i suoi modelli piรน frequenti.
Il progetto al PAC si concentra sui rapporti tra le opere di Lambri e lโarchitettura di Ignazio Gardella. Le fotografie diventano una vera estensione dello spazio e, di conseguenza, lโarchitettura di Gardella e lโesperienza soggettiva dei visitatori una parte integrante del lavoro.
Una vasta selezione di opere, alcune mai presentate prima in Italia e realizzate tra il 1999 e 2017, sottolineano la sua tendenza a lavorare in serie. Lambri si pone in dialogo con il lavoro di artisti come Donald Judd, Robert Irwin, Lygia Clark e Lucio Fontana oltre che il lavoro di architetti come รlvaro Siza, Walter Gropius, Marcel Breuer, Mies van der Rohe, Luis Barragรกn, Rudolph Schindler, Paulo Mendes da Rocha e Giuseppe Terragni, tra gli altri.
Un elenco cosรฌ formidabile, tuttavia, รจ piuttosto fuorviante. Sebbene lโarchitettura modernista e le sue ereditร , o i grandi esempi della scultura minimalista americana sembrino essere una sua costante ossessione, il lavoro di Lambri rende tali punti di riferimento quasi anonimi o non identificabili, concentrandosi su dettagli secondari o marginali di opere dโarte e architettoniche. Finestre, porte, persiane e angoli rivelano una predilezione per i passaggi e le soglie tra esterno e interno, proprio come nellโarchitettura milanese di Gardella con la quale Lambri si pone in costante dialogo. Lambri usa lโarchitettura per creare le sue immagini e non le immagini per documentarla.
La mostra al PAC rivela quindi in maniera evidente il rapporto di Lambri con lo Spazialismo, il movimento artistico nato in Italia dopo la seconda guerra mondiale e associato in gran parte a Lucio Fontana, che scrisse il โManifesto Spazialeโ nel 1947, e che ha influenzato molto la sua ricerca.
Lโallestimento della serie Untitled (Sheats-Goldstein House), 2007, nel parterre del PAC, coinvolge anche un altro importante architetto: lโitaliana Lina Bo Bardi, che nel 1957 ricevette lโincarico per la progettazione del nuovo Museo di Arte Moderna di San Paolo del Brasile (MASP). Le dieci fotografie selezionate sono esposte sui cavalletti realizzati da Bardi per il museo brasiliano, qui riprodotti in collaborazione con lโInstituto Bardi di San Paolo. Le opere installate sui vetri dei piedistalli dialogano col giardino esterno attraverso le grandi vetrate del PAC. La sala offre unโesperienza visiva e spaziale unica, grazie alla luce naturale, allโintegrazione tra interno ed esterno e ai riflessi della natura circostante sulle fotografie che si concentrano sul rapporto tra architettura e natura. Il gesto di togliere le opere dal muro e posizionarle sui cavalletti e rendere lโarchitettura di Gardella parte dellโopera le rende piรน vicine e familiari al pubblico. Inoltre, la possibilitร di accedere anche al retro delle fotografie consente un incontro piรน diretto e intimo con il lavoro dellโartista. In questo contesto la fruizione della mostra diventa piรน umana, plurale e democratica.
La mostra รจ co-curata da Diego Sileo e Douglas Fogle, e sarร accompagnata da un catalogo bilingue che comprende le immagini di tutte le opere esposte, numerose vedute di installazione e nuovi saggi critici che offriranno ulteriori approfondimenti sul lavoro di Lambri.
INFO
PAC Padiglione d’Arte Contemporanea di Milano
Luisa Lambri, AUTORITRATTO
Fino al 30 maggio 2021
www.pacmilano.it
Orari di apertura
(Gli orari potrebbero variare a causa dellโemergenza sanitaria, consultare il sito web)
Martedรฌ, mercoledรฌ e venerdรฌ 10:00 – 19:30
Giovedรฌ 10:00 – 20:30
Ultimo ingresso un’ora prima della chiusura
Chiuso lunedรฌ, sabato e domenica
ร consigliata la prenotazione