Liberty, l’arte dell’Italia moderna: a Brescia la mostra che racconta il volto nuovo del Novecento

Aperta a Palazzo Martinengo di Brescia ‘Liberty, l’arte dell’Italia moderna’, un’imperdibile mostra dedicata alla creatività del primo quindicennio del Novecento.

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Oltre cento capolavori provenienti da collezioni private, dalla Galleria d’Arte Moderna e Contemporanea di Roma, dalla Galleria Nazionale di Parma e dai Musei Civici di Udine, esaltano l’influenza che nuovi linguaggi e inedite sensibilità ebbero su pittura, scultura, grafica pubblicitaria, moda, fotografia, e perfino sul nascente mondo del cinema.
La diffusione dello “stile nuovo” o “stile floreale”, caratterizzato da forme sinuose ed eleganti linee serpentine ispirate al mondo naturale, tra acceso entusiasmo per la modernità, riscoperta di pratiche artigianali ed echi di ricerche europee, spinse i maestri italiani a interpretare le novità dell’arte internazionale con un approccio personale estremamente originale.

Le opere esposte in Palazzo Martinengo fino al prossimo 14 giugno sono legate alla partecipazione degli artisti alle grandi esposizioni italiane tra la fine del XIX e i primi due decenni del XX secolo. Le prime Biennali di Venezia, l’Esposizione Internazionale d’Arte Decorativa Moderna di Torino del 1902, l’Esposizione Nazionale di Belle Arti di Milano del 1906 e l’Esposizione Internazionale di Roma del 1911 che celebrava i cinquant’anni dall’Unità d’Italia. Si ottiene così, la rilettura di alcuni dei capolavori dell’arte italiana attraverso una nuova prospettiva, riportando alla luce opere meno note al pubblico, che conservano ancora uno straordinario interesse artistico.

Il visitatore si troverà immerso nei temi e nelle atmosfere di un’epoca di profondi cambiamenti, tanto nell’arte quanto nella società. Pittura e scultura verranno poste in dialogo con le arti applicate, con la grafica e la fotografia, e con l’allora nuovissimo linguaggio cinematografico, offrendo una visione inedita di uno dei periodi più fertili della storia dell’arte europea tra Ottocento e Novecento.

I curatori Manuel Carrera, Davide Dotti e Anna Villari hanno ideato un avvincente percorso suddiviso in otto sezioni tematiche. Nella sala dedicata allo stile floreale tra natura e arte spiccano i dipinti Felice Casorati, Gaetano Previati e Plinio Nomellini. L’intimismo domestico rappresenta la trasformazione della donna che in quel periodo assume consapevolezza e si ritaglia un ruolo nella società. Le fotografie originali di Guido Rey e Gustavo Bonaventura stampate con le tecniche dell’epoca fissano momenti della vita quotidiana di intellettuali e modelle.

Gli albori del cinema vengono esaltati dalla proiezione del film del 1913 ‘Ma l’amor mio non muore!’ interpretato dalla diva Lyda Borelli per la regia di Mario Caserini. Galileo Chini è il protagonista assoluto nell’arte della ceramica. Una splendida collezione di abiti, cappelli e accessori realizzati dagli atelier mostrano quali fossero le tendenze nel campo della moda.

Gli innovativi manifesti pubblicitari ribadiscono il ruolo centrale della donna attraverso le creazioni di Marcello Dudovich e Aleardo Terzi. Il ritratto borghese viene sublimato dalle opere di Vittorio Matteo Corcos e Alfons Mucha. La mostra include inoltre dipinti di Ettore Tito, Amedeo Bocchi, Cesare Tallone e sculture in bronzo e in marmo di Edoardo Rubino, Leonardo Bistolfi e Libero Andreotti.

Grazie a questa ricercatissima selezione di opere sarà possibile comprendere il clima artistico e culturale dello stile Liberty inteso come diritto alla bellezza e alla natura.

GLI ARTISTI

La mostra presenta dipinti di Vittorio Matteo Corcos, Gaetano Previati, Plinio Nomellini, Ettore Tito, Amedeo Bocchi, Cesare Tallone, sculture di Edoardo Rubino, Leonardo Bistolfi e Liberto Andreotti, affiches di Giovanni Battista Carpanetto, Leonardo Dudovich, Leopoldo Metlicovitz, ceramiche di Galileo Chini, mobili di Eugenio Quarti, fotografie d’epoca e spezzoni cinematografici.

LE OPERE

INFO

LIBERTY. L’arte dell’Italia moderna
Dal 24.01.2026 al 14.06.2026
Brescia, Palazzo Martinengo
www.mostraliberty.com

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