Triennale Milano presenta da oggi 25 marzo al 6 settembre 2026 la mostra Lella and Massimo Vignelli. A Language of Clarity, a cura di Francesca Picchi con Marco Sammicheli e Studio Mut (Martin Kerschbaumer e Thomas Kronbichler) e con progetto di allestimento di Jasper Morrison Office for Design con David Saik.

La mostra è la prima grande retrospettiva dedicata all’opera di Lella (1934 – 2016) e Massimo (1931 –2014) Vignelli, progettisti e graphic designer italiani protagonisti della scena progettuale internazionale, a lungo considerati “ambasciatori del design italiano negli USA” e in particolare rappresentanti di una personale interpretazione del razionalismo di matrice svizzera.
IL PERCORSO ESPOSITIVO
Il percorso espositivo della mostra, la prima in Italia dopo quella tenutasi al PAC di Milano nel 1980, ne ripercorre la storia seguendo un andamento cronologico, con approfondimenti tematici ed è stata concepita in collaborazione con il Vignelli Center for Design Studies del Rochester Institute of Technology (USA), che conserva oltre 750.000 documenti e artefatti relativi ai diversi ambiti creativi e disciplinari che i progettisti hanno esplorato nel corso di sessant’anni anni di attività. I curatori della mostra hanno lavorato a stretto contatto con gli eredi Vignelli per individuare opere e definire un percorso biografico esaustivo.
Stefano Boeri, Presidente di Triennale Milano, afferma: “Sintetizzare in una mostra il vasto e poliedrico percorso progettuale di Lella e Massimo Vignelli è stata una sfida avvincente. La grande retrospettiva in Triennale non solo restituisce il fondamentale contributo di questi due progettisti allo sviluppo del design e della grafica a livello internazionale. Attraverso una selezione tra la loro vastissima produzione, l’esposizione ne ricostruisce il percorso intellettuale e umano e documenta il loro rapporto con le comunità creative di tutto il mondo. Questo progetto prosegue l’intento di valorizzare, anche da un punto di vista umano e antropologico, alcune delle figure più eclettiche e rappresentative del mondo del progetto italiano inteso come una condizione culturale più che come una nazionalità: da Enzo Mari a Gae Aulenti, da Alessandro Mendini ad Andrea Branzi, da Saul Steinberg a Elio Fiorucci, solo per citarne alcuni.”
La mostra ripercorre anche alcune storie progettuali strettamente legate alla vita del nostro Paese, grazie a un racconto che si sviluppa su fronti tematici e disciplinari molto diversi tra loro: dall’editoria, con progetti per Feltrinelli, al design della comunicazione visiva applicata ai trasporti, con il progetto per le Ferrovie dello Stato, quello della moda, con i lavori per Benetton e Fratelli Rossetti, quello della cultura del vino e dell’enologia, per Feudi di San Gregorio, oltre al broadcasting televisivo con il progetto per il Tg2, telegiornale della seconda rete Rai. Sono esposti oggetti, arredi, disegni, modelli, bozzetti, fotografie, packaging, gioielli, marchi, libri, copertine e riviste, che ricostruiscono la storia dei due progettisti immersi nell’humus di comunità creative internazionali tra Italia e Stati Uniti: da un lato Milano, nel pieno del fermento della rinascita culturale del dopoguerra, e dall’altro lato New York, metropoli cosmopolita al centro di possibilità illimitate, dove la coppia scelse di stabilirsi a partire dal 1965.
Appartenenti a quella generazione di architetti e designer a cui si deve l’immagine della modernità in Italia, Lella e Massimo Vignelli sono stati i progettisti di un immaginario universale e senza tempo, caratterizzato da ineguagliabile chiarezza e potenza comunicativa. Attraverso il loro lavoro hanno lasciato un’eredità di progetti che hanno acquisito col tempo lo status di classici. Che si tratti di un libro, dell’identità di un’azienda o della mappa di una metropolitana, di una sedia o un di un gioiello, l’obiettivo di Lella e Massimo Vignelli è quello di veicolare i valori moderni, portando alla luce la logica che li ha generati. Qualunque sia la tipologia di appartenenza, i loro progetti sono il risultato di un processo logico riconducibile alle caratteristiche di purezza ed essenzialità. Su questa linearità si innesta però qualcosa di indefinibile che riguarda quello speciale tipo di qualità difficile da ricondurre alla sola ragione.
Lontani dalla nicchia del design elitario, sono riusciti a comunicare in maniera efficace con un numero enorme di persone, come testimoniato da numerosi progetti, tra cui lo studio dell’identità per Ford (1967) e per American Airlines (1967), la mappa della metropolitana di New York (1972) e la segnaletica per le Ferrovie dello Stato italiane (1999).

INFO
Lella and Massimo Vignelli. A Language of Clarity
25 marzo – 6 settembre 2026
A cura di: Francesca Picchi con Marco Sammicheli e Studio Mut (Martin Kerschbaumer e Thomas Kronbichler)
Progetto di allestimento: Jasper Morrison Office for Design con David Saik
In collaborazione con: Vignelli Center for Design Studies del Rochester Institute of Technology (USA)
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