Fiera Milano presenta la trentesima edizione di miart, dal 17 al 19 aprile 2026, un traguardo che impone insieme celebrazione e ripensamento critico: la fiera non si limita a commemorare la propria storia, ma la utilizza come punto di partenza per riprogettare la propria identità.
New Directions, titolo che rende omaggio al centenario di John Coltrane e alla sua pratica di trasformare uno standard in un terreno d’innovazione, diventa qui metafora e metodo. Miart 2026 adotta il jazz come paradigma curatoriale e linguistico: improvvisazione disciplinata, dialogo tra tradizione e rottura, e una tensione verso orizzonti inattesi che riformulano il rapporto tra opere, pubblico e spazio espositivo. A segnare simbolicamente questo processo di evoluzione, miart trasferisce la sua scena nella South Wing di Allianz MiCo: un contenitore architettonico contemporaneo che si apre sul tessuto urbano di CityLife e si presenta come uno spartito bianco, capace di accogliere combinazioni formali e sperimentazioni linguistiche senza perdere segni di riconoscibilità. Il cambio di sede non è semplice spostamento logistico ma gesto programmatico: la riduzione della superficie espositiva e la ridefinizione spaziale in tre piani introducono condizioni di ascolto e relazione diverse, dove ciascun progetto può assumere maggiore intensità narrativa e istituzionale. La nuova configurazione reclama una curatela spaziale che operi per aggregazioni tematiche e percorsi scenografici, anziché per mera contiguità di mercato. Gli stand, i progetti speciali e le sezioni curate sono pensati come movimenti di una partitura—segnature ritmiche che orchestrano il flusso del visitatore e favoriscono incontri imprevisti fra opere e pratiche. La partecipazione di 160 gallerie provenienti da 24 Paesi conferma la fiera come nodo internazionale ma, nello stesso tempo, impone una responsabilità progettuale: selezione dei progetti che privilegino densità critica, dialogo transnazionale e pratiche sostenibili.
I PROGETTI ESPOSITIVI
I progetti espositivi di miart 2026 si proporranno, almeno nelle intenzioni, di disegnare un itinerario complesso e stratificato che attraversa oltre un secolo di pratiche artistiche, instaurando relazioni dinamiche tra genealogie consolidate e sperimentazioni contemporanee. L’operazione curatoria si configura come esercizio di traduzione critica: piuttosto che offrire una mera summa cronologica, essa privilegia accostamenti operativi che rivelano risonanze formali, tensioni concettuali e discordanze politiche tra epoche differenti. Le proposte espositive di miart 2026 si articoleranno in 3 sezioni
LE SEZIONI
• Established, con le sue 111 gallerie, si conferma come nucleo strutturante e simbolico della fiera: una cornice in cui si condensano le pratiche, le istituzioni e i soggetti che orientano il discorso sull’arte contemporanea a livello internazionale. La sezione non si limita a un repertorio di mercati consolidati, ma assume la forma di un dispositivo curatoriale capace di articolare relazioni fra epoche, media e funzioni sociali dell’arte, facendo emergere la continuità e la discontinuità tra i patrimoni del Primo e Secondo Novecento e le produzioni più recenti.
• La sezione Established Anthology si configura come un laboratorio curatoriale che prende il tempo come materia plasmabile: non semplicemente come sfondo cronologico, ma come elemento formale e teorico che si può sezionare, manipolare e mettere in dialogo con pratiche estetiche e politiche. Radunando 20 gallerie intorno a progetti accomunati dall’interesse per le traiettorie temporali, la meta sezione intende produrre una mappa di relazioni in cui ciclicità, metamorfosi, oblio, memoria, attesa e immaginazione del futuro non sono solo temi iconografici ma strumenti narrativi capaci di rimodellare la percezione storica.
• La sezione Emergent, curata da Attilia Fattori Franchini, si configura come uno spazio critico e produttivo nel quale le gallerie emergenti — 29 in questa edizione, molte al debutto milanese — incarnano la funzione di incubatore per pratiche artistiche non ancora pienamente canonizzate ma decisive per il futuro della scena globale.
Miart 2026 presenterà un progetto speciale inedito dedicato all’immagine in movimento: Movements, frutto della collaborazione con il St. Moritz Art Film Festival e dell’incontro tematico con If Music, la quinta edizione del festival, dialoga con la linea curatoriale di miart. Curato da Stefano Rabolli Pansera, direttore artistico di SMAFF, il programma propone film realizzati esclusivamente da artisti rappresentati dalle gallerie partecipanti, instaurando un rapporto diretto tra espositori e la ricerca sul cinema sperimentale promossa dal festival. Per la prima volta a miart, Movements porterà in fiera il linguaggio poetico e sperimentale del video e del film d’artista, privilegiando opere che reinterpretano il cinema secondo una logica musicale: risonanza, ritmo e vibrazione diventano principi compositivi, con lavori che esplorano montaggi sonori e visivi, loop, dilatazioni temporali e campiture timbriche in cui il suono struttura la narrazione visiva.
PREMI
L’undicesima edizione del Premio Herno, che assegna 10.000 euro allo stand con il miglior progetto espositivo, e il Premio LCA Studio Legale per Emergent — 4.000 euro, istituito in collaborazione con LCA Studio Legale e rivolto alla galleria con la più convincente presentazione nella sezione Emergent. Si conferma per la quarta volta il Premio Orbital Cultura – Nexi Group, l’unico riconoscimento interamente dedicato alla fotografia. Rinnova la sua presenza anche il Premio Matteo Visconti di Modrone, istituito in memoria del presidente della Fonderia Artistica Battaglia: del valore di 10.000 euro, sarà assegnato a un artista selezionato tramite open call che realizzerà un’opera in fonderia con il supporto dei maestri artigiani. Il Premio Rotary Club Milano Brera per l’Arte Contemporanea e Giovani Artisti, istituito nel 2009 come primo riconoscimento nel contesto di miart e ora giunto alla sedicesima edizione, prevede l’acquisizione di un’opera di un artista emergente o mid‑career da donare al Museo del Novecento di Milano. Torna inoltre il Premio Massimo Giorgetti, alla sua quarta edizione: nato dall’iniziativa dello stilista e collezionista Massimo Giorgetti per sostenere giovani artisti, assegna un premio di 5.000 euro.
Per la trentesima edizione di miart si consolidano nuove partnership: MSGM, guidata da Massimo Giorgetti, commissionerà a un artista un’animazione site-specific pensata per il maxi schermo LED outdoor della South Square di Allianz MiCo, punto di collegamento e accesso al nuovo ingresso della fiera. Anche Maison Ruinart rinnova il suo impegno per arte e sostenibilità, presentando un progetto inedito della serie Conversations with Nature nella Lounge Ruinart.
Queste sono le principali novità annunciate per la prossima edizione di miart: un insieme di iniziative, premi e collaborazioni che promettono di ridefinire i confini dell’esperienza fieristica tra pratica curatoriale, sperimentazione visiva e dialogo con il territorio. Tuttavia, come accade sempre in contesti espositivi di grande complessità, rimane aperta la domanda su quanto delle intenzioni presentate si tradurrà in realtà concreta; sarà dunque fondamentale valutare non solo il programma dichiarato, ma anche la qualità delle realizzazioni, la coerenza fra progetto e allestimento e l’efficacia delle collaborazioni sul piano operativo e culturale.
INFO
miart 2026
New Directions: miart, but different
Dal 17 al 19 aprile 2026
VIP Preview 16 aprile 2026
Allianz MiCo South Wing, gate 1-2




