Sergio-Scabar

Il tempo sospeso: Opere di SERGIO SCABAR alla BAG-Bocconi Art Gallery di Milano

Vasi, libri, ciotole e piccoli pezzi di legno. Un teatrino di oggetti per giungere allโ€™essenza dei fenomeni. รˆ la โ€œpoetica fotograficaโ€ di Sergio Scabar, il grande fotografo scomparso nel 2019, e per la prima volta in mostra a Milano fino al 20 aprile al BAG Bocconi nellโ€™ambito del ricco calendario di iniziative di MIA Photo Fair.

โ€œIl tempo sospeso: Opere di Sergio Scabarโ€, ideata da Fabio Castelli e curata da Angela Madesani, presenta gli ultimi lavori del fotografo, con immagini inedite provenienti dalla famiglia dell’artista e da collezioni private. Fotografie che sono frutto di una stampa alchemica realizzata dallโ€™artista stesso, in bianco e nero, su carta baritata – carta di alta gamma, costituita di pura cellulosa a grammatura spessa – e quindi poste allโ€™interno di cornici nere, senza vetro nรฉ passe-partout. Immagini che rimandano alla sua dimensione domestica, come nelle opere di Giorgio Morandi, artista particolarmente amato dal fotografo friulano.

โ€œSono tutti pezzi unici – commenta Angela Madesani, curatrice della mostra – unโ€™unicitร  espressa anche dalla cornice, che attribuisce di volta in volta un senso diverso alle cose. Sono opere che richiedono un tempo lungo di visione, in contrasto con il consumismo visivo sempre piรน diffuso dei nostri giorniโ€.

Un immaginario personale quello di Scabar, che si fa collettivo attraverso la creazione delle sue opere, frutto di un lavoro meticoloso di disciplina compositiva, quasi ossessivo.

Sergio โ€“ commenta ancora Madesani โ€“ aveva un rapporto strettissimo con ogni suo singolo lavoro, che avvolgeva in un panno nero morbidissimo. Trattava le sue opere come dei bambini che non dovevano prendere freddoโ€.

Scatti unici di oggetti che lโ€™artista ha volutamente bloccato e sospeso nel tempo, una dimensione di puro still life. Espressione di intelligenza della forma, esaltata dalla luce uniforme e di origine indefinita. โ€œTeatri delle coseโ€ li definisce Madesani, tableaux-vivants che rimandano alla tradizione storico-fotografica vittoriana.

โ€œOgnuno dei suoi lavori โ€“ spiega โ€“ รจ una possibile risposta a dei quesiti. Recano la forza del dubbio sul senso delle cose, sullโ€™esistenza, sullo stesso fare arte. Sono fotografie legate al tempo, alla memoria, dove la dimensione estetica รจ sicuramente un mezzo, ma non il fine ultimoโ€.

LE INIZIATIVE DI MIA PHOTO 2024

Unโ€™iniziativa che rientra nel percorso di avvicinamento a MIA Photo Fair 2024, la fiera internazionale d’arte dedicata alla fotografia in Italia (11-14 aprile) che si svolgerร  nella centralissima sede di AllianzMiCo.

โ€œLa mostra dedicata a Sergio Scabar ospitata in Bocconi โ€“ afferma la Direttrice di MIA Ilaria Dazzi โ€“ testimonia la volontร  di Fiere di Parma di stabilire un rapporto sempre piรน stretto con la cittร  di Milano. Pensiamo che la fotografia possa dare un contributo fondamentale per arricchire la giร  importante proposta culturale della cittร . Il nostro obiettivo รจ creare un network di valore con un numero sempre maggiore di istituzioni cittadineโ€.

Fabio Castelli, ideatore della mostra, conclude: โ€œLa scelta di questo artista vuole ricordare lโ€™intento espresso nel concept delle mostre in Bocconi, ossia quello di presentare autori italiani e stranieri di livello internazionale, ma relativamente meno conosciuti in Italia e a Milano in particolare. L’occasione si รจ presentata considerando il tema “Changing” nell’edizione di MIA Photo Fair di quest’anno. Le opere di Scabar, cosรฌ lontane dal tempo e dal fragore del nostro presente, trovano lโ€™apice della loro suggestione osservando quelle nelle quali riconosciamo alcuni elementi che facevano parte del mondo della fotografia. Quel mondo lo conosciamo bene. Ci sembrano lontanissime, e ci inducono alla riflessione sui valori di questo cambiamento”.

“La mia รจ una stampa creata in camera oscura, 

un momento vissuto nella nascita di qualcosa di miracolosoโ€

Sergio Scabar


IL FOTOGRAFO

Sergio Scabar รจ nato a Ronchi dei Legionari (Gorizia) nel 1946, dove ha vissuto e lavorato fino alla sua morte avvenuta nel 2019. Cominciรฒ ad interessarsi alla fotografia nel 1964. Dal 1966 al 1974 ha partecipato saltuariamente a concorsi nazionali e internazionali, utilizzando la fotografia soprattutto con finalitร  di racconto e reportage. Successivamente, negli anni โ€™80, il suo lavoro prese una svolta sostanziale: la figura umana uscรฌ dai suoi lavori e il suo interesse si concentrรฒ sulla natura, sublimando lโ€™aspetto materiale e concettuale.

Col lavoro โ€œIl Teatro delle coseโ€ nel 1996, iniziรฒ ad utilizzare una stampa alchemica ai sali dโ€™argento โ€œunico esemplareโ€. Il metodo di lavoro artigianale emerse maggiormente rispetto alle opere precedenti. Nel 2003 ha ricevuto dal CRAF il premio โ€œFriuli Venezia Giulia Fotografiaโ€. Nel 2005 realizzรฒ una persona dal titolo โ€œTempo Fermoโ€ al Castello di Grumello (Bergamo) a cura di Philippe Daverio. Nel 2008 pubblicรฒ โ€œSilenzio di Luceโ€ per Punto Marte Editore e nel 2010 โ€œCidinorsโ€ edito da Associazion cultural Colonos. Nel 2015 ha partecipato alla collettiva โ€œObiectaโ€ presso la Giacomo Guidi Gallery (Roma) e nel 2016 partecipa a โ€œSilenziโ€ presso la Galleria Milano (Milano) di Angela Madesani.

Nel 2017 venne realizzata una personale alla Galerie L&C Tirelli a Vevey (Svizzera).
Le sue opere sono presenti nella collezione dโ€™arte contemporanea di San Vito al Tagliamento, โ€œPunto Fermoโ€, istituita in occasione della rassegna โ€œPalinsestiโ€ (2011), secondo un progetto di Angelo Bertani, Alessandro del Puppi e Denis Viva. Le sue opere sono anche nella collezione della Pinacoteca dei Musei Provinciali โ€“ Palazzo Attems Petzenstein, della Biblioteca Statale Isontina di Gorizia, del CRAF โ€“ Centro di ricerca e Archiviazione della Fotografia di Spilimbergo (Pordenone), nella collezione della Polinova Galerija di Aidussina (Slovenia) e dellโ€™Associazione cultural Colonos (Villacaccia di Lestizza, Udine). Ha esposto in numerose gallerie private e in diverse istituzioni in Italia e allโ€™estero.

INFO

Il tempo sospeso: Opere di Sergio Scabarโ€
BAG- Bocconi Art Gallery
presso Universitร  Bocconi in via Sarfatti 25, piano seminterrato
Dal 25 gennaio – 20 aprile 2024

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