Con LinkBuds Clip, Sony compie un gesto che va oltre l’innovazione di prodotto e lambisce un territorio più sottile: quello dell’estetica dell’ascolto.

Non più cuffie come dispositivi di sottrazione – strumenti di isolamento, di fuga, di chiusura percettiva – ma come oggetti porosi, capaci di negoziare costantemente il confine tra suono e realtà.
Il design open-ear a clip non invade il condotto uditivo, lo aggira. La forma a C, ispirata agli ear cuff, si appoggia all’orecchio con una presenza leggera e dichiaratamente visibile, quasi ornamentale. È un design che non chiede di scomparire, ma di essere abitato: il corpo resta permeabile, attraversato dall’aria, dalle voci, dal traffico urbano. L’ascolto diventa una pratica continua, non un’interruzione.
In questo senso, LinkBuds Clip incarnano un’idea di Always-On che è prima concettuale che funzionale. La musica non si sovrappone al mondo, ma vi coesiste. Le tre modalità di ascolto – Standard, Voice Boost e Sound Leakage Reduction – modulano il suono in relazione al contesto, come farebbe uno spazio espositivo che adatta luci e percorsi alla presenza del pubblico. L’audio si fa situazionale, reattivo, quasi relazionale.
Sul piano sonoro, Sony mette in campo la propria memoria industriale e culturale. Il suono, pur nella sua apertura strutturale, resta bilanciato e fedele all’originale, sostenuto da tecnologie come DSEE e 360 Reality Audio, oltre a un equalizzatore a 10 bande che invita l’utente a intervenire, a modellare. Non è un ascolto passivo: è una curatela personale del suono.
Anche la dimensione vocale – spesso trascurata nei wearable – assume qui una centralità precisa. Il sensore a conduzione ossea e la riduzione del rumore basata su intelligenza artificiale restituiscono una voce nitida, leggibile, quasi scolpita, anche nel rumore diffuso della città. Parlare, ascoltare, rispondere: tutto avviene senza mai uscire completamente dalla scena.
La comodità non è solo ergonomica, ma temporale. I LinkBuds Clip sono pensati per durare: fino a 37 ore di autonomia, ricarica rapida, resistenza a sudore e pioggia, connessione multipoint. Un oggetto che accompagna, più che servire. Che si adatta ai ritmi discontinui della quotidianità contemporanea.
Non secondaria, infine, la riflessione ambientale. La confezione priva di plastica e l’uso di materiali riciclati non vengono ostentati come slogan, ma integrati in una visione coerente: il design come responsabilità, non come ornamento vuoto. Anche la sostenibilità, qui, è una questione di continuità.
Disponibili da febbraio 2026 in una palette cromatica che dialoga con il corpo e con il guardaroba – greige, nero, lavanda, verde – i LinkBuds Clip non promettono immersione totale, né isolamento perfetto. Propongono qualcosa di più complesso e, forse, più necessario: un ascolto permeabile, consapevole, radicalmente contemporaneo.









