Alla PoliArt Contemporary di Milano inaugura Modellare il corpo del tempo, mostra dedicata a FRANCESCO FIENGA.
Il corpus principale della mostra รจ composto da circa venti opere, tra sculture da terra e da parete, che entrano nello spazio fisico e ideale della galleria, fondendo un equilibrio e unโeleganza rinascimentali con una vera e propria potenza primordiale.
Cโรจ infatti una forza trascinante nelle opere dellโartista pompeiano, che divide la sua ricerca tra Genova e Hannover: il ferro, lโacciaio satinato e a specchio, la cera, il gesso e i pigmenti, sono i materiali che lโartista assembla e inchiavarda come in fortezze minacciose eppure accoglienti.
Lโartista affronta la propria ricerca con lโintensitร del grande scultore classico – unโintensitร che non dovrebbe essere dimenticata dallโarte contemporanea -, accumulando unโenergia che continua a vibrare viva in ogni sua opera. Ed รจ proprio la maestosa e persino dura vitalitร di queste opere ad aprire varchi nello spazio espositivo, aggettando forme che coinvolgono tutto lโambiente circostante, come se lโartista fosse in grado di scolpire anche dimensioni inattese e invisibili.
Si tratta di un vero e proprio attraversamento dimensionale in cui ci si trova coinvolti e rapiti, quasi fossimo davanti a unโopera di Burri, che credo, pur in una diversitร radicale, sia il maestro che ha consegnato alla contemporaneitร la tradizione dellโequilibrio e della forza dellโarte occidentale.
Non รจ un caso che la scelta dei materiali di Fienga vada dal ferro e dallโacciaio, sino al gesso, alla cera e ai pigmenti: รจ la gioiosa disciplina dellโarmonia che puรฒ tenere insieme la forza e la fragilitร , la potenza dei metalli e la segreta presenza della pittura, la luce e lโombra, e persino lโattonito sguardo riflesso dellโosservatore. Ma gli effetti specchianti dellโacciaio lucidato giร dialogano con la brunita durezza del ferro e con la morbida e duttile opacitร della cera. Lโuniformitร dei bianchi del gesso, poi, seguono mutevoli ritmi da cui nere e incognite forme emergono come lava appena raffreddata. ร questa forse la natura pompeiana di Francesco Fienga, lโessenza inattingibile delle sue opere: la presenza minacciosa e mai sopita del vulcano che incute fascino, potenza e rispetto. Davanti a queste opere pare che persino il tempo si arresti e prenda corpo per divenirne una parte integrante, carica di attesa. ร il grande potere della scultura in cui la materia si anima per modellare il corpo del tempo in cui la storia si conserva.
Completa la mostra una selezione di disegni, da cui spesso provengono le opere dellโartista campano. Ma non si tratta di veri e propri progetti, perchรฉ anche sulla carta Fienga trova luoghi dinamici che giร tentano di ergersi oltre la superficie. E non รจ un problema di prospettiva, o non solo, ma una sorta di agrimensura spaziale in cui ogni segno giร si disegna nello spazio.
L’ARTISTA
Francesco Fienga nasce a Pompei nel 1969. Studia al Liceo Artistico con Mario Persico, in seguito pittura allโAccademia di Belle Arti di Napoli. Nel 1997 si trasferisce a Genova dove intraprende lโattivitร di insegnamento. Dopo un primo periodo in cui sperimenta la pittura e lโincisione, si dedica alla scultura, concentrandosi sul rapporto tra arte e societร e sviluppando lโidea di una scultura che si pone in stretta relazione con il luogo, con lโambiente da cui รจ prodotta e nel quale รจ fruita: elabora quindi sculture che si pongono in profonda relazione con gli spazi nei quali vengono collocate. Vive tra Genova e Hannover in Germania.
INFO
FRANCESCO FIENGA
modellare il corpo del tempo
11 marzo โ 11 aprile 2023
a cura di Leonardo Conti
opening sabato 11 marzo alle ore 18
con la danza di Giuseppe DiVito Spinelli e la musica di Paola Samoggia dedicate alla mostra
PoliArt Contemporary โ Milano
Viale Gran Sasso 35