La Cerimonia di Apertura dei Giochi Paralimpici Invernali di Milano Cortina 2026 accoglierà sul palco dell’Arena di Verona Chiara Bersani, una delle figure più significative della scena performativa contemporanea italiana.
La sua partecipazione arricchirà l’evento inaugurale del 6 marzo con uno sguardo artistico capace di interrogare il presente e trasformare il corpo in racconto.
Dopo il trionfo delle Cerimonie Olimpiche, il celebre anfiteatro si prepara a ospitare uno dei momenti più emblematici dei Giochi.
Con Chiara Bersani, lo spazio si trasforma in un paesaggio poetico in cui la danza diventa strumento di rivelazione: il movimento si fa forza capace di emozionare e unire la comunità.
Chiara Bersani: il corpo come linguaggio artistico
Performer, coreografa e artista visiva attiva sulla scena internazionale, Chiara Bersani ha sviluppato una ricerca che attraversa danza contemporanea, teatro e arti performative. Il suo lavoro si distingue per l’uso del corpo come materia creativa, trasformando la disabilità in una prospettiva capace di generare nuovi modi di vedere e abitare lo spazio.
Nel corso della sua carriera ha preso parte a numerosi progetti di ricerca, costruendo una cifra artistica fondata sulla relazione diretta con il pubblico. La sua pratica indaga il significato della presenza scenica e il modo in cui lo sguardo contribuisce a definire identità, vulnerabilità e potere. In questo percorso, il suo lavoro contribuisce a ridefinire la rappresentazione dei corpi nelle arti performative contemporanee, aprendo spazi di immaginazione condivisa oltre stereotipi e categorie.
“Life in Motion”: il movimento come cambiamento
La Cerimonia di Apertura Paralimpica 2026 si sviluppa attorno al tema “Life in Motion”, un omaggio alla vita intesa come cambiamento continuo e trasformazione. In questo orizzonte, la ricerca di Chiara Bersani trova una risonanza naturale: il suo linguaggio coreografico, basato sulla creazione di immaginari capaci di dare voce al corpo, in tutte le sue forme, interpreta il movimento come relazione viva e come atto che ridefinisce lo spazio e lo sguardo. La sua pratica si intreccia così con la visione della cerimonia, offrendo una lettura della disabilità come dinamica, generativa e profondamente connessa al mondo che la circonda, dialogando in modo diretto con i valori dei Giochi Paralimpici e con il loro messaggio di autodeterminazione, inclusione e libertà.
Realizzata in collaborazione con Filmmaster, già protagonista della recente cerimonia del 22 febbraio, la Cerimonia di Apertura si configura come uno spettacolo artistico e istituzionale di grande rilievo. Lo spettacolo darà voce alle storie degli atleti, intrecciando territori, comunità e percorsi personali in una narrazione condivisa.




