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Frida Kahlo a Bologna: la mostra fotografica “Lo sguardo come identità” a Palazzo Pepoli

A Bologna, la figura di Frida Kahlo torna a interrogare il presente attraverso il filtro della fotografia. Dal 28 marzo al 27 settembre 2026, Palazzo Pepoli ospita la mostra “Frida Kahlo. Lo sguardo come identità”, un percorso che mette a fuoco il rapporto tra immagine e costruzione del sé, nodo cruciale nell’eredità dell’artista.

Philadelphia Museum of Art: 125th Anniversary Acquisition. The Lynne and Harold Honickman Gift of the Julien Levy Collection, 2001-62-635 © Philadelphia Museum of Art.

Curata da ONO arte, l’esposizione raccoglie oltre 70 fotografie originali firmate, tra gli altri, da Edward Weston, Nickolas Muray, Imogen Cunningham e Graciela Iturbide. Una costellazione di sguardi che restituisce una Kahlo plurale, mai definitiva.

La mostra si muove su un terreno scivoloso ma necessario: quello della trasformazione di Kahlo in icona globale. Un processo che, se da un lato ne ha amplificato la portata simbolica, dall’altro ha spesso diluito la complessità della sua ricerca, riducendola a emblema pop. Eppure, proprio in questa tensione si annida la sua attualità. Corpo, identità, dolore, autorappresentazione: temi che oggi trovano in Kahlo una figura di sorprendente urgenza.

Il percorso espositivo evita la linearità biografica e preferisce insinuarsi tra le immagini, lasciando emergere contraddizioni e slittamenti. Dalla giovane Frida ritratta dal padre Guillermo Kahlo fino agli scatti degli amici, degli amanti, dei fotografi internazionali, prende forma un archivio visivo che non documenta soltanto un volto, ma un progetto identitario consapevole. Kahlo non subisce lo sguardo: lo orienta, lo manipola, lo anticipa.

In filigrana, si intravede già quella che Guy Debord avrebbe definito “società dello spettacolo”. Kahlo sembra averne intuito le dinamiche ben prima della loro formalizzazione teorica, trasformando la propria immagine in un dispositivo culturale capace di attraversare epoche e linguaggi.

“Lo sguardo come identità” non offre risposte, semmai rilancia la domanda: quanto di ciò che vediamo appartiene davvero a Frida Kahlo e quanto, invece, è il risultato di una costruzione lucida e strategica? Una questione che, oggi più che mai, riguarda tutti.

INFO

“Frida Kahlo. Lo sguardo come identità”
Dall’28 marzo all’27 settembre 2026
Palazzo Pepoli, Via Castiglione 10
Bologna
https://palazzopepoli.it/

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