Ha inaugurato a Palazzo Piacentini di Milano la mostra Contemporanea, per un’arte responsabile, visitabile fino al 13 aprile.
La mostra si sviluppa come un dialogo intergenerazionale tra artisti, in sintonia con il tema Among Friends di Miart 2025.
Sei gli artisti coinvolti: Raimondo Galeano, Roberto Pugliese, Hyon Soo Kim, Arthur Duff, Marta Longa e il collettivo Universal Everything. Un confronto che attraversa linguaggi e tecnologie diverse, con uno sguardo rivolto alla responsabilità sociale dell’arte contemporanea.
Chameleon: la creatura digitale di Universal Everything
Tra le opere in mostra, Chameleon di Universal Everything rappresenta un esempio di intersezione tra arte digitale e innovazione tecnologica. Il progetto, commissionato nel 2024 dalla Fondazione Giorgio Cini, è stato presentato alla Biblioteca del Longhena a Venezia e al Festival Ars Electronica di Linz.
L’opera video-digitale nasce dai dati raccolti dal Centro Digitale-ARCHiVe della Fondazione Giorgio Cini, che ha mappato digitalmente l’intera Isola di San Giorgio Maggiore. Questa operazione di conservazione e documentazione ha fornito la materia prima per una reinterpretazione artistica: Chameleon, per dodici minuti, attraversa gli spazi dell’ex monastero benedettino, esplorando ambienti storici come la Sala degli Arazzi e il bosco delle Vatican Chapels. A differenza delle precedenti iterazioni della “figura che cammina”, qui il personaggio muta in base ai colori, alle architetture e alle texture che incontra, trasformandosi in un’entità fluida e in continua metamorfosi.
L’isola di San Giorgio Maggiore e la scansione digitale
Il progetto prende le mosse da una delle più ambiziose operazioni di digitalizzazione mai realizzate: la scansione completa dell’Isola di San Giorgio Maggiore, curata dal Centro Digitale Cini – ARCHiVe in collaborazione con Factum Foundation. Attraverso l’uso della tecnologia LiDAR, tra il 2020 e il 2022 l’isola è stata ripresa da oltre 600 punti di registrazione, generando una nuvola di 60 miliardi di punti che ha permesso la creazione di un modello 3D dettagliato dell’intera area.
Parallelamente, nel 2021, il centro ha collaborato con Divirod per monitorare e analizzare i dati ambientali legati all’acqua che circonda l’isola, impiegando un sistema radar avanzato. Questi dati hanno costituito la base per l’interpretazione artistica di Chameleon, che rielabora digitalmente il paesaggio e la memoria architettonica della laguna veneziana.
Arte, tecnologia e memoria
La presenza di Chameleon all’interno di Contemporanea rafforza il dialogo tra arte e tecnologia, sottolineando il ruolo della digitalizzazione nella preservazione e reinterpretazione del patrimonio culturale. Universal Everything, con la sua creatura mutante, trasforma la memoria storica in un’esperienza visiva immersiva, portando avanti una riflessione sulla relazione tra innovazione e tradizione, tra fisico e virtuale. Una prospettiva che si inserisce perfettamente nel discorso più ampio della mostra: un’arte che non solo rappresenta, ma interagisce attivamente con il passato e il presente, immaginando nuove possibilità per il futuro.
Il collettivo
Universal Everything è un collettivo di media artist, experience designer e future maker, fondato nel 2004 e di base a Londra. Lo studio crea esperienze digitali che sovvertono la pratiche cinematografiche, dando vita a forme inedite di immagini in movimento, interazione e spazi immersivi.
In questi anni, ha esposto al Victoria & Albert Museum, al 180 Strand e al Science Museum di Londra, a La Gaite Lyrique di Parigi e al Borusan Contemporary di Istanbul. Tra le mostre collettive figurano quelle al MOMA di New York, al Sundance Film Festival e al Barbican di Londra. Le opere di Universal Everything sono entrate a far parte di molte collezioni permanenti, tra cui ZKM, Thoma Foundation, Borusan Contemporary e Sifang Art Museum.
Dal punto di vista tecnologico, spiega Matt Pyke, fondatore e direttore creativo,
per creare Chameleon, abbiamo utilizzato innanzitutto un nuovo software AI estremamente interessante, che traccia il movimento dell’attore che cammina nello spazio, estrae i dati e li rimuove dall’ambiente, per sostituirli poi con una figura CGI (Computer Generated Imagery). Quindi il risultato è un movimento umano realistico che attraversa lo spazio. Poi ci siamo concentrati sulla mappatura delle texture in tempo reale: tutte queste cose non sarebbero state possibili fino a poco tempo fa. Il risultato ci sembra davvero unico».
Info
Contemporanea, per un’arte responsabile
a cura di Annalisa Bianco e Valerio Dehò
Milano, Piazza Missori, Palazzo Piacentini
Fino al 13 aprile 2025
ingresso gratuito su prenotazione