CARLOS-CRUZ-DIEZ-

MICHELANGELO PISTOLETTO, CARLOS CRUZ-DIEZ e EVA JOSPIN alla Galleria Continua

Triplice mostra alla Galleria Continua di San Gimignano. Di scena le mostre ‘L’Euforia del Colore’ di CARLOS CRUZ-DIEZ, ‘Vedute’ di EVA JOSPIN e ‘I Quadri Specchianti’ di MICHELANGELO PISTOLETTO.

CARLOS CRUZ-DIEZ – ‘L’Euforia del Colore’

Carlos Cruz-Diez รจ uno dei principali protagonisti dellโ€™arte contemporanea.

Il suo lavoro e i suoi scritti ne fanno lโ€™ultimo grande pensatore del XX secolo nel campo del colore. In occasione delle celebrazioni per il centenario dalla nascita, Galleria Continua accogliere, per la prima volta nei suoi spazi espositivi di San Gimignano, una mostra personale dellโ€™artista franco-venezuelano.

Pioniere dellโ€™arte cinetica e maestro indiscusso del colore ha proposto questโ€™ultimo come una realtร  autonoma ed evolutiva in cui lโ€™implicazione dei nostri sensi rivela gli eventi cromatici mentre si sviluppano.

โ€œLโ€™euforia del coloreโ€, questo รจ il titolo della mostra, presenta i punti salienti della carriera artistica di Carlos Cruz-Diez, esplorando la teoria del colore dellโ€™artista, attraverso alcune delle sue opere piรน iconiche, inclusa unโ€™installazione nel centro storico di San Gimignano. Una ricca documentazione dโ€™archivio completa lโ€™esposizione.

โ€œIl colore non รจ semplicemente il colore delle cose che ci circondano, nรฉ il colore delle forme. รˆ una situazione evolutiva, una realtร  che reagisce sullโ€™essere umano con la stessa intensitร  del freddo, del caldo o del suono, per esempio. รˆ una percezione di base che la nostra tradizione culturale ci impedisce di isolare dal colore artistico e dalla sua nozione esoterica o aneddotica.โ€ Afferma Cruz-Diez. E prosegue, โ€œVolevo che il mio lavoro fosse una situazione fenomenologica, in cui il vero colore fosse liberato da ogni significato estetico e simbolico e raggiungesse quindi il suo massimo potenziale.โ€

Carlos Cruz-Diez si descrive come un artista che applica la disciplina di uno scienziato:

perchรฉ i supporti che sono riuscito a strutturare sono fonte di sorpresa e sono imponderabiliโ€ฆ Nelle mie opere nulla รจ lasciato al caso; tutto รจ previsto, pianificato e programmato. La libertร  e le emozioni sono presenti quando viene la scelta dei colori, un compito con una sola restrizione autoimposta: essere efficace in quello che voglio dire. รˆ una combinazione di razionalitร  ed emozione. Non mi faccio ispirare: riflettoโ€.

LE OPERE

Il corpus di opere di Carlos Cruz-Diez, basato su tre condizioni di colore (sottrattivo, additivo e riflesso) si sviluppa attraverso otto linee di ricerca: Couleur Additive, Physichromie, Induction Chromatique, Chromointerfรฉrence, Transchromie, Chromosaturation, Chromoscope e Couleur ร  lโ€™Espace.
Ognuno di loro risponde a diversi comportamenti del colore.
Lโ€™opera che occupa la platea dellโ€™ex cinema-teatro sede della galleria e’ unโ€™esperienza partecipativa e fa parte della serie Environnement Chromointerfรฉrent (Parigi, 1974). Lโ€™obiettivo di questi iconici ambienti cromatici รจ quello di creare una situazione nello spazio che coinvolga la smaterializzazione, la trasfigurazione e lโ€™ambiguitร  del colore attraverso il movimento. Il movimento costante della proiezione fa apparire trasparenti persone e oggetti che, in questo stato virtuale, cambiano forma e diventano โ€œattoriโ€ dellโ€™esperienza e โ€œautoriโ€ di un evento cromatico che si evolve nel tempo e nello spazio reali. โ€œEnvironnement Chromointerfรฉrent altera lo spazio, trasformando cosรฌ tutto ciรฒ che si trova al suo interno. La prima, nel 1974, aveva meno colori delle piรน recenti, ma generava giร  quella che io chiamo una relazione tra una costante e una variabile. La variabile era lo schema in movimento e la costante era lโ€™ombra [che gli spettatori] proiettavano sugli schemi in movimento. Lโ€™interazione tra variabile e costante ha causato una sensazione di instabilitร  simile allโ€™esperienza di sedersi su un treno e pensare che il โ€œtuo trenoโ€ si stia muovendo. Ma non รจ cosรฌ; il treno accanto al tuo รจ quello che si muove. La Cromointerferenza produce unโ€™ambiguitร  di instabilitร  percettivaโ€ (Cruz-Diez, 2011).
Le sale della galleria mostrano una selezione nitida e ipnotica di tre delle otto serie seminali sviluppate dallโ€™artista.
Le โ€œPhysichromiesโ€ (1959) sono strutture progettate per rivelare determinate circostanze e condizioni legate al colore, mutando in base al movimento dello spettatore e allโ€™intensitร  della luce, e quindi proiettando il colore nello spazio per creare una situazione evolutiva di additivo, riflessivo e colore sottrattivo. Una โ€œPhysichromieโ€ funge da โ€œtrappola di luceโ€ in uno spazio in cui interagiscono una serie di cornici di colore; cornici che si trasformano a vicenda, generando nuove gamme di colori non presenti sul supporto. Il colore riempie cosรฌ lo spazio confinato tra i fogli verticali โ€“ modulatori di luce โ€“ che ricoprono lโ€™intera opera. Inoltre, per effetto dello spettatore o della sorgente luminosa, si creano in essi una serie di variazioni cromatiche, simili a quelle osservate nello spazio reale del paesaggio.
โ€œCouleur Additiveโ€ (1959) si basa sulla radiazione del colore. Quando un colore piano tocca un altro, una linea verticale piรน scura appare nel punto di contatto. Questa linea virtuale apporta infatti un terzo colore che non รจ nel supporto. Isolando questo fenomeno ottico, Cruz-Diez ottiene i cosiddetti โ€œChromatic Event Modulesโ€ responsabili, in un certo senso, della continua trasformazione del colore.
Le โ€œInduction Chromatiquesโ€ (1963) sono strettamente correlate al fenomeno dellโ€™โ€œimmagine residuaโ€, o persistenza retinica. In altre parole, la retina dellโ€™occhio, dopo aver fissato un piano colorato in rosso per un certo periodo di tempo, conserva, anche dopo aver distolto lo sguardo, unโ€™immagine del piano – in verde; che รจ il colore indotto o colore complementare. Tale fenomeno, si svolge in due fasi, tuttavia, la โ€œInduction Chromatiqueโ€ lo realizza simultaneamente. In altre parole, stabilizza e rende visibile un fenomeno che puรฒ essere catturato solo momentaneamente e in circostanze molto particolari. Il colore che appare รจ e non รจ – ha unโ€™esistenza virtuale – tuttavia รจ reale quanto i pigmenti utilizzati. Lo dimostra lโ€™Induction du Jaune, che si ottiene sovrapponendo nero, blu e bianco; lโ€™Induction du Orange, prodotto con blu, giallo e nero; o lโ€™Induction du Rouge, per mezzo del verde, del bianco e del nero.
Lโ€™installazione in Piazza delle Erbe realizzata in occasione della mostra fa parte di questo ciclo di opere. Dalla fine degli anni โ€˜60, Carlos Cruz-Diez ha lavorato nello spazio urbano attraverso la realizzazione di grandi opere partecipative intervenendo su attraversamenti pedonali e passaggi pedonali. Con queste opere lโ€™artista rompere con i codici conosciuti e stabiliti con cui il cittadino si confronta quotidianamente, lo invita a interagire direttamente con le sue creazioni, a vivere lo spazio e la cittร  in modo nuovo, superando gli automatismi dello spazio urbano, immergendosi in unโ€™esperienza estetica, poetica
e sensoriale. โ€œUna delle funzioni dellโ€™arte รจ quella di provocare stupore. Se per strada crei oggetti, nuove situazioni, susciti stupore. I colori cambiano a seconda dellโ€™ora del giorno o di dove ti trovi. Cโ€™รจ sempre la sorpresa. In una scultura, in una pittura tradizionale, il discorso รจ immutabile. Per strada cambia continuamente. Lโ€™arte cinetica รจ quindi realmente adattata alla dimensione urbanaโ€, dichiara lโ€™artista.
Il percorso espositivo si conclude nel giardino della galleria con โ€œLโ€™Environnement de Transchromie Circulaireโ€ (1965/2017), una struttura circolare, immersiva e scintillante, in cui lo spettatore รจ invitato a riscoprire il suo ambiente naturale o urbano. Creata per essere vissuta hors les murs, lโ€™opera tiene conto della realtร  esterna e la trasforma sottraendo il colore, grazie alle strisce trasparenti che si confondono tra loro. Lโ€™artista vi dispiega una singolare concezione dellโ€™astrazione, iniziata nel 1969, quando elaborรฒ il suo primo โ€œProjet pour un environnement de couleur soustractiveโ€.

Piรน di una volta ho pensato che la melodia sarebbe scaturita dalla sua scultura in quella che lo stesso Cruz-Diez ha definito, a proposito di alcune sue opere, โ€œmusica a coloriโ€. Il maestro era un amante della musica, aveva sempre la sua chitarra a portata di mano: รจ cosรฌ che ha conquistato il cuore di sua moglie, Mirtha Delgado, e ha cresciuto i suoi tre figli. Con la chitarra ha suonato tante serenate con il suo caro amico Jesรบs Rafael Soto. E quellโ€™influenza risuona nei numerosi riferimenti alle armonie cromatiche nel suo lavoro. Lo stretto legame in ogni fase della sua vita con gli intellettuali della sua epoca lo ha reso fino alla fine un uomo del suo tempo. Era indiscutibilmente un artista contemporaneo capace di prevedere la tecnologia dei suoi tempi. La sua visione ha ampliato la sfera dellโ€™artista, il campo in cui lโ€™artista lavora. Eโ€™ stato spesso lโ€™inventore delle macchine di cui aveva bisogno per approfondire la sua ricerca, la sua sperimentazione, il suo mescolarsi con il coloreโ€ (Laura Salas Redondo, Carlos Cruz-Diez, El Color En El Espacio, Gli Ori, 2023).

L’ARTISTA

Carlos Cruz-Diez 1923 Caracas (Venezuela), 2019 Parigi (Francia). Carlos Cruz-Diez ha trentasette anni quando, nel 1960, decide di lasciare Caracas per stabilirsi a Parigi insieme alla famiglia. Dopo gli studi in accademia e una lunga esperienza come illustratore per riviste e agenzie pubblicitarie, capisce che solo in Europa avrร  la possibilitร  di mantenere un dialogo costante con le nuove tendenze rivolte allโ€™indagine delle dinamiche percettivo-sensoriali. Lโ€™inclusione nella seminale mostra collettiva โ€œBewogen Bewegingโ€ di Amsterdam nel 1961 dimostrerร  che aveva ragione. Messe da parte le tecniche tradizionali apprese a scuola e le precoci prove con moduli geometrici in legno, in Francia la sua ricerca prenderร  otto principali linee di azione sviluppate in un arco temporale piuttosto limitato, a testimonianza di una mente attiva e in costante sperimentazione. Il lavoro di Cruz-Diez รจ stato presentato in numerose mostre personali e collettive in tutto il mondo. Le sue opere fanno parte di collezioni prestigiose, Museum of Modern Art (MoMA), New York; Tate Modern, Londra; Musรฉe dโ€™Art Moderne de la Ville de Parigi; Centre Pompidou, Parigi; Museum of Fine Arts, Houston; Wallraf-Richartz Museum, Colonia; Geffen Contemporary, Museum of Contemporary Art (MOCA), Los Angeles; Hirshhorn Museum and Sculpture Garden, Washington, D.C.; Louisiana Museum of Modern Art, Humlebรฆk solo per citarne alcune. Tra i numerosi premi ricevuti: Presentation of Honoris Causa Doctorate posthumously to the artist Carlos Cruz-Diez, Central University of Venezuela, Caracas, Venezuela; Human Rights Friendly Personality, International Solidarity for Human Rights, Miami, Stati Uniti; Prize Penagos de Dibujo, Fundaciรณn Mapfre, Madrid, Spagna; Rank of Officer of the National Order of the Legion of Honour, Parigi, Francia; Golden Medal, Americas Society/Council of the Americas, New York, Stati Uniti; Gold Medal, Norwegian International Print Triennial, Oslo, Norvegia; International Painting Prize, IX Sรฃo Paulo Biennial, San Paolo, Brasile; Grand Prize, III Bienal Americana de Arte, National University of Cรณrdoba, Faculty of Science, Cรณrdoba, Argentina.
Nel 2005 su iniziativa dellโ€™artista e della sua famiglia prende vita la Fondazione Cruz-Diez, unโ€™organizzazione no-profit dedicata alla conservazione, diffusione e promozione del patrimonio artistico e concettuale dellโ€™artista.

EVA JOSPIN – โ€œVeduteโ€

La prima mostra personale dellโ€™artista francese Eva Jospin, figura di spicco della scena internazionale contemporanea.

Nata nel 1975 a Parigi, Eva Jospin realizza un costante gioco di scale che mescola grandiositร  e minuzia, natura e cultura, in cui la profusione di dettagli ci spinge alla contemplazione e allโ€™esplorazione.
Con โ€œVeduteโ€, lโ€™artista sottolinea la sua passione per lโ€™Italia, ma anche per la storia dellโ€™arte: la โ€œvedutaโ€, รจ generalmente unโ€™opera grafica caratterizzata da uno o piรน punti di vista che mettono in risalto il paesaggio naturale o urbano. Le vedute dellโ€™artista possono essere sia foreste impenetrabili oppure grotte ispirate ai giardini del Rinascimento, popolati da rovine, follie architettoniche e intrecci vegetali.
In queste opere, create per lโ€™esposizione, si percorre un cammino fatto di materiali e tecniche diverse: una passeggiata nella pluralitร  delle pratiche, che segna lโ€™inizio di questa nuova collaborazione tra lโ€™artista e la galleria. Lo sguardo si perde e naviga tra le stratificazioni modellate in gesso e cemento, i disegni realizzati con inchiostro di china, il ricamo con fili di seta e, naturalmente, le imperdibili sculture in cartone alveolare.
Il paesaggio รจ uno dei temi centrali dellโ€™opera di Eva Jospin: un paesaggio che, come definito da Pierre Wat, รจ una natura influenzata dallโ€™uomo in cui lโ€™essere umano รจ assente, ma nella quale si intuisce la memoria, la traccia, attraverso le rovine che rimangono dopo di lui.

Questa rovina, questa traccia รจ presente in Eva Jospin nella scultura โ€œGrotteโ€ (2023) in cui una vegetazione fittizia di liane e rovi si dipana in una caverna architettonica, richiamando le cavitร  dellโ€™antichitร  e le grotte create per i giardini barocchi dโ€™Italia e dโ€™Europa, dove โ€œla natura era rappresentata come un teatro alchemico, una fusione di artificio e spontaneitร โ€1. La grotta di Eva Jospin si costruisce accumulando strati successivi di cartone, scolpendo per aggiunta, creando volume, per poi concentrarsi sugli ornamenti, sulle foglie, sui ramoscelli. Leviga e intaglia la materia. Sotto le mani dellโ€™artista, il cartone si trasforma in roccia, la roccia si disintegra, le liane si aprono un tortuoso cammino nel cuore della cavitร .

In โ€œStratificazioni 2โ€ (2023) le pareti ruvide, realizzate con calchi di gesso e cemento, ricordano le scogliere calcaree erose dagli elementi. Queste pieghe successive sono strati, strati che portano in sรฉ i segni del passaggio inesorabile del tempo e quindi della vita umana. Un omaggio alle architetture trogloditiche, dove lโ€™uomo sfidava la montagna e si ritagliava uno spazio vitale nel cuore della pietra.

Spesso si verifica che un motivo centrale emerga nellโ€™opera dellโ€™artista. I boschi, le foreste relegati in secondo piano nei dipinti del Rinascimento diventano cosรฌ il soggetto principale delle sculture di Eva Jospin. โ€œLa Forรชtโ€ (2023), densa e impenetrabile, appare nellโ€™esposizione. Una foresta slanciata che si erge silenziosa dove gli intrecci dei rami creano uno spazio privo di presenze umane o animali eppure ricco di miti, storie e riferimenti, al nostro immaginario, alle nostre paure, a quel momento dellโ€™infanzia in cui le fiabe cullavano le nostre notti.
Una foresta mentale che assume lโ€™aspetto di una vegetazione in cartone, al confine tra il mondo industriale e quello naturale, declinata in tutte le sue possibilitร , ritagliata con cura, levigata, assemblata. Il cartone rimane nudo, privo di colori, suolo arido, fossile di unโ€™epoca passata. Ma basta guardare ai lati per scoprire gli artifici, vedere i sostegni, la profonditร  che si interrompe al contatto con la parete e assistere alla rivelazione dellโ€™illusione. Il legno, dormiente, non รจ altro che un immenso diorama, una scenografia meticolosamente curata e lavorata, e non sorprende sapere che prima di studiare pittura, lโ€™artista sognava di diventare scenografa.
Questโ€™artificio continua nei giardini ricamati dallโ€™artista, dove lโ€™abbondanza di dettagli si unisce per la prima volta allโ€™abbondanza di colore. Le follie e i capricci architettonici sono tradotti in fili di seta in โ€œGalleriaโ€ (2023) termine che significa contemporaneamente galleria dโ€™arte, tunnel e passaggio coperto. Qui le referenze a diversi periodi temporali e influenze sono evidenti. Lโ€™artista convoca a turno la splendida sala dei ricami del Palazzo Colonna a Roma (scoperta durante il suo soggiorno alla Villa Medici), ma anche la pittura dei Nabis e di ร‰douard Vuillard, in cui figure e sfondo si mescolano in una stessa massa colorata, che si riflette qui nella ricchezza dei dettagli in seta. In โ€œGalleriaโ€, la successione di linee di fili colorati dร  il ritmo e non manca di richiamare lโ€™abbondanza dei tratti presenti nei disegni dellโ€™artista.

Sebbene la sua pratica del disegno sia meno conosciuta, accompagna la vita dellโ€™artista fin dai suoi esordi accademici allโ€™ร‰cole des Beaux-Arts di Parigi. Lโ€™opulenza dei dettagli, di quelle linee che sembrano incise con un bulino, evoca le antiche incisioni. Per lโ€™artista, il disegno permette di evocare tre temporalitร : il presente, durante la sua creazione; il passato, grazie ai molteplici riferimenti; il futuro, poichรฉ spesso questi disegni diventano poi progetti di scultura o di ricamo.
Diplomata allโ€™ร‰cole Nationale Supรฉrieure des Beaux-Arts di Parigi, Eva Jospin compone da una quindicina dโ€™anni paesaggi forestali e architettonici che sviluppa in diversi medium. Nel 2015 รจ stata premiata dallโ€™Acadรฉmie des Beaux-Arts e nel 2017 รจ stata ospite della Villa Medici a Roma. Ha partecipato a numerose esposizioni di rilievo internazionale, tra cui al Palais de Tokyo (2014), al Palazzo Dei Diamanti a Ferrara (2018), al Museum Pfalzgalerie a Kaiserslautern (2019), alla Hayward Gallery (2020), allโ€™Het Noordbrabants Museum a Den Bosch (2021) e piรน recentemente al Musรฉe de la Chasse et de la Nature a Parigi per una mostra carte blanche allโ€™interno delle collezioni permanenti (2021). Lโ€™artista ha svelato diverse installazioni monumentali e immersive, tra cui โ€œPanoramaโ€ nel centro della Cour carrรฉe del Louvre nel 2016, โ€œCรฉnotapheโ€ allโ€™Abbazia di Montmajour nel 2020, ha creato una straordinaria serie di pannelli ricamati per la sfilata di alta moda della Maison Dior nel 2021 (โ€œChambre de Soieโ€) e ha realizzato di nuovo per la Maison Dior lโ€™ambientazione monumentale della sfilata prรชt-ร -porter primavera-estate 2023 (โ€œNymphรฉesโ€ 2022).

Tra le opere permanenti lโ€™Installazione โ€œFolieโ€, presso il Domaine de Chaumont-sur-Loire, inaugurata nel 2015, โ€œLa Traversรฉeโ€ a Beaupassage nel 2018 a Parigi e โ€œLe Passageโ€ a Nantes nel 2019. Nel 2022, Eva Jospin inaugura โ€œMicroclimaโ€, una nuova installazione permanente concepita come un giardino dโ€™inverno allโ€™interno del negozio Max Mara Piazza del Liberty a Milano. Lungo tutto il 2023 saranno presentate piรน di una ventina di opere dellโ€™artista, in medium diversi, nelle fiere dโ€™arte contemporanea di tutto il mondo in occasione della carta bianca affidata allโ€™artista da Ruinart. Questo percorso di opere entrerร  in dialogo con la mostra personale di Eva Jospin presso la fondazione Thalie a Bruxelles nella primavera del 2023 (โ€œPanoramร โ€), e successivamente con lโ€™esposizione prevista a partire dallโ€™estate del 2023 presso il Palais des Papes ad Avignone (โ€œPalazzoโ€).

MICHELANGELO PISTOLETTO – โ€œI Quadri Specchiantiโ€

โ€œI Quadri Specchiantiโ€, รจ la nuova mostra di Michelangelo Pistoletto.
Questa personale costituisce la prima tappa di un grande progetto che attraverserร  il mondo coinvolgendo le otto sedi di Galleria Continua, ognuna delle quali ospiterร  una mostra dellโ€™artista durante tutto il 2023, anno del 90ยฐ compleanno del Maestro.

Si tratta di un progetto intercontinentale, teso a mettere in luce lโ€™arte di Pistoletto in ogni sua declinazione, dalla genesi a oggi. Sarร  il racconto di un percorso attraverso le epoche: i momenti salienti della sua carriera e la lunga collaborazione con la galleria. Galleria Continua lo celebra come uno dei piรน importanti esponenti dellโ€™Arte Povera e dellโ€™arte contemporanea con un susseguirsi di personali su scala mondiale.

LE OPERE

Un viaggio attraverso lโ€™esplorazione della pittura e dellโ€™autoritratto utilizzando media diversi: dalla tela, lโ€™acrilico, lo smalto plastico, lโ€™oro, lโ€™argento, la carta velina dipinta su acciaio inox lucidato, fino alla serigrafia su acciaio inox super mirror.
Alcune opere prodotte da Pistoletto tra il 1957 e il 1958 esposte a San Gimignano sono di particolare rilievo nellโ€™evoluzione della sua attivitร . Tra queste โ€œSacerdoteโ€ (1957): una figura frontale, stilizzata geometricamente che ricorda la costruzione a punta di una cattedrale su tipico fondo oro delle icone.
In alcune opere realizzate nel corso del 1960 la persona, raffigurata frontalmente, in piedi e a dimensioni reali, vestita anonimamente in giacca e cravatta, assume un carattere sempre piรน immobile e inespressivo, come un prototipo di comune essere umano, mentre il fondo, sulla cui realizzazione va concentrandosi lโ€™attenzione dellโ€™artista, passa dalla ripetizione di segni decorativi al monocromo.
Ne sono esempi โ€œAutoritratto Oroโ€ e โ€œAutoritratto Argentoโ€, questโ€™ultimo costituito da due pannelli accostati in uno di questi la figura รจ dipinta su un fondo di color argento mentre lโ€™altro pannello รจ interamente occupato dal fondo argento, uno spazio vuoto che sembra anticipare la parte della superficie metallica dei futuri Quadri specchianti destinata ad accogliere le immagini riflesse dello spazio circostante.
Nel 1961 avviene la svolta che porta ai Quadri specchianti. Dopo aver steso sulla tela un fondo nero e uno spesso strato di vernice trasparente, lโ€™artista, apprestandosi a dipingervi il suo volto, si accorge improvvisamente di potersi specchiare direttamente sulla tela, senza bisogno di usare lo specchio per
osservarsi. Colpito da questa scoperta, realizza nel corso dellโ€™anno con questa tecnica diversi lavori ritraendosi in posizione seduta, in piedi, di fronte e di spalle. Questi lavori sono tutti raggruppati nel titolo โ€œIl presenteโ€, a
indicare il rapporto di istantaneitร  che queste opere creano tra lo spettatore, il suo riflesso e la figura dipinta.
Il Quadro specchiante รจ fondamentale per lโ€™opera di Michelangelo Pistoletto poichรฉ in esso ritroviamo il passato e il presente. Ciรฒ che lo spettatore vede davanti a sรฉ, lo vede contemporaneamente anche dietro
di sรฉ, e si trova quindi al centro di una doppia prospettiva: verso il futuro, attraverso il passato; e il passato penetra nel futuro. Non cโ€™รจ piรน distinzione tra lโ€™opera e lo spettatore, le entitร  coinvolte si moltiplicano: cโ€™รจ la persona fuori dallโ€™opera, la persona raffigurata sulla superficie, la persona che si specchia ed esiste nella sua molteplicitร  di reazioni allโ€™opera; entrambi esistono insieme, uno di fronte allโ€™altro. Il Quadro specchiante
รจ โ€œun autoritratto del mondoโ€, che unisce lโ€™osservatore e lโ€™ambiente, favorisce lโ€™incontro di poli opposti, offre una duplice prospettiva, mostrando cosa cโ€™รจ davanti e cosa cโ€™รจ dietro, oltre a creare uno spazio virtuale in cui arte e vita si fondono.
Lโ€™excursus espositivo si conclude con uno dei piรน recenti Quadri specchianti, โ€œQr Code Possession โ€“ Autoritrattoโ€ (2022), che raffigura lโ€™artista ricoperto di โ€œtatuaggiโ€ di un Qr Code con allโ€™interno un piccolo simbolo del Terzo Paradiso. Pistoletto definisce il tatuaggio come โ€œ(โ€ฆ) un antico metodo di comunicazione che
utilizzo oggi come mezzo di comunicazione artistico-tecnologico. Lโ€™autoritratto trasmette la mia identitร  ma anche quella della societร  contemporanea allโ€™interno del quadro dellโ€™infinito che puรฒ essere trovato in un Quadro specchianteโ€. I codici, una volta scansionati, portano lโ€™utente a una serie di materiali e video online: conferenze e talks collegati al suo libro di recente pubblicazione, โ€œLa Formula della Creazioneโ€, al lavoro presso
la Fondazione Pistoletto Cittร dellarte di Biella, a performance, solo per citarne alcuni.

INFO

CARLOS CRUZ-DIEZ
‘L’Euforia del Colore’

EVA JOSPIN
‘Vedute’

MICHELANGELO PISTOLETTO
‘I Quadri Specchianti’

GALLERIA CONTINUA | San Gimignano
Via del Castello 11, 53037 San Gimignano (SI), Italy 
Fino al 10 settembre 2023 | www.galleriacontinua.com

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