Triplice mostra alla Galleria Continua di San Gimignano. Di scena le mostre ‘L’Euforia del Colore’ di CARLOS CRUZ-DIEZ, ‘Vedute’ di EVA JOSPIN e ‘I Quadri Specchianti’ di MICHELANGELO PISTOLETTO.
CARLOS CRUZ-DIEZ – ‘L’Euforia del Colore’
Carlos Cruz-Diez รจ uno dei principali protagonisti dellโarte contemporanea.
Il suo lavoro e i suoi scritti ne fanno lโultimo grande pensatore del XX secolo nel campo del colore. In occasione delle celebrazioni per il centenario dalla nascita, Galleria Continua accogliere, per la prima volta nei suoi spazi espositivi di San Gimignano, una mostra personale dellโartista franco-venezuelano.
Pioniere dellโarte cinetica e maestro indiscusso del colore ha proposto questโultimo come una realtร autonoma ed evolutiva in cui lโimplicazione dei nostri sensi rivela gli eventi cromatici mentre si sviluppano.
โLโeuforia del coloreโ, questo รจ il titolo della mostra, presenta i punti salienti della carriera artistica di Carlos Cruz-Diez, esplorando la teoria del colore dellโartista, attraverso alcune delle sue opere piรน iconiche, inclusa unโinstallazione nel centro storico di San Gimignano. Una ricca documentazione dโarchivio completa lโesposizione.
โIl colore non รจ semplicemente il colore delle cose che ci circondano, nรฉ il colore delle forme. ร una situazione evolutiva, una realtร che reagisce sullโessere umano con la stessa intensitร del freddo, del caldo o del suono, per esempio. ร una percezione di base che la nostra tradizione culturale ci impedisce di isolare dal colore artistico e dalla sua nozione esoterica o aneddotica.โ Afferma Cruz-Diez. E prosegue, โVolevo che il mio lavoro fosse una situazione fenomenologica, in cui il vero colore fosse liberato da ogni significato estetico e simbolico e raggiungesse quindi il suo massimo potenziale.โ
Carlos Cruz-Diez si descrive come un artista che applica la disciplina di uno scienziato:
perchรฉ i supporti che sono riuscito a strutturare sono fonte di sorpresa e sono imponderabiliโฆ Nelle mie opere nulla รจ lasciato al caso; tutto รจ previsto, pianificato e programmato. La libertร e le emozioni sono presenti quando viene la scelta dei colori, un compito con una sola restrizione autoimposta: essere efficace in quello che voglio dire. ร una combinazione di razionalitร ed emozione. Non mi faccio ispirare: riflettoโ.
LE OPERE
Il corpus di opere di Carlos Cruz-Diez, basato su tre condizioni di colore (sottrattivo, additivo e riflesso) si sviluppa attraverso otto linee di ricerca: Couleur Additive, Physichromie, Induction Chromatique, Chromointerfรฉrence, Transchromie, Chromosaturation, Chromoscope e Couleur ร lโEspace.
Ognuno di loro risponde a diversi comportamenti del colore.
Lโopera che occupa la platea dellโex cinema-teatro sede della galleria e’ unโesperienza partecipativa e fa parte della serie Environnement Chromointerfรฉrent (Parigi, 1974). Lโobiettivo di questi iconici ambienti cromatici รจ quello di creare una situazione nello spazio che coinvolga la smaterializzazione, la trasfigurazione e lโambiguitร del colore attraverso il movimento. Il movimento costante della proiezione fa apparire trasparenti persone e oggetti che, in questo stato virtuale, cambiano forma e diventano โattoriโ dellโesperienza e โautoriโ di un evento cromatico che si evolve nel tempo e nello spazio reali. โEnvironnement Chromointerfรฉrent altera lo spazio, trasformando cosรฌ tutto ciรฒ che si trova al suo interno. La prima, nel 1974, aveva meno colori delle piรน recenti, ma generava giร quella che io chiamo una relazione tra una costante e una variabile. La variabile era lo schema in movimento e la costante era lโombra [che gli spettatori] proiettavano sugli schemi in movimento. Lโinterazione tra variabile e costante ha causato una sensazione di instabilitร simile allโesperienza di sedersi su un treno e pensare che il โtuo trenoโ si stia muovendo. Ma non รจ cosรฌ; il treno accanto al tuo รจ quello che si muove. La Cromointerferenza produce unโambiguitร di instabilitร percettivaโ (Cruz-Diez, 2011).
Le sale della galleria mostrano una selezione nitida e ipnotica di tre delle otto serie seminali sviluppate dallโartista.
Le โPhysichromiesโ (1959) sono strutture progettate per rivelare determinate circostanze e condizioni legate al colore, mutando in base al movimento dello spettatore e allโintensitร della luce, e quindi proiettando il colore nello spazio per creare una situazione evolutiva di additivo, riflessivo e colore sottrattivo. Una โPhysichromieโ funge da โtrappola di luceโ in uno spazio in cui interagiscono una serie di cornici di colore; cornici che si trasformano a vicenda, generando nuove gamme di colori non presenti sul supporto. Il colore riempie cosรฌ lo spazio confinato tra i fogli verticali โ modulatori di luce โ che ricoprono lโintera opera. Inoltre, per effetto dello spettatore o della sorgente luminosa, si creano in essi una serie di variazioni cromatiche, simili a quelle osservate nello spazio reale del paesaggio.
โCouleur Additiveโ (1959) si basa sulla radiazione del colore. Quando un colore piano tocca un altro, una linea verticale piรน scura appare nel punto di contatto. Questa linea virtuale apporta infatti un terzo colore che non รจ nel supporto. Isolando questo fenomeno ottico, Cruz-Diez ottiene i cosiddetti โChromatic Event Modulesโ responsabili, in un certo senso, della continua trasformazione del colore.
Le โInduction Chromatiquesโ (1963) sono strettamente correlate al fenomeno dellโโimmagine residuaโ, o persistenza retinica. In altre parole, la retina dellโocchio, dopo aver fissato un piano colorato in rosso per un certo periodo di tempo, conserva, anche dopo aver distolto lo sguardo, unโimmagine del piano – in verde; che รจ il colore indotto o colore complementare. Tale fenomeno, si svolge in due fasi, tuttavia, la โInduction Chromatiqueโ lo realizza simultaneamente. In altre parole, stabilizza e rende visibile un fenomeno che puรฒ essere catturato solo momentaneamente e in circostanze molto particolari. Il colore che appare รจ e non รจ – ha unโesistenza virtuale – tuttavia รจ reale quanto i pigmenti utilizzati. Lo dimostra lโInduction du Jaune, che si ottiene sovrapponendo nero, blu e bianco; lโInduction du Orange, prodotto con blu, giallo e nero; o lโInduction du Rouge, per mezzo del verde, del bianco e del nero.
Lโinstallazione in Piazza delle Erbe realizzata in occasione della mostra fa parte di questo ciclo di opere. Dalla fine degli anni โ60, Carlos Cruz-Diez ha lavorato nello spazio urbano attraverso la realizzazione di grandi opere partecipative intervenendo su attraversamenti pedonali e passaggi pedonali. Con queste opere lโartista rompere con i codici conosciuti e stabiliti con cui il cittadino si confronta quotidianamente, lo invita a interagire direttamente con le sue creazioni, a vivere lo spazio e la cittร in modo nuovo, superando gli automatismi dello spazio urbano, immergendosi in unโesperienza estetica, poetica
e sensoriale. โUna delle funzioni dellโarte รจ quella di provocare stupore. Se per strada crei oggetti, nuove situazioni, susciti stupore. I colori cambiano a seconda dellโora del giorno o di dove ti trovi. Cโรจ sempre la sorpresa. In una scultura, in una pittura tradizionale, il discorso รจ immutabile. Per strada cambia continuamente. Lโarte cinetica รจ quindi realmente adattata alla dimensione urbanaโ, dichiara lโartista.
Il percorso espositivo si conclude nel giardino della galleria con โLโEnvironnement de Transchromie Circulaireโ (1965/2017), una struttura circolare, immersiva e scintillante, in cui lo spettatore รจ invitato a riscoprire il suo ambiente naturale o urbano. Creata per essere vissuta hors les murs, lโopera tiene conto della realtร esterna e la trasforma sottraendo il colore, grazie alle strisce trasparenti che si confondono tra loro. Lโartista vi dispiega una singolare concezione dellโastrazione, iniziata nel 1969, quando elaborรฒ il suo primo โProjet pour un environnement de couleur soustractiveโ.
Piรน di una volta ho pensato che la melodia sarebbe scaturita dalla sua scultura in quella che lo stesso Cruz-Diez ha definito, a proposito di alcune sue opere, โmusica a coloriโ. Il maestro era un amante della musica, aveva sempre la sua chitarra a portata di mano: รจ cosรฌ che ha conquistato il cuore di sua moglie, Mirtha Delgado, e ha cresciuto i suoi tre figli. Con la chitarra ha suonato tante serenate con il suo caro amico Jesรบs Rafael Soto. E quellโinfluenza risuona nei numerosi riferimenti alle armonie cromatiche nel suo lavoro. Lo stretto legame in ogni fase della sua vita con gli intellettuali della sua epoca lo ha reso fino alla fine un uomo del suo tempo. Era indiscutibilmente un artista contemporaneo capace di prevedere la tecnologia dei suoi tempi. La sua visione ha ampliato la sfera dellโartista, il campo in cui lโartista lavora. Eโ stato spesso lโinventore delle macchine di cui aveva bisogno per approfondire la sua ricerca, la sua sperimentazione, il suo mescolarsi con il coloreโ (Laura Salas Redondo, Carlos Cruz-Diez, El Color En El Espacio, Gli Ori, 2023).
L’ARTISTA
Carlos Cruz-Diez 1923 Caracas (Venezuela), 2019 Parigi (Francia). Carlos Cruz-Diez ha trentasette anni quando, nel 1960, decide di lasciare Caracas per stabilirsi a Parigi insieme alla famiglia. Dopo gli studi in accademia e una lunga esperienza come illustratore per riviste e agenzie pubblicitarie, capisce che solo in Europa avrร la possibilitร di mantenere un dialogo costante con le nuove tendenze rivolte allโindagine delle dinamiche percettivo-sensoriali. Lโinclusione nella seminale mostra collettiva โBewogen Bewegingโ di Amsterdam nel 1961 dimostrerร che aveva ragione. Messe da parte le tecniche tradizionali apprese a scuola e le precoci prove con moduli geometrici in legno, in Francia la sua ricerca prenderร otto principali linee di azione sviluppate in un arco temporale piuttosto limitato, a testimonianza di una mente attiva e in costante sperimentazione. Il lavoro di Cruz-Diez รจ stato presentato in numerose mostre personali e collettive in tutto il mondo. Le sue opere fanno parte di collezioni prestigiose, Museum of Modern Art (MoMA), New York; Tate Modern, Londra; Musรฉe dโArt Moderne de la Ville de Parigi; Centre Pompidou, Parigi; Museum of Fine Arts, Houston; Wallraf-Richartz Museum, Colonia; Geffen Contemporary, Museum of Contemporary Art (MOCA), Los Angeles; Hirshhorn Museum and Sculpture Garden, Washington, D.C.; Louisiana Museum of Modern Art, Humlebรฆk solo per citarne alcune. Tra i numerosi premi ricevuti: Presentation of Honoris Causa Doctorate posthumously to the artist Carlos Cruz-Diez, Central University of Venezuela, Caracas, Venezuela; Human Rights Friendly Personality, International Solidarity for Human Rights, Miami, Stati Uniti; Prize Penagos de Dibujo, Fundaciรณn Mapfre, Madrid, Spagna; Rank of Officer of the National Order of the Legion of Honour, Parigi, Francia; Golden Medal, Americas Society/Council of the Americas, New York, Stati Uniti; Gold Medal, Norwegian International Print Triennial, Oslo, Norvegia; International Painting Prize, IX Sรฃo Paulo Biennial, San Paolo, Brasile; Grand Prize, III Bienal Americana de Arte, National University of Cรณrdoba, Faculty of Science, Cรณrdoba, Argentina.
Nel 2005 su iniziativa dellโartista e della sua famiglia prende vita la Fondazione Cruz-Diez, unโorganizzazione no-profit dedicata alla conservazione, diffusione e promozione del patrimonio artistico e concettuale dellโartista.
EVA JOSPIN – โVeduteโ
La prima mostra personale dellโartista francese Eva Jospin, figura di spicco della scena internazionale contemporanea.
Nata nel 1975 a Parigi, Eva Jospin realizza un costante gioco di scale che mescola grandiositร e minuzia, natura e cultura, in cui la profusione di dettagli ci spinge alla contemplazione e allโesplorazione.
Con โVeduteโ, lโartista sottolinea la sua passione per lโItalia, ma anche per la storia dellโarte: la โvedutaโ, รจ generalmente unโopera grafica caratterizzata da uno o piรน punti di vista che mettono in risalto il paesaggio naturale o urbano. Le vedute dellโartista possono essere sia foreste impenetrabili oppure grotte ispirate ai giardini del Rinascimento, popolati da rovine, follie architettoniche e intrecci vegetali.
In queste opere, create per lโesposizione, si percorre un cammino fatto di materiali e tecniche diverse: una passeggiata nella pluralitร delle pratiche, che segna lโinizio di questa nuova collaborazione tra lโartista e la galleria. Lo sguardo si perde e naviga tra le stratificazioni modellate in gesso e cemento, i disegni realizzati con inchiostro di china, il ricamo con fili di seta e, naturalmente, le imperdibili sculture in cartone alveolare.
Il paesaggio รจ uno dei temi centrali dellโopera di Eva Jospin: un paesaggio che, come definito da Pierre Wat, รจ una natura influenzata dallโuomo in cui lโessere umano รจ assente, ma nella quale si intuisce la memoria, la traccia, attraverso le rovine che rimangono dopo di lui.
Questa rovina, questa traccia รจ presente in Eva Jospin nella scultura โGrotteโ (2023) in cui una vegetazione fittizia di liane e rovi si dipana in una caverna architettonica, richiamando le cavitร dellโantichitร e le grotte create per i giardini barocchi dโItalia e dโEuropa, dove โla natura era rappresentata come un teatro alchemico, una fusione di artificio e spontaneitร โ1. La grotta di Eva Jospin si costruisce accumulando strati successivi di cartone, scolpendo per aggiunta, creando volume, per poi concentrarsi sugli ornamenti, sulle foglie, sui ramoscelli. Leviga e intaglia la materia. Sotto le mani dellโartista, il cartone si trasforma in roccia, la roccia si disintegra, le liane si aprono un tortuoso cammino nel cuore della cavitร .
In โStratificazioni 2โ (2023) le pareti ruvide, realizzate con calchi di gesso e cemento, ricordano le scogliere calcaree erose dagli elementi. Queste pieghe successive sono strati, strati che portano in sรฉ i segni del passaggio inesorabile del tempo e quindi della vita umana. Un omaggio alle architetture trogloditiche, dove lโuomo sfidava la montagna e si ritagliava uno spazio vitale nel cuore della pietra.
Spesso si verifica che un motivo centrale emerga nellโopera dellโartista. I boschi, le foreste relegati in secondo piano nei dipinti del Rinascimento diventano cosรฌ il soggetto principale delle sculture di Eva Jospin. โLa Forรชtโ (2023), densa e impenetrabile, appare nellโesposizione. Una foresta slanciata che si erge silenziosa dove gli intrecci dei rami creano uno spazio privo di presenze umane o animali eppure ricco di miti, storie e riferimenti, al nostro immaginario, alle nostre paure, a quel momento dellโinfanzia in cui le fiabe cullavano le nostre notti.
Una foresta mentale che assume lโaspetto di una vegetazione in cartone, al confine tra il mondo industriale e quello naturale, declinata in tutte le sue possibilitร , ritagliata con cura, levigata, assemblata. Il cartone rimane nudo, privo di colori, suolo arido, fossile di unโepoca passata. Ma basta guardare ai lati per scoprire gli artifici, vedere i sostegni, la profonditร che si interrompe al contatto con la parete e assistere alla rivelazione dellโillusione. Il legno, dormiente, non รจ altro che un immenso diorama, una scenografia meticolosamente curata e lavorata, e non sorprende sapere che prima di studiare pittura, lโartista sognava di diventare scenografa.
Questโartificio continua nei giardini ricamati dallโartista, dove lโabbondanza di dettagli si unisce per la prima volta allโabbondanza di colore. Le follie e i capricci architettonici sono tradotti in fili di seta in โGalleriaโ (2023) termine che significa contemporaneamente galleria dโarte, tunnel e passaggio coperto. Qui le referenze a diversi periodi temporali e influenze sono evidenti. Lโartista convoca a turno la splendida sala dei ricami del Palazzo Colonna a Roma (scoperta durante il suo soggiorno alla Villa Medici), ma anche la pittura dei Nabis e di รdouard Vuillard, in cui figure e sfondo si mescolano in una stessa massa colorata, che si riflette qui nella ricchezza dei dettagli in seta. In โGalleriaโ, la successione di linee di fili colorati dร il ritmo e non manca di richiamare lโabbondanza dei tratti presenti nei disegni dellโartista.
Sebbene la sua pratica del disegno sia meno conosciuta, accompagna la vita dellโartista fin dai suoi esordi accademici allโรcole des Beaux-Arts di Parigi. Lโopulenza dei dettagli, di quelle linee che sembrano incise con un bulino, evoca le antiche incisioni. Per lโartista, il disegno permette di evocare tre temporalitร : il presente, durante la sua creazione; il passato, grazie ai molteplici riferimenti; il futuro, poichรฉ spesso questi disegni diventano poi progetti di scultura o di ricamo.
Diplomata allโรcole Nationale Supรฉrieure des Beaux-Arts di Parigi, Eva Jospin compone da una quindicina dโanni paesaggi forestali e architettonici che sviluppa in diversi medium. Nel 2015 รจ stata premiata dallโAcadรฉmie des Beaux-Arts e nel 2017 รจ stata ospite della Villa Medici a Roma. Ha partecipato a numerose esposizioni di rilievo internazionale, tra cui al Palais de Tokyo (2014), al Palazzo Dei Diamanti a Ferrara (2018), al Museum Pfalzgalerie a Kaiserslautern (2019), alla Hayward Gallery (2020), allโHet Noordbrabants Museum a Den Bosch (2021) e piรน recentemente al Musรฉe de la Chasse et de la Nature a Parigi per una mostra carte blanche allโinterno delle collezioni permanenti (2021). Lโartista ha svelato diverse installazioni monumentali e immersive, tra cui โPanoramaโ nel centro della Cour carrรฉe del Louvre nel 2016, โCรฉnotapheโ allโAbbazia di Montmajour nel 2020, ha creato una straordinaria serie di pannelli ricamati per la sfilata di alta moda della Maison Dior nel 2021 (โChambre de Soieโ) e ha realizzato di nuovo per la Maison Dior lโambientazione monumentale della sfilata prรชt-ร -porter primavera-estate 2023 (โNymphรฉesโ 2022).
Tra le opere permanenti lโInstallazione โFolieโ, presso il Domaine de Chaumont-sur-Loire, inaugurata nel 2015, โLa Traversรฉeโ a Beaupassage nel 2018 a Parigi e โLe Passageโ a Nantes nel 2019. Nel 2022, Eva Jospin inaugura โMicroclimaโ, una nuova installazione permanente concepita come un giardino dโinverno allโinterno del negozio Max Mara Piazza del Liberty a Milano. Lungo tutto il 2023 saranno presentate piรน di una ventina di opere dellโartista, in medium diversi, nelle fiere dโarte contemporanea di tutto il mondo in occasione della carta bianca affidata allโartista da Ruinart. Questo percorso di opere entrerร in dialogo con la mostra personale di Eva Jospin presso la fondazione Thalie a Bruxelles nella primavera del 2023 (โPanoramร โ), e successivamente con lโesposizione prevista a partire dallโestate del 2023 presso il Palais des Papes ad Avignone (โPalazzoโ).
MICHELANGELO PISTOLETTO – โI Quadri Specchiantiโ
โI Quadri Specchiantiโ, รจ la nuova mostra di Michelangelo Pistoletto.
Questa personale costituisce la prima tappa di un grande progetto che attraverserร il mondo coinvolgendo le otto sedi di Galleria Continua, ognuna delle quali ospiterร una mostra dellโartista durante tutto il 2023, anno del 90ยฐ compleanno del Maestro.
Si tratta di un progetto intercontinentale, teso a mettere in luce lโarte di Pistoletto in ogni sua declinazione, dalla genesi a oggi. Sarร il racconto di un percorso attraverso le epoche: i momenti salienti della sua carriera e la lunga collaborazione con la galleria. Galleria Continua lo celebra come uno dei piรน importanti esponenti dellโArte Povera e dellโarte contemporanea con un susseguirsi di personali su scala mondiale.
LE OPERE
Un viaggio attraverso lโesplorazione della pittura e dellโautoritratto utilizzando media diversi: dalla tela, lโacrilico, lo smalto plastico, lโoro, lโargento, la carta velina dipinta su acciaio inox lucidato, fino alla serigrafia su acciaio inox super mirror.
Alcune opere prodotte da Pistoletto tra il 1957 e il 1958 esposte a San Gimignano sono di particolare rilievo nellโevoluzione della sua attivitร . Tra queste โSacerdoteโ (1957): una figura frontale, stilizzata geometricamente che ricorda la costruzione a punta di una cattedrale su tipico fondo oro delle icone.
In alcune opere realizzate nel corso del 1960 la persona, raffigurata frontalmente, in piedi e a dimensioni reali, vestita anonimamente in giacca e cravatta, assume un carattere sempre piรน immobile e inespressivo, come un prototipo di comune essere umano, mentre il fondo, sulla cui realizzazione va concentrandosi lโattenzione dellโartista, passa dalla ripetizione di segni decorativi al monocromo.
Ne sono esempi โAutoritratto Oroโ e โAutoritratto Argentoโ, questโultimo costituito da due pannelli accostati in uno di questi la figura รจ dipinta su un fondo di color argento mentre lโaltro pannello รจ interamente occupato dal fondo argento, uno spazio vuoto che sembra anticipare la parte della superficie metallica dei futuri Quadri specchianti destinata ad accogliere le immagini riflesse dello spazio circostante.
Nel 1961 avviene la svolta che porta ai Quadri specchianti. Dopo aver steso sulla tela un fondo nero e uno spesso strato di vernice trasparente, lโartista, apprestandosi a dipingervi il suo volto, si accorge improvvisamente di potersi specchiare direttamente sulla tela, senza bisogno di usare lo specchio per
osservarsi. Colpito da questa scoperta, realizza nel corso dellโanno con questa tecnica diversi lavori ritraendosi in posizione seduta, in piedi, di fronte e di spalle. Questi lavori sono tutti raggruppati nel titolo โIl presenteโ, a
indicare il rapporto di istantaneitร che queste opere creano tra lo spettatore, il suo riflesso e la figura dipinta.
Il Quadro specchiante รจ fondamentale per lโopera di Michelangelo Pistoletto poichรฉ in esso ritroviamo il passato e il presente. Ciรฒ che lo spettatore vede davanti a sรฉ, lo vede contemporaneamente anche dietro
di sรฉ, e si trova quindi al centro di una doppia prospettiva: verso il futuro, attraverso il passato; e il passato penetra nel futuro. Non cโรจ piรน distinzione tra lโopera e lo spettatore, le entitร coinvolte si moltiplicano: cโรจ la persona fuori dallโopera, la persona raffigurata sulla superficie, la persona che si specchia ed esiste nella sua molteplicitร di reazioni allโopera; entrambi esistono insieme, uno di fronte allโaltro. Il Quadro specchiante
รจ โun autoritratto del mondoโ, che unisce lโosservatore e lโambiente, favorisce lโincontro di poli opposti, offre una duplice prospettiva, mostrando cosa cโรจ davanti e cosa cโรจ dietro, oltre a creare uno spazio virtuale in cui arte e vita si fondono.
Lโexcursus espositivo si conclude con uno dei piรน recenti Quadri specchianti, โQr Code Possession โ Autoritrattoโ (2022), che raffigura lโartista ricoperto di โtatuaggiโ di un Qr Code con allโinterno un piccolo simbolo del Terzo Paradiso. Pistoletto definisce il tatuaggio come โ(โฆ) un antico metodo di comunicazione che
utilizzo oggi come mezzo di comunicazione artistico-tecnologico. Lโautoritratto trasmette la mia identitร ma anche quella della societร contemporanea allโinterno del quadro dellโinfinito che puรฒ essere trovato in un Quadro specchianteโ. I codici, una volta scansionati, portano lโutente a una serie di materiali e video online: conferenze e talks collegati al suo libro di recente pubblicazione, โLa Formula della Creazioneโ, al lavoro presso
la Fondazione Pistoletto Cittร dellarte di Biella, a performance, solo per citarne alcuni.
INFO
CARLOS CRUZ-DIEZ
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‘Vedute’
MICHELANGELO PISTOLETTO
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Fino al 10 settembre 2023 | www.galleriacontinua.com