Gideon Rubin Untitled, 2020 oil on linen 35,5 × 30,5 cm Courtesy Monica De Cardenas, Milano

_artist: GIDEON RUBIN

L’artista israeliano Gideon Rubin è conosciuto per i suoi dipinti in cui le persone ritratte appaiono senza volto. Lo sguardo così non è veicolato dalla fisionomia, è invece attento alle atmosfere che si sprigionano dalle opere.

Evanescenti e melanconiche, le opere di Rubin, parlano di un passato o di un ricordo appena affiorato alla memoria. La pittura è densa e seduttiva, pennellate fluide descrivono atmosfere intime e di complicità tra le persone ritratte. Avendo una componente evocativa molto forte, queste figure innescano una diretta empatia con lo spettatore, coinvolgendolo in prima persona. I soggetti delle opere sono raffigurati durante le loro attività quotidiane; l’artista ci rende dunque complici di questi momenti di impalpabile intimità. Una coppia che cammina abbracciata, una ragazza che si sveste, i fiori che lentamente appassiscono fanno parte di una dimensione quasi atemporale di lentezza e quiete.

I COLORI

Le tenui colorazioni utilizzate da Rubin ovvero toni sabbiosi, blu grigiastri e bianchi lattiginosi, combinate alle molteplici pennellate su tela, suggeriscono il desiderio di riportare in vita un ricordo tramite la pittura e dargli durata nel tempo. L’intenzione dell’artista è dunque di invitare lo spettatore a completare questi dettagli mancanti con i propri ricordi.

LE FONTI DI ISPIRAZIONE

Le fonti delle opere di Rubin sono spesso immagini trovate, fotografie che appartengono ad un passato personale ma anonimo, personaggi presi da riviste o giornali. L’artista crea così un archivio di immagini per i suoi quadri, una sorta di atto di riappropriazione di storie e memorie personali negate dall’Olocausto. I soggetti, pur di natura disparata, sono equiparati stilisticamente. Passato e presente, conscio ed inconscio, personale e
universale sono infatti equivalenti agli occhi dell’artista. Le opere di Rubin ci raccontano frammenti di una storia più ampia, una storia complessa e multivalente, le cui molteplici fonti, citazioni artistiche e cultura dei mass media sono rielaborati in un personalissimo linguaggio pittorico.
La cancellazione dei tratti somatici dei volti assume una involontaria ma significativa risonanza nell’attuale pandemia: le mascherine chirurgiche che noi tutti adesso indossiamo rimuovono i nostri più significativi tratti identitari, rendendoci astratti ed enigmatici, ma al tempo stesso reali e vitali, come i soggetti delle sue figurazioni.

BIO

Gideon Rubin è nato a Tel Aviv nel 1973, nipote del pittore israeliano Reuven Rubin,
rumeno rifugiatosi in Israele per sfuggire all’Olocausto. L’artista ha studiato alla School of Visual Arts di New York e poi alla Slade School of Fine Arts di Londra, dove ha completato i suoi studi nel 2002 e attualmente vive. Ha esposto in numerose mostre personali in tutto il mondo e le sue opere sono incluse in collezioni private a Londra, Hong Kong, New York, Parigi e oltre.

INFO & WEB

Gideon Rubin è in mostra fino al 10 ottobre 2020
alla MONICA DE CARDENAS GALLERIA di via Francesco Viganò 4 a Milano.
www.monicadecardenas.com
https://www.instagram.com/gideon_rubin

HESTETIKA ART Next Generation

Altre storie
MIMMO PALADINO regala una sua opera all’appello dei musicisti italiani con “Quelli che suonano”