Ha inaugurato la quarta edizione della Biennale della Fotografia Femminile di Mantova (BFFMantova).

Per oltre un mese la città lombarda diventerà una vetrina internazionale che darà spazio a importanti artiste, talvolta poco conosciute nel nostro Paese.
L’evento è promosso dall’Associazione La Papessa con il sostegno del Comune di Mantova e di FUJIFILM, il patrocinio della Regione Lombardia e della Provincia di Mantova. Il festival è diretto, come nelle edizioni precedenti, da Alessia Locatelli. Il team della BFF quest’anno ha scelto come titolo “Liminal”, termine che racchiude significati molteplici, attuali e affascinanti.
“Liminal” è la soglia, lo spazio indefinito che precede l’arrivo a una destinazione. Un limbo da attraversare per raggiungere un traguardo vicino, ma ancora non del tutto delineato. In questa fase di passaggio, le regole considerate valide fino a quel momento possono perdere forza. Chi vive questa dimensione ambigua si trova a fare i conti con incertezza e smarrimento, consapevole che, se il passato è ormai fissato, il presente si sta trasformando sotto i propri piedi e il futuro appare più che mai nebuloso, privo di un approdo prevedibile. L’unica certezza è che è in corso un profondo processo di cambiamento, capace di scuotere le fondamenta della normalità e dell’ordine stabilito: talvolta aprendo a visioni di un futuro luminoso, talvolta riportando alla luce oscurità sopite che si agitano nelle viscere del mondo. È un tempo in cui tutto viene rimesso in discussione e le trasformazioni si accelerano, nel bene come nel male.
La Biennale Internazionale della Fotografia Femminile ha da sempre un’attenzione particolare verso i grandi temi sociali e geopolitici. Tra questi rientrano l’istruzione, le disuguaglianze di classe, le conseguenze delle migrazioni — che comportano la perdita di terre, risorse economiche e libertà civili — fino ad arrivare alle dinamiche del neo-colonialismo.
L’edizione 2026 segue lo stesso formato delle precedenti, con mostre principali di fotografe italiane e internazionali: Nadia Bseiso (Giordania) Infertile Crescent, Mackenzie Calle (USA) The Gay Space Agency, Lisa Elmaleh (USA) Tierra Prometida, Julia Fullerton-Batten (Germania) Contortion, Lee Grant (Australia) Ancestral Constellations, Pia-Paulina Guilmoth (USA) Flowers Drink the River, Keerthana Kunnath (India) Not What You Saw, Barbara Peacock (USA) American Bedroom, Gaia Squarci (Italia) The Cooling Solution (ricerca del team ENERGYA, a cura di Kublaiklan e coordinamento di Elementsix), Abbie Trayler-Smith (Regno Unito) The Big O e Kiss it! e una mostra d’archivio dal titolo Shifting the Focus che rilegge la rivoluzionaria opera di una pioniera della fotografia americana Imogen Cunningham (Portland 1883 – San Francisco, 1976). Numerose sono le altre iniziative, tra le quali una Open Call per un Circuito Off, letture portfolio, workshop, conferenze, laboratori didattici per bambini.
I luoghi deputati per le esposizioni sono Casa di Rigoletto, Casa del Mantegna, Galleria Disegno, Spazio Arrivabene2, Casa del Pittore.













